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| 22 mar 2023 | 19:56

Emergenza siccità, il deflusso dell'Adige passa da 80 a 64 metri cubi di acqua al secondo. Il sopralluogo a Bolzano: "A rischio l'approvvigionamento idro-potabile"

La verifica è avvenuta alla confluenza tra il Talvera e l'Isarco nel capoluogo altoatesino in presenza del direttore dell'Agenzia per l'Ambiente e la tutela del clima Ruffin. Vettorato: "Siamo ampiamente sotto il livello auspicato di 80 metri cubi di acqua al secondo che andrebbero garantiti nella stazione di Trento". Ruffini: "In agricoltura portare avanti l'irrigazione a goccia"

Emergenza siccità, il deflusso dell'Adige passa da 80 a 64 metri cubi di acqua al secondo
di F.C.

BOLZANO. "Il deflusso dell'Adige è ampiamente sotto il livello auspicato. Siamo di fronte a un'emergenza siccità preoccupante, per questo è necessario un utilizzo di acqua consapevole". Sono chiare le parole di Giuliano Vettorato, assessore provinciale all'Ambiente e all'energia che oggi (22 marzo) ha effettuato un sopralluogo alla confluenza tra il Talvera e l'Isarco a Bolzano insieme al direttore dell'Agenzia per l'Ambiente e la tutela del clima, Flavio Ruffin.

 

La situazione in Alto Adige

Secondo quanto riportato da Vettorato la crisi idrica che anche in provincia di Bolzano si sta acuendo con l'avvicinarsi della stagione estiva e agricola. "Da oltre 18 mesi in Alto Adige e nella parte settentrionale della penisola le precipitazioni registrate sono ben al di sotto delle medie pluriennali - dichiara l'assessore -. Da questo deriva una carenza idrica, con gravi effetti soprattutto sulle acque superficiali". 

 

Un esempio è dato dal deflusso registrato ieri mattina (21 marzo) alle 10.30 nel fiume Adige, con rilevazioni di 50.2 metri cubi al secondo alla stazione idrometrica di Bronzolo e di 64,29 metri cubi alla stazione idrometrica di San Lorenzo.

 

"Siamo ampiamente sotto il livello auspicato di 80 metri cubi di acqua al secondo - prosegue - che andrebbero garantiti presso la stazione di Trento, per evitare la risalita del cuneo salino nella foce dell'Adige, che mette poi a rischio l'approvvigionamento idropotabile".

 

Anche il direttore Ruffini pone l'accento sulle numerose soluzioni e tecnologie per contrastare lo spreco di acqua e rendere più sostenibile la gestione della risorsa idrica. "In quest’ottica - evidenzia - bisogna ridurre le perdite, adottare processi e sistemi meno idro-esigenti e promuovere comportamenti virtuosi nelle famiglie e nelle scuole. Vanno gestiti con coscienza i bacini idrologici e tutti dobbiamo fare un utilizzo ragionevole dell'acqua".

 

L'acqua potabile come priorità

"La priorità è la tutela dell’acqua potabile - aggiunge Vettorato -. Vale per tutto il bacino idrico dell’Adige e pertanto come altoatesini non possiamo guardare solamente a noi stessi".

 

Il settore che più incide in questo senso è l’agricoltura, ricorda il direttore dell'Agenzia per l’Ambiente e la tutela del clima, "che purtroppo è anche molto sensibile alla scarsità di acqua - rimarca -. È necessario cominciare da questo campo per efficientare i sistemi idrici, portando avanti l'irrigazione a goccia. Spero che si arrivi quanto prima al punto in cui l'intero Alto Adige irrighi i suoi frutteti solamente a goccia. Sarebbe già un risparmio enorme".

 

Il risparmi di acqua

Sono diversi i comportamenti che si possono adottare per il risparmio di acqua. Tra gli esempi riportati dalla Pab mantenere efficiente l'impianto idrico, perché con un rubinetto che gocciola si perdono fino a 5 litri al giorno; chiudere il rubinetto durante i lavaggi quotidiani; utilizzare lavastoviglie e lavatrici sempre e solo a pieno carico; preferire rubinetti con sensori o con rompigetto aerato che riducono il flusso e hanno maggiore efficacia di lavaggio oppure scegliere la doccia invece che la vasca da bagno.

 

"Ci sono tanti modi per risparmiare questa risorsa: ognuno può e deve fare la sua parte", conclude Vettorato.

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