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| 25 feb 2023 | 12:05

Aviaria sul Garda, sono centinaia i gabbiani morti. L'Agenzia per la salute: ''Chi tocca gli animali ammalati lavi accuratamente le mani e gli indumenti ad alta temperatura''

Fondamentale avvisare le autorità in caso di ritrovamento di volatili morti. L'agenzia per la salute di Brescia parla di situazione "in linea con quanto riscontrato anche in altri paesi europei" e evidenzia per il comparto zootecnico avicolo "una situazione i rischio elevato di introduzione e diffusione”

Aviaria sul Garda, sono centinaia i gabbiani morti

DESENZANO. Sono ormai centinaia i gabbiani morti sul Garda. Nelle scorse ore il personale dei comuni, assieme alle forze dell'ordine e il personale dell'Agenzia per la tutela della salute hanno raccolto ulteriori carcasse di volatili lungo le coste del lago. 

 

La conferma che si tratti di influenza aviaria ad alta patogenicità da H5N1 (Qui l'articolo) è arrivata anche dall'Agenzia per la salute di Brescia che ha sottolineato come le positività stia riguardando diverse regioni del nord est, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e viene citata anche l'Emilia Romagna. 

 

La situazione è in linea con quanto riscontrato anche in altri paesi europei e evidenzia per il comparto zootecnico avicolo “una situazione i rischio elevato di introduzione e diffusione”. Gli strumenti di difesa nei confronti di tale rischio risiedono in primo luogo nella attenta e puntuale adozione di misure di biosicurezza e cioè di misure finalizzate a evitare l'introduzione del virus negli allevamenti

 

Proprio per questo in caso di segnalazione di mortalità di selvatici, occorre non soltanto effettuare campionamenti che confermino o meno la malattia ma anche adottare misure di cautela che servono a non disperdere il virus nell'ambiente e ad evitare il contatto con il pollame allevato , non solo per il contatto di animali o carcasse , ma anche per contatti indiretti con mani o altre parti del corpo non lavate o disinfettate, indumenti o altri elementi contaminati. Da parte delle autorità si sottolinea la massima attenzione per chi manipola direttamente animali infetti e provvede alla loro raccolta e smaltimento. 

 

“Il rischio per la popolazione  in generale – spiega l'Agenzia per la salute di Brescia – è invece da ritenersi basso. E' opportuno tuttavia raccomandare alla popolazione, senza alimentare allarmismi, di evitare il contatto diretto con animali selvatici, in particolare nel caso appaiono malate, moribondi o siano deceduti  e di non provvederne autonomamente all'accudimento o alla raccolta o allo smaltimento”

 

In caso di contatto involontari si dovrà lavarsi accuratamente le mani e a lavare ad alta temperatura (60 gradi) gli indumenti entrati in contatto con potenziali fonti di contaminazione e si dovranno evitare contatti con pollame d'allevamento nei tre giorni seguenti

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