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| 22 mar 2023 | 09:36

Siccità, il timore dei contadini di rimanere senza acqua: agricoltura trentina preoccupata. Coldiretti: "Siamo in situazione di pre emergenza''

“Anche in Trentino la situazione è critica, tanto che la Provincia sta valutando eventuali razionamenti a partire dal mese di aprile” spiega sempre in una la Coldiretti del Trentino

Siccità, il timore dei contadini di rimanere senza acqua: agricoltura trentina preoccupata

TRENTO. “E una situazione di pre emergenza che si presenta in un momento cruciale per l’agricoltura. In aprile partiranno le irrigazioni e la disponibilità di acqua è ovviamente fondamentale per non mettere in ginocchio il settore”. Queste le parole del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi in merito alla situazione di crisi idrica. “Anche in Trentino la situazione è critica, tanto che la Provincia sta valutando eventuali razionamenti a partire dal mese di aprile” spiega sempre in una la Coldiretti del Trentino. 

 

Una situazione di sofferenza che riguarda, ovviamente, tutta l'Italia dove quasi 9 litri di pioggia su 10 che cadono non vengono raccolti. Un dato che sottolinea come a livello nazionale per le carenze infrastrutturali si trattiene solo l’11% dell’acqua piovana. 
 
Crescita delle temperature, sfasamenti stagionali e soprattutto modificazione della distribuzione ed aumento dell’intensità delle piogge sono effetti dei cambiamenti climatici che – sostiene la Coldiretti – richiedono interventi strutturali oggetto della cabina di regia del governo.
 
Le anomalie sono evidenti anche quest’anno in cui l’inverno ha lasciato l’Italia del nord a secco con precipitazioni al di sotto della media, dopo un 2022 in cui è caduta il 30% di pioggia in meno. Gli effetti – rileva la Coldiretti - sono evidenti con i grandi laghi che hanno ora percentuali di riempimento che vanno dal 22% del lago di Como al 38% del lago di Garda fino al 44% di quello Maggiore mentre il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca è sceso a -3,2 metri, come in piena estate, e si registra anche lo scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell’arco alpino ed appenninico.

 

“In questi anni – spiega Barbacovi - molto è stato fatto a livello di infrastrutture, come la realizzazione di bacini di raccolta e tecnologie innovative in agricoltura. Si pensi che in Trentino il 95% dei terreni è irrigato a goccia, con un notevole risparmio di risorsa idrica. E’ necessario continuare ad investire, ad esempio sugli acquedotti e negli impianti di depurazione. La salvaguardia della risorsa idrica deve essere in cima all’agenda politica sia a livello locale che nazionale”.

 

Di fronte alla tropicalizzazione del clima, però, occorre organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà. “E' indubbio che gli agricoltori siano già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare” ha concluso Barbacovi.

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