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| 12 lug 2023 | 19:49

Il parlamento Ue approva la legge sul “Ripristino della Natura”, il Wwf trentino: “Avrà effetti tangibili nell’arresto del declino della biodiversità”

Il provvedimento, sostenuto con forza dalle associazioni ambientaliste, prevede di raggiungere, entro il 2030, il ripristino del 20% della superficie terrestre e marina dell’Unione Europea con l’obiettivo di contrastare la perdita di biodiversità. Inoltre si parla di ridurre l’utilizzo dei pesticidi chimici e di aumentare il numero delle aree protette

Il parlamento Ue approva la legge sul “Ripristino della Natura”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Alla fine la legge sul “Ripristino della Natura” (Nature Restoration Law) è stata approvata dal Parlamento europeo con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti. Il provvedimento, sostenuto con forza dalle associazioni ambientaliste, prevede di raggiungere, entro il 2030, il ripristino del 20% della superficie terrestre e marina dell’Unione Europea con l’obiettivo di contrastare la perdita di biodiversità. Inoltre si parla di ridurre l’utilizzo dei pesticidi chimici e di aumentare il numero delle aree protette.

 

La legge era stata duramente osteggiata dal Partito popolare e dalla Destra (con il sostegno della categorie economiche di agricoltori e pescatori) ma anche dall’europarlamentare altoatesino Herbert Dorfmann, che per l’appunto è il responsabile della politica agricola per il Ppe. Tuttavia una ventina di parlamentari del Centrodestra avrebbero votato a favore del provvedimento dimostrandosi decisivi per l’approvazione finale. I sostenitori invece vanno cercati tra le fila del Partito socialista ma anche fra Verdi e Sinistra.

 

“Dopo decenni di politiche ambientali insufficienti, di poco spessore e scarso coraggio, ci giunge una notizia importantissima e soprattutto positiva”, commenta Karol Tabarelli de Fatis, delegato regionale del Wwf per il Trentino-Alto Adige. Insomma, un risultato che non sorge spontaneo né spunta dal nulla: infatti sono stati moltissimi i cittadini, le associazioni (227 nella sola Italia), le Università, ma anche accademici e ricercatori, ad aver aderito al manifesto per la Nature Restoration Law, facendo sentire la propria voce.

 

“La portata di questa norma giuridica, e gli effetti che da essa deriveranno, saranno visibili e tangibili nell’arresto del declino della biodiversità – riprende de Fatis – così come nella rigenerazione di ecosistemi e habitat, nella mitigazione e adattamento climatici, nella conservazione del capitale naturale, nel greening dei centri urbani. Inoltre, la difesa di ciò che di naturale ancora resta è il minimo che possiamo fare nei confronti delle generazioni future”.

 

D’altra parte la situazione ambientale è critica, cionondimeno buona parte dell’opinione pubblica chiede misure per invertire la rotta. In Europa questi appelli si fanno sentire anche negli aspetti più legati alla quotidianità. Un esempio tra tanti: la Banca Centrale Europea ha lanciato un sondaggio online per scegliere quale sarà l’aspetto delle prossime banconote dell’Unione Europa. Tra i temi proposti, uno di quelli che sta registrando ampio seguito è quello dedicato alla natura e all’avifauna.

 

“Chi verrà dopo di noi – conclude de Fatis – avrà l’arduo compito di vivere in un mondo assai mutato rispetto al passato, per colpa di chi li ha preceduto. Ma qualcosa di importante lo possiamo ancora fare, e questa legge lo dimostra. Oggi il mio cuore è pieno di gratitudine, sono fiero di appartenere a un’Unione Europea che crede nella protezione dell’ambiente”.

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