Il parlamento Ue approva la legge sul “Ripristino della Natura”, il Wwf trentino: “Avrà effetti tangibili nell’arresto del declino della biodiversità”
Il provvedimento, sostenuto con forza dalle associazioni ambientaliste, prevede di raggiungere, entro il 2030, il ripristino del 20% della superficie terrestre e marina dell’Unione Europea con l’obiettivo di contrastare la perdita di biodiversità. Inoltre si parla di ridurre l’utilizzo dei pesticidi chimici e di aumentare il numero delle aree protette

TRENTO. Alla fine la legge sul “Ripristino della Natura” (Nature Restoration Law) è stata approvata dal Parlamento europeo con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti. Il provvedimento, sostenuto con forza dalle associazioni ambientaliste, prevede di raggiungere, entro il 2030, il ripristino del 20% della superficie terrestre e marina dell’Unione Europea con l’obiettivo di contrastare la perdita di biodiversità. Inoltre si parla di ridurre l’utilizzo dei pesticidi chimici e di aumentare il numero delle aree protette.
La legge era stata duramente osteggiata dal Partito popolare e dalla Destra (con il sostegno della categorie economiche di agricoltori e pescatori) ma anche dall’europarlamentare altoatesino Herbert Dorfmann, che per l’appunto è il responsabile della politica agricola per il Ppe. Tuttavia una ventina di parlamentari del Centrodestra avrebbero votato a favore del provvedimento dimostrandosi decisivi per l’approvazione finale. I sostenitori invece vanno cercati tra le fila del Partito socialista ma anche fra Verdi e Sinistra.
“Dopo decenni di politiche ambientali insufficienti, di poco spessore e scarso coraggio, ci giunge una notizia importantissima e soprattutto positiva”, commenta Karol Tabarelli de Fatis, delegato regionale del Wwf per il Trentino-Alto Adige. Insomma, un risultato che non sorge spontaneo né spunta dal nulla: infatti sono stati moltissimi i cittadini, le associazioni (227 nella sola Italia), le Università, ma anche accademici e ricercatori, ad aver aderito al manifesto per la Nature Restoration Law, facendo sentire la propria voce.
“La portata di questa norma giuridica, e gli effetti che da essa deriveranno, saranno visibili e tangibili nell’arresto del declino della biodiversità – riprende de Fatis – così come nella rigenerazione di ecosistemi e habitat, nella mitigazione e adattamento climatici, nella conservazione del capitale naturale, nel greening dei centri urbani. Inoltre, la difesa di ciò che di naturale ancora resta è il minimo che possiamo fare nei confronti delle generazioni future”.
D’altra parte la situazione ambientale è critica, cionondimeno buona parte dell’opinione pubblica chiede misure per invertire la rotta. In Europa questi appelli si fanno sentire anche negli aspetti più legati alla quotidianità. Un esempio tra tanti: la Banca Centrale Europea ha lanciato un sondaggio online per scegliere quale sarà l’aspetto delle prossime banconote dell’Unione Europa. Tra i temi proposti, uno di quelli che sta registrando ampio seguito è quello dedicato alla natura e all’avifauna.
“Chi verrà dopo di noi – conclude de Fatis – avrà l’arduo compito di vivere in un mondo assai mutato rispetto al passato, per colpa di chi li ha preceduto. Ma qualcosa di importante lo possiamo ancora fare, e questa legge lo dimostra. Oggi il mio cuore è pieno di gratitudine, sono fiero di appartenere a un’Unione Europea che crede nella protezione dell’ambiente”.













