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Riparte la funivia Tires-Malga Frommer, il no delle associazioni ambientaliste: "Crea un precedente, così altri abusi edilizi potrebbero essere sanati in futuro"

Dopo mesi di interruzione dell'attività della funivia, il 23 novembre scorso è arrivato l'ok per la ripresa dell'esercizio da parte della Conferenza dei servizi, che si è occupata del progetto di variante in sanatoria. Le 5 associazioni alpinistiche e ambientaliste chiedono l'accesso agli atti: "L'amministrazione ha ancora una volta modificato le regole generali della pianificazione del territorio in funzione di un progetto specifico"

Foto: Carezza Dolomites/Helmuth Rier
Di Francesca Cristoforetti - 25 novembre 2022 - 20:59

TIRES. "La funivia di Tires- Malga Frommer potrebbe creare un precedente, quindi che altri abusi edilizi possano essere sanati in futuro, sostenendo che non arrecano danni al paesaggio. Chiediamo l'accesso agli atti e valuteremo i prossimi passi a livello legale". Parlano così le associazioni alpinistiche e ambientaliste Alpenverein Südtirol, Cai, Federazione ambientalisti Alto Adige, Heimatpflegeverband e Mountain Wilderness sulla sanatoria dell'abuso edilizio e paesaggistico della funivia Tires-Malga Frommer che dopo mesi di stop ha ripreso la sua attività, dopo l'ok della Conferenza dei servizi dell'Agenzia provinciale per l'Ambiente.

 

"La tutela del paesaggio è stata calpestata - aggiungono - siamo negativamente stupite e profondamente deluse dell'intervento della Giunta provinciale sulla sanatoria dell‘abuso edilizio, relativo alla costruzione della funivia". 

 

Al centro di diverse polemiche ormai da diverso tempo, l'opera era stata fortemente contestata sia per la cifra di contributi pubblici ricevuti dalla Provincia autonoma di Bolzano (si parla di un totale di 11,3 milioni di euro a fronte di un investimento complessivo di 15,8 milioni) che per la sostenibilità ambientale, "tanti soldi pubblici spesi a vantaggio di pochi privati", dichiaravano le associazioni. Ma soprattutto per delle vicende legate all’eccessivo aumento dei volumi edilizi.

 

A marzo scorso, a solo un mese dall'inaugurazione della funivia, il Comune di Tires, a seguito di un sopralluogo, aveva però bloccato l'esercizio attraverso un'ordinanza, per la mancanza di un "certificato di agibilità per la stazione a valle". Dopo mesi di interruzione dell'attività, soltanto pochi giorni fa (il 23 novembre) è arrivato l'ok da parte della Conferenza dei servizi, che si è occupata del progetto di variante in sanatoria della funivia. Secondo gli esperti la ristrutturazione della stazione a valle e della stazione a monte è possibile se i richiedenti riducono il volume di costruzione alla cubatura prevista nel progetto originariamente approvato.

 

Per questo le associazioni ambientaliste a seguito della decisione della Pab, chiedono trasparenza e stanno valutando ulteriori azioni legali. "La costruzione della funivia che collega Tires a Malga Frommer passerà probabilmente alla storia dell'Alto Adige come un esempio di spreco di denaro pubblico - così dichiarano - e di distruzione del paesaggio. I tralicci metallici, alti diverse decine di metri, si stagliano sulle Dolomiti come gli scheletri di un monumento al turismo di massa".

 

Sostenibilità e innovazione? "Un pretesto attraverso cui la Provincia ha concesso un contributo pari al 75% dei 15,8 milioni relativi ai costi di costruzione - proseguono-. Purtroppo la funivia di Tires è diventata anche un esempio di come l'amministrazione altoatesina abbia ancora una volta modificato le regole generali della pianificazione del territorio in funzione di un progetto specifico".
 
Avs, Cai, Federazione ambientalisti Alto Adige, Heimatpflegeverband e Mountain Wilderness temono inoltre che la funivia di Tires crei un precedente riguardo le sanatorie degli abusi edilizi. "È sufficiente uno sguardo alla funivia Panorama Tires-Malga Frommer per comprendere quanto il concetto di danno al paesaggio sia interpretato in maniera elastica dalla nostra Provincia".
 
Le cinque associazioni chiederanno l'accesso agli atti "per prendere visione del protocollo sottoscritto tra la Provincia e la Procura della Repubblica - concludono - e del parere della Conferenza dei Servizi. Una volta acquisite le informazioni, valuteranno i passi successivi con il loro consulente legale".

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