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| 28 apr 2023 | 12:16

"E' una biodiversità destinata a scomparire”. Sulle Alpi lo studio sulle specie a rischio con il ritiro dei ghiacciai: "Vogliamo creare un database che sia una memoria storica"

Il progetto europeo, coordinato dall'Università degli Studi di Milano, vede la partecipazione anche del Muse: obiettivo primario sarà quello di creare il primo database relativo alla biodiversità glaciale, destinata purtroppo a scomparire con il progressivo ritiro dei ghiacciai alpini

E' una biodiversità destinata a scomparire”

TRENTO. Censire le specie che vivono sui ghiacciai alpini per creare un database che possa fungere da memoria storica di una biodiversità che, purtroppo, è destinata a scomparire: è questo l'obiettivo primario di “PrioritIce”, un progetto europeo coordinato dall'Università degli Studi di Milano con la collaborazione, in Italia, degli esperti del Muse. Si tratta di un'iniziativa nata proprio per studiare gli habitat che più di tutti stanno subendo le conseguenze della crisi climatica (Qui un approfondimento sulla situazione dopo il 2022) e censire la biodiversità glaciale alpina, analizzando il rischio di estinzione delle specie e individuando aree prioritarie dal punto di vista conservazionistico.

 

Nonostante infatti i corpi glaciali possano sembrare ambienti privi di vita, dicono gli esperti, in particolare negli ultimi 20 anni le ricerche svolte hanno mostrato come i ghiacciai siano a tutti gli effetti habitat in grado di sostenere una biodiversità unica, costituita da batteri, alghe, muschi, piante, invertebrati e vertebrati che vivono in questi ambienti che consideriamo 'estremi'. Si tratta di organismi che hanno sorprendenti adattamenti morfologici e fisiologici, che li rendono specializzati a vivere in prossimità o a contatto col ghiaccio a tal punto da renderli sentinelle dei cambiamenti climatici. Molte specie sono addirittura endemiche, esclusive quindi di singoli ghiacciai o gruppi montuosi.

 

Per questo, spiegano dal Muse: “Risulta prioritario fornire un primo inquadramento relativo lo stato della conoscenza della biodiversità glaciale, nonché un'approfondita conoscenza delle relazioni che si instaurano tra le specie e l'ambiente in cui vivono”. Insieme al Muse, tra i partner del progetto ci sono anche l'University of Lausanne, in Svizzera, il Laboratoire d'Ecologie Alpine francese e l'Adam Mickiewicz University in Polonia. Ciascun partner metterà a disposizione la propria competenza decennale relativo allo studio della biodiversità glaciale. Il Museo delle scienze di Trento, in particolare, supporterà il progetto “con la competenza relativa l'ecologia degli ambienti glaciali e le comunità di insetti e ragni criofili, amanti quindi del freddo e del ghiaccio”, spiega il referente del Muse Mauro Gobbi.

 

Obiettivo primario, come detto, sarà dunque quello di creare il primo database relativo la biodiversità glaciale, non solo come base per l'analisi dei dati: “Ma come strumento conoscitivo – dice il Muse – degli organismi che vivono in questo ambiente, col fine di fungere da memoria storica di una biodiversità che è destinata a scomparire. In aggiunta, si cercheranno di capire i processi che agiscono sulla biodiversità e le relazioni ecologiche tra le specie. Infine, saranno identificate le aree a massima priorità dal punto di vista conservazionistico, fornendo strategie gestionali funzionali a valorizzare e proteggere più efficacemente le aree glaciali e le rispettive biodiversità”.

 

Gli apparati glaciali oggetto di indagine sono collocati principalmente sui gruppi montuosi alpini, tra i quali per il territorio italiano, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Gruppo Ortles-Cevedale, il Gruppo Adamello-Presanella, le Dolomiti e via dicendo, con particolare attenzione ai ghiacciai di piccole dimensioni, quindi prossimi all'estinzione. “Numerosi enti locali – conclude il Muse - nazionali ed internazionali saranno coinvolti sia per attività di ricerca che di diffusione dei risultati. Questo progetto, infatti, vuole sia definire delle azioni concrete per migliorare la conservazione di questi ambienti che sensibilizzare la popolazione nei confronti della perdita di biodiversità e del cambiamento del paesaggio d’alta quota in seguito alla riduzione e scomparsa dei ghiacciai”.

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