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| 13 set 2023 | 17:26

In 8 anni il ghiacciaio del Mandrone ha perso una superficie pari a 70 campi da calcio: ecco tutti i dati della Carovana di Legambiente (che lancia un manifesto)

Dall’Italia, all’Austria fino alla Svizzera: la Carovana dei Ghiacciai 2023 si è da poco conclusa e gli esperti di Legambiente hanno tirato le somme di quella che, purtroppo, si conferma essere anno dopo anno una situazione sempre peggiore per i corpi glaciali alpini, destinati a sparire per effetto della crisi climatica e del riscaldamento globale. Ecco i risultati raccolti nella campagna, che ha visto la partnership scientifica anche del Comitato glaciologico italiano

TRENTO. Anno dopo anno, misurazione dopo misurazione, lo stato di grande sofferenza nel quale si trovano i ghiacciai alpini a causa della crisi climatica e del riscaldamento globale è, purtroppo, sempre più evidente: dal Belvedere al Mandrone fino all’Ochsentaler e al Mortratsch, ecco il bilancio della Carovana dei ghiacciai 2023, portata avanti dagli esperti di Legambiente tra Austria, Italia e Svizzera. Un’occasione nella quale l’associazione ambientalista, che ha portato avanti le misurazioni con la partnership scientifica del Comitato glaciologico italiano, ha voluto lanciare anche un appello nel “Manifesto per una governance dei Ghiacciai e delle risorse connesse”, proponendo 7 azioni a livello internazionale per una governance a livello europeo: “Il manifesto – scrivono – già sottoscritto da importanti glaciologi ed esperti del clima, nasce dalla consapevolezza di considerare i ghiacciai come una risorsa da valorizzare in quanto fornitore di importanti servizi ecosistemici, la cui riduzione o scomparsa causa gravi conseguenze sulla pubblica sicurezza, l’economia e l’ambiente”.


Non esiste infatti un confine geografico, dice Legambiente, capace di rendere immuni i ‘giganti bianchi’ agli effetti della crisi climatica: “Dal Ghiacciaio del Rutor (Valle d’Aosta) che dal 1865 ad oggi registra una perdita di superficie di circa 4 chilometri quadrati, di cui 1,5 chilometri quadrati negli ultimi 50 anni al Ghiacciaio del Belvedere (Piemonte), la cui superficie dagli anni 50 ad oggi si è ridotta del 20% e ha perso fino a circa 60 metri di spessore negli ultimi 10 anni (pari a un edificio di 20 piani). E ancora il ghiacciaio di Dosdè Est (Lombardia) che dal 1932 si è ritirato di oltre 1 chilometro e ha perso il 47% della sua superficie, con una perdita media di 1,6 ettari (equivalenti a circa 2,5 campi da calcio) all’anno”.


Arrivando in Trentino, il Ghiacciaio del Mandrone (parte dell’Adamello, il più esteso corpo glaciale d’Italia), dal 2015 ad oggi “registra una perdita di 50 ettari di superficie (pari a 70 campi da calcio)” precisa Legambiente: “E poi, oltre il confine, in Austria il Ghiacciaio del Morteratsch (il più grande del gruppo del Bernina delle Alpi Grigionesi) è arretrato dal 1878 ad oggi di quasi 3 chilometri, perdendo 23 metri solo nel 2022”. È questa, insomma, la fotografia che emerge dai monitoraggi della IV edizione della Carovana dei Ghiacciai, un viaggio che dal 20 agosto al 10 settembre ha attraverso le vette con escursioni che hanno percorso circa 72 chilometri con un dislivello di 4000 metri e l’organizzazione di incontri che hanno coinvolto cittadini, istituzioni, volontari ed esperti. Testimonial d’eccellenza sono stati gli scrittori Paolo Cognetti, Matteo Righetto, Michele Nardelli; l’attore Giuseppe Cederna e l’artista berlinese Theresa Schubert.


“La crisi climatica non conosce confini, così come il ritiro dei ghiacciai, fenomeno che coinvolge l'intero arco alpino. Da questi presupposti nasce la proposta, condivisa con esperti provenienti da tutti i Paesi alpini di una governance europea dei ghiacciai – commenta Giorgio Zampetti, direttore nazionale Legambiente –.  Il Manifesto presentato rappresenta il primo passo per mettere in campo efficaci misure per rallentare il fenomeno, attraverso concrete politiche di mitigazione e urgenti azioni di adattamento per fronteggiare le conseguenze già oggi evidenti, a partire dalle risorse idriche fino al rischio idrogeologico, che ne derivano. Dobbiamo essere consapevoli che quanto sta succedendo in alta quota coinvolge anche il territorio a valle. Quindi per affrontare il fenomeno del ritiro dei ghiacciai alpini, non ci si deve limitare solo alle aree di montagna ma richiede politiche a scala molto più ampia”.


Politiche che gli esperti di Legambiente racchiudono nelle 7 azioni presentate nel Manifesto: “1) Istituire contesti di confronto tra amministratori regionali e locali, gruppi di ricerca, associazioni e imprese, per migliorare la capacità di governance dei ghiacciai europei, le conoscenze e il know-how scientifico e tecnico. 2) Promuovere e mettere in rete le esperienze provenienti da diverse situazioni geografiche, politiche e climatiche. 3) Creare una rete di competenze multidisciplinari da condividere per costituire una Governance Europea dei Ghiacciai (EGG). 4) Orientare le scelte dell'Unione Europea alla tutela degli ambienti glaciali, dai ghiacciai alle calotte glaciali e alla riduzione degli impatti sulla criosfera e sull’uso del suolo e dell’acqua. 5) Costruire un sistema europeo di monitoraggio del rischio criosferico, mettendo in comune le esperienze maturate a livello locale e regionale e costruendo un sistema comune di regole. 6) Collaborare con le Università, i Centri di ricerca e la Scuola per sensibilizzare e accrescere la consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni e per sviluppare percorsi di formazione al fine di costruire nuove professionalità nel campo della mitigazione e dell’adattamento. 7) Valorizzare e coordinare gli strumenti e le politiche internazionali per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi, in particolare quelle sviluppate dalla Convenzione delle Alpi come il Piano d’Azione Clima 2.0 della Convenzione delle Alpi, le Linee Guida per l’adattamento locale ai cambiamenti climatici nelle Alpi e le relative iniziative di attuazione come la ‘Carta di Budoia per l’Adattamento Locale ai cambiamenti climatici’”.

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