Contro la funivia Tires-malga Frommer, gli ambientalisti fanno ricorso al tar: "Quasi mille metri quadrati costruiti illegalmente. Non si crei un precedente"
Dopo mesi di interruzione dell'attività, il 23 novembre 2022 era arrivato l'ok da parte della Conferenza dei servizi dell'Agenzia provinciale per l'Ambiente, che si è occupata del progetto di variante in sanatoria della funivia. Le associazioni ambientaliste dell'Alto Adige temono che questo modus operandi diventi la prassi: "Se in futuro si applicasse in tutta la Provincia si verificherebbe una edificazione selvaggia"

BOLZANO. Le associazioni ambientaliste e alpinistiche dell'Alto Adige avviano un'azione legale contro la funivia che collega Tires a Malga Frommer perché "non si crei un precedente". E' questo quanto comunicato in una nota congiunta Mountain Wilderness, Dachverband, Avs, Cai e Heimatpflegeverband che impugnano davanti al Tribunale amministrativo di Bolzano "l'atto che ha sanato i quasi mille metri quadrati di cubatura costruiti illegalmente".
Secondo le 5 associazioni questo sarebbe stato un "escamotage" utilizzato per sanare le difformità della funivia di Tires, che "non dovrebbe essere mai più ripetuto in Provincia di Bolzano".
Ma facciamo un passo indietro. Le polemiche sulla funivia proseguono ormai da mesi. "Per permettere la costruzione della funivia Tires-Malga Frommer - spiegano le associazioni -, la Tierser Seilbahn avrebbe dovuto richiedere e ottenere l'autorizzazione paesaggistica ai sensi della legge provinciale territorio e paesaggio prima dell'inizio dei lavori. Al contrario, durante la fase di costruzione, la classica funivia si è trasformata in una funivia cabrio. Le stazioni di valle e di monte sono state modificate per permettere l'accesso al tetto della cabina, costruendo 973 metri quadrati in più rispetto al progetto autorizzato e impattando così ulteriormente il pregiato paesaggio ai piedi del Catinaccio".
Al centro delle polemiche, già sollevate in passato dagli ambientalisti che da mesi denunciano l'opera, la sua sostenibilità ambientale, la cifra di contributi pubblici ricevuti dalla Provincia autonoma di Bolzano (si parla di un totale di 11,3 milioni di euro a fronte di un investimento complessivo di 15,8 milioni) e l'eccessivo aumento dei volumi edilizi (Qui l'articolo).
"La legge provinciale territorio e paesaggio stabilisce - proseguono -, come nel resto d'Italia, che le autorizzazioni paesaggistiche non possono essere rilasciate retroattivamente. In assenza di autorizzazione paesaggistica, è necessario ripristinare lo stato originario dei luoghi. La Tierser Seilbahn, i comuni e la Provincia si sono accordati su una procedura bizzarra: alcune parti degli edifici sono state rese inaccessibili, per compensare la volumetria costruita in eccesso, come se queste non impattassero sul paesaggio".
A marzo 2022, a solo un mese dall'inaugurazione della funivia, il Comune di Tires, a seguito di un sopralluogo, aveva bloccato l'esercizio attraverso un'ordinanza, per la mancanza di un "certificato di agibilità per la stazione a valle". Dopo mesi di interruzione dell'attività, il 23 novembre 2022 era arrivato l'ok da parte della Conferenza dei servizi dell'Agenzia provinciale per l'Ambiente, che si è occupata del progetto di variante in sanatoria della funivia.
Le associazioni ambientaliste e alpinistiche dell'Alto Adige temono che questo modus operandi diventi la prassi, per questo si sono rivolte al Tribunale amministrativo. "Il paesaggio originale non viene ripristinato semplicemente rendendo inaccessibili una parte degli edifici. Se in futuro questa pratica venisse applicata in tutta la Provincia, probabilmente si verificherebbe una edificazione selvaggia e, qualora il reato venisse scoperto, sarebbe sufficiente rendere inaccessibili alcuni volumi".
IL PROGETTO DI MOBILITA' A PASSO NIGRA
Mountain Wilderness, Dachverband, Avs, Cai e Heimatpflegeverband vorrebbero chiarire il tema relativo al progetto di mobilità del Passo Nigra, "originariamente prescritto dal Comitato ambientale per l'autorizzazione, con l'obiettivo di sgravare la zona dal traffico turistico e motorizzato individuale", dichiarano.
"Il progetto di mobilità però non è ancora stato sviluppato, né tantomeno implementato, la funivia al contrario è già stata costruita, anche più grande di quanto inizialmente autorizzato. Sarà il tribunale a stabilire se quanto è stato fatto è lecito o no".
Le associazioni lanciano un appello a tutti quelli interessati a sostenere la causa, "offrendo la possibilità di contribuire all'azione legale, mediante una donazione a una delle associazioni" e ricordando che l'impianto di risalita "è stato pagato con un contributo a fondo perduto di 11,3 milioni di euro di fondi pubblici", concludono.













