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| 16 dic 2022 | 05:01

Politiche europee, agricoltori trentini sul piede di guerra: ''Vogliono farci ridurre del 60% i fitofarmaci in pochi anni, sarà difficile rimanere sul mercato''

Confagricoltura del Trentino punta il dito contro il piano europeo delle politiche agricole che punta ad una riduzione di circa il 60% dei fitofarmaci usati. Coller: "Noi non siamo contro la sostenibilità ambientale ma devono essere rispettati determinati tempi, serve lasciare spazio alla ricerca e soprattutto bisogna stare attenti al mercato e alla sostenibilità economica delle aziende"

Politiche europee, agricoltori trentini sul piede di guerra: Vogliono farci ridurre del 60% i fitofarmaci in pochi anni

TRENTO. “Rischiamo di avere anche in Trentino numerose aziende in difficoltà e l'arrivo sul mercato dei paesi extra europei che possono farci concorrenza con prezzi notevolmente più bassi”. E' molto preoccupato Diego Coller, presidente di Confagricoltura del Trentino, in merito agli interventi introdotti dalla Pac, la Politica agricola comunitaria, che attraverso la strategia Farm to fork potrebbe comportare una riduzione dell’uso di fitofarmaci di circa il 60% entro il 2030. 

Una politica agricola comunitaria che Confagricoltura del Trentino giudica "molto lontana dal mercato" e ancora di più dalla realtà agricola europea, italiana e in particolare della nostra provincia. 

“Quello che ci preoccupa in modo particolare – spiega Coller a il Dolomitiè la riduzione dell'utilizzo dei fitofarmaci e il poco tempo a disposizione. Se non si arrivasse ad un rinvio per molti agricoltori diventerebbe problematico produrre e rimanere sul mercato”. Una situazione che andrebbe a collimare che le difficoltà che numerose aziende agricole stanno affrontando anche oggi con i rincari dell'energia ma anche e soprattutto delle materie prime

 

I produttori tramite i loro organismi di rappresentanza, la collaborazione con Fem e la Provincia – spiega Confagricoltura - hanno definito delle linee di difesa delle colture che massimizzino la sostenibilità ambientale ma allo stesso tempo garantissero la salubrità dei prodotti e la produzione degli agricoltori stessi. Questo metodo di lavoro ha permesso di avere una crescita consapevole dell’agricoltura trentina che avesse come capisaldi l’ambiente e la salubrità delle produzioni e la sostenibilità economica per i produttori.

 

Ora ci troviamo di fronte ad una presa di posizione della commissione – spiega il presidente di Confagricoltura del Trentino -  che ha definito degli obiettivi senza, a nostro avviso, esser consapevole delle ricadute che queste politiche avranno sulla produzione agricola europea ma soprattutto sui consumatori”.

 

Fondamentale nel processo di riduzione dei fitofarmaci è la ricerca. Lo dimostrano i passi fatti dalla Fem che hanno permesso di guardare al futuro in maniera più positiva con la creazione di piante più resistenti alle malattie. Questi processi, però, richiedono tempo. 

 

“Con le linee che arrivano dalla Pac – spiega Coller – i tempi non ci sono e così non va bene. Con la fondazione Mach si sta lavorando sulle varietà e sulla parte della genomica, per poter ottenere piante resistenti alle malattie ma non siamo ancora pronti per subire un cambiamento simile. Non è che da un giorno all'altro si possono togliere i fitofarmaci anche se in Trentino la strada percorsa in questo senso è già tanta ma dobbiamo avere un occhio attento anche alla sostenibilità economica della nostre aziende”. 

 

Altro effetto che preoccupa gli agricoltori trentini è l'aumento dei costi di produzione delle derrate agricole di origine europeo. Questo comporterà un vantaggio competitivo per i produttori extra Europa, che, non avendo i vincoli stringenti produrranno senza limiti di utilizzo né di fitofarmaci né di fertilizzanti a costi inferiori e produzioni maggiori. “Questa situazione – spiega il presidente di Confagricoltura del Trentino -  permetterà ai produttori extra Europa di essere maggiormente competitivi, in un momento in cui il prezzo dei prodotti diventa un fattore determinante e quindi le produzioni agricole comunitarie saranno messe in estrema difficoltà”. 

 

L'appello che arriva dagli agricoltori trentini all'Unione Europea è quello di un rinvio degli obiettivi che riguardano la riduzione dei fitofarmaci. “Noi non siamo contro la sostenibilità ambientale ma devono essere rispettati determinati tempi, serve lasciare spazio alla ricerca e soprattutto bisogna essere attenti al mercato e alla sostenibilità economica delle aziende. Questo è un percorso che va fatto e che richiedere tempi ben più lunghi. Il rischio è ritrovarci con numerose aziende trentine in estrema difficoltà e a rischio chiusura” ha concluso il presidente di Confagricoltura.

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