Aperti i cantieri per la nuova telecabina, un progetto bocciato da Europa Verde: "Un altro attacco alla montagna che si poteva e doveva fermare"
L'intenzione sull'Alpe Cimbra è di collaudare la nuova telecabina Francolini-Sommo Alto entro dicembre. Ritorna il "No" di Europa Verde: ""Si è ritenuto di non valorizzare e riqualificare il vecchio tracciato ormai dismesso, preferendo un nuovo ambizioso progetto, molto costoso, ma non pertinente e necessario"

FOLGARIA. Aperti i cantieri per la realizzazione della nuova cabinovia Francolini-Sommo Alto. Un progetto che continua a non piacere a Europa Verde mentre l'Alpe Cimbra punta a collaudare l'impianto entro dicembre.
Nella primavera dell'anno scorso era stato firmato l'ordine d'acquisto al fornitore Leitner, un progetto targato dalla società FolgariaSki che procede abbastanza in linea con il cronoprogramma per un impianto da 10 posti ogni telecabina e una lunghezza di 2,5 chilometri.
Nel dettaglio l'opera, come noto, è finanziata per 4 milioni con un intervento di Trentino Sviluppo, 4,8 milioni da finanziamento Euregio plus, 2,2 milioni di contributo su specifica Legge provinciale, 1 milione grazie agli investimenti per le “Imprese 4.0”, 1 milione da liquidità che si produrrà coi futuri esercizi. Ulteriori 2 milioni sono stati raccolti da soci e sponsor (Qui articolo).
"Si è ritenuto di non valorizzare e riqualificare il vecchio tracciato ormai dismesso, preferendo un nuovo ambizioso progetto, molto costoso, ma non pertinente e necessario", dice Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra. "L’unico scopo di consentire agli sciatori di accedere alle piste direttamente da Folgaria, quando le stesse sono raggiungibili in soli due chilometri in base al tracciato esistente".
L'Alpe Cimbra punta molto su questo progetto, ipotizzato 18 anni fa. Un piano bocciato da Europa Verde (Qui articolo). "L’ innevamento artificiale, che si renderà necessario a causa dei cambiamenti climatici e degli inverni siccitosi, dovrebbe essere sostenuto da un nuovo bacino artificiale di 200 mila metri cubi, posto a nord di quello già esistente a Passo Coe; tale invaso è attualmente bloccato perché insiste su un terreno carsico, dove l’acqua facilmente sparisce. Un bacino che attingerebbe comunque all’acquedotto intercomunale di Terragnolo – Folgaria – Lavarone e Luserna con un dislivello di pompaggio di 950 metri (da Puechem 650 metri a Passo Coe 1600 metri), la cui disponibilità di acqua, a fronte delle estati molto calde, non può garantire una fornitura regolare nel tempo".
Questo progetto, "oltre a rappresentare un evidente spreco di risorse economiche, andrà a compromettere una zona riservata all’ agricoltura e alla zootecnia, in un equilibrio tra aree verdi e manufatti che avrebbe dovuto essere salvaguardato. Un progetto poco lungimirante in netto contrasto con il tanto decantato 'turismo slow' che dovrebbe caratterizzare territori montani con altitudini inferiori ai 2.000 metri, posto che il nuovo progetto, tra l’altro, prevede un abbassamento di quota rispetto alla pista dismessa dei Francolini. Peccato, un altro attacco alla montagna che si poteva e doveva fermare", conclude Coppola.


















