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| 21 apr 2023 | 06:01

"Essere svezzati non vuol dire essere pronti al mondo", la riflessione dell'etologa sui cuccioli di Jj4: "Avevano ancora bisogno della mamma"

Nella conferenza stampa organizzata in seguito alla cattura di Jj4 dai rappresentanti istituzionali sono arrivate rassicurazioni in merito ai cuccioli "al secondo anno di vita e quindi completamente autosufficienti". Il parere dell'etologa: "Considerando che è solo dal secondo anno che le mamme iniziano a muoversi su aree più vaste, incrementando l'insegnamento e la trasmissione di conoscenze, necessarie al definitivo svezzamento, possiamo dire che l'apprendimento non era ancora concluso e l'orso, essendo un animale straordinariamente complesso, ha un bisogno basilare di apprendimento e imitazione. Come noi"

TRENTO. "Secondo i calcoli degli esperti, i piccoli di Jj4 hanno 15 mesi. Sono svezzati? Sì, ma non significa che siano pronti al mondo". Lo rivela Chiara Grasso, etologa specializzata in Benessere ed etica animale, che sui social ha spiegato i rischi che potrebbero correre i cuccioli dell'orsa che ha aggredito e causato la morte del runner Andrea Papi. La femmina infatti è stata catturata dai forestali e attualmente si trova rinchiusa al Casteller. 

 

Come si legge nel Report grandi carnivori 2020, il 22 giugno 2020 l'orsa Jj4 "si è resa protagonista di un attacco a due persone" mentre era con i suoi "tre cuccioli dell'anno", nati probabilmente fra gennaio e febbraio giacché, come riportato anche sulla pagina internet della Provincia di Bolzano "le orse partoriscono in pieno inverno, generalmente in gennaio o febbraio". La nuova cucciolata che accompagnava Jj4 nel 2023 dovrebbe quindi essere venuta alla luce fra gennaio e febbraio del 2022 (i plantigradi in genere si riproducono ogni 2 anni ndr).

Attualmente, dei tre 'nuovi' cuccioli se ne sta parlando molto, vista la cattura della mamma Jj4. Durante la conferenza stampa organizzata alcuni giorni fa dalla Provincia, è intervenuto anche Raffaele De Col, dirigente generale Protezione civile fauna e foreste, che ha dichiarato: "Al momento della cattura con l'orsa c'erano tre cuccioli in fase di svezzamento. Come sapete in questo periodo i piccoli si allontanano dalla madre: sono cuccioli al secondo anno di vita. Sono quindi completamente autosufficienti tanto è vero che dopo la cattura si sono allontanati in autonomia".

 

Tuttavia l'etologa Chiara Grasso non è dello stesso parere. L'esperta è recentemente intervenuta spiegando i rischi che i 'piccoli' di al massimo 15 mesi (probabile età che è possibile 'confermare' guardando ai dati del Report grandi carnivori 2020 ndr) rischiano di correre in assenza della madre, oggi rinchiusa al Casteller.

 

Laureata in Etologia all'Università di Torino, Grasso è socia della Società italiana di etologia, nonché guida escursionistica ambientale e guida safari in Africa (Fgasa). Ha partecipato a TEDxRovigo 2019 e alla finale nazionale di FameLab 2018. Dal 2019 è inoltre membro della giuria per il Premio nazionale di divulgazione scientifica. E' stata consigliera del Consiglio di amministrazione del Bioparco di Roma e da marzo 2022 è membro del Comitato scientifico di Plastic free e della "Commission on Education and Communication". Autrice della guida "Viaggia green nella natura" (di Edizioni Sonda) e del libro per ragazzi "Brutti, sporchi e cattivi ma utilissimi" (di Edizioni Lindau), è docente a numerosi seminari e lezioni, scrive su La Stampa e dedica il suo tempo libero alla divulgazione etologica sui social.

 

Proprio sui social, l'esperta ha deciso di scrivere una riflessione dedicata ai cuccioli di Jj4. "I piccoli di Jj4 hanno circa 15 mesi secondo i calcoli degli esperti - scrive l'etologa su Facebook -. In generale, gli studi scientifici ci indicano che i cuccioli stanno con la mamma per (circa) 2 anni: tra l'anno e mezzo e i due anni e mezzo. Un recente articolo pubblicato su Nature evidenzia che la strategia "2,5 anni", con cura parentale molto prolungata, in Svezia sta aumentando di frequenza, e di molto, favorita dal tipo di gestione dell'attività venatoria".

 

L'etologa prosegue nel suo intervento parlando in particolare della condizione dei piccoli di Jj4: "Sono svezzati e non dipendono più solo dalla madre, se questo vi rincuora - sottolinea nel post -. Non sono condannati a morte per stenti, insomma. Ma c'è un ma. Considerando che è solo dal secondo anno che le mamme iniziano a muoversi su aree più vaste, incrementando l'insegnamento e la trasmissione di conoscenze, necessarie al definitivo svezzamento (ad esempio, come localizzare un frutto che si trova solo ad agosto), capirete bene che l'apprendimento non era ancora concluso e l'orso, essendo un animale straordinariamente complesso, ha un bisogno basilare di apprendimento e imitazione. Come noi", fa sapere Grassi.

 

"Mancando la madre nei momenti cruciali di apprendimento sociale e alimentare, quanto influirà questo sulla capacità dei piccoli di cercare cibo adeguato o piuttosto di optare per quello più semplice (umano) rischiando di diventare confidenti? E poi, quindi, essere anche loro eliminati perché troppo umanizzati? Di chi sarà allora la colpa? Sempre dell'orso cattivo, vero?".

 

Grassi conclude il suo intervento facendo riferimento agli episodi di aggressività avvenuti: "Avendo visto la madre portata via dall'essere umano, e avendo vissuto episodi di aggressività da ambe parti, quanto influirà questo sulla loro aggressività e paura nei confronti dell'essere umano? L'apprendimento culturale non è meno importante di quello trasmesso geneticamente, eppure i grandi scienziati se lo scordano quando devono affermare che tanto ormai erano già svezzati. Come se l'apprendimento etologico di un orso dipendesse solo dalle tette e non da avere una guida: aver smesso di dipendere dalla madre non vuol dire non averne più bisogno".

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