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| 24 nov 2022 | 17:29

Dopo mesi di stop per "volumi in eccesso" riparte la funivia Tires Malga Frommer con l'inizio della stagione invernale. Il Cai Alto Adige: "Inaccettabile"

Dopo l'ordinanza del Comune emessa lo scorso marzo, l'attività della funivia era stata interrotta per irregolarità riscontrate in un eccessivo aumento dei volumi edilizi. Ora la Conferenza dei servizi dell'Agenzia provinciale per l'Ambiente dà l'ok alla sua ripartenza, senza demolire i volumi eccedenti. Il Cai: "Non finisce qui per noi. Si dà il via ora con l'inizio della stagione invernale?"

Dopo mesi di stop per "volumi in eccesso" riparte la funivia Tires Malga Frommer con l'inizio della stagione invernale
Foto: Carezza Dolomites/Helmuth Rier
di Francesca Cristoforetti

TIRES. La funivia Tires-Malga Frommer può ripartire secondo la Conferenza dei servizi dell'Agenzia provinciale per l'Ambiente, dopo mesi di stop a causa di irregolarità riscontrate nell'eccessivo aumento dei volumi edilizi. Ma non tutti sono d'accordo. "E' inaccettabile, come sempre ci stiamo accorgendo che la provincia non fa sostenibilità ambientale ma commerciale", risponde Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige.

 

La struttura, già prima della sua inaugurazione di febbraio scorso, è sempre stata oggetto di moltissime polemiche, soprattutto perché finanziata con una cifra molto elevata di soldi pubblici. 

 

Ma facciamo un passo indietro. Dopo soltanto un mese di attività, la funivia a marzo scorso era stata bloccata da un'ordinanza del Comune di Tires, in cui si chiedeva "l’immediata sospensione dell’esercizio" per delle irregolarità riguardanti un eccessivo aumento dei volumi edilizi. Era il 18 marzo quando il sindaco di Tires Gernot Psenner aveva effettuato un sopralluogo al quale era seguita l’ordinanza, dopo aver constatato che la funivia era stata messa in funzione nonostante non ci fosse ancora "un certificato di agibilità per la stazione a valle" che non era stato richiesto, di conseguenza "senza che sia stato rilasciato il nullaosta necessario".

 

Sin dal principio, contro quest'opera si erano schierate le associazioni ambientaliste che l'avevano definita "uno schiaffo all'ambiente". "Oggi siamo scandalizzati - dichiara il presidente del Cai - ma non finisce qui. Non è un caso che il via sia stato dato ora, in concomitanza con l'inizio della stagione invernale".

 

Il 23 novembre scorso ecco l'ok arrivato dalla Conferenza dei servizi dell'Agenzia provinciale per l'Ambiente, che si è occupata del progetto di variante in sanatoria della funivia: secondo gli esperti la ristrutturazione della stazione a valle e della stazione a monte è possibile se i richiedenti riducono il volume di costruzione alla cubatura prevista nel progetto originariamente approvato.

 

Ci sono però delle condizioni da rispettare: "Dopo la riqualificazione, i diritti di costruzione non possono più essere superati - riporta la Pab - i volumi necessari devono essere sigillati in modo permanente e stabile. Non devono esserci danni al paesaggio e la chiusura permanente dei volumi deve essere dimostrata".

 

Come è noto, i richiedenti avevano costruito un volume superiore a quello consentito dal progetto approvato. Successivamente è stato necessario chiarire se la bonifica fosse possibile solo con la demolizione della parte di nuova costruzione che si discostava dal progetto approvato, oppure se anche il volume costruito in conformità al progetto potesse essere utilizzato per la bonifica.

 

Questo punto è stato chiarito di comune accordo tra la Ripartizione provinciale Natura, paesaggio e lo sviluppo territoriale e la Procura della Repubblica. "Di conseguenza, anche il vecchio volume dell'edificio può essere sigillato in modo permanente per la bonifica - prosegue la Pab -. Nel frattempo, i richiedenti hanno murato il volume del vecchio edificio corrispondente".

 

Per ridurre la cubatura viene quindi riempita e murata una parte della struttura esistenza, senza demolire l'eccedente. Così la Conferenza dei servizi ha potuto rilasciare un parere positivo. "Il rapporto sarà ora inviato ai Comuni di Tires e Nova Levante, responsabili della stazione a monte e a valle, che potranno quindi rilasciare la licenza edilizia e successivamente la licenza d'uso", scrive la Pab.

 

Rimane fermo sulla sua posizione il Cai: "I nostri timori sono innanzitutto che non vengano seguite queste direttive - conclude il presidente - e che comunque i locali vengano adibiti a bar. L'altra paura che si chiuda la strada, poco trafficata, per fare in modo che venga utilizzata l'opera. Come sempre si fanno gli interessi di pochi e delle attività economiche".

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