Nel parco di Spormaggiore dove ci sono anche gli orsi: ''Abbiamo 60 mila visitatori l'anno, un terzo sono trentini: chiedono informazioni e di conoscerli''
Il Parco faunistico di Spormaggiore sulla Paganella è un’area boscosa di oltre cinque ettari che offre la possibilità di osservare alcune specie di animali, difficili da osservare in natura o in via d’estinzione: "I plantigradi sono animali molto schivi e non è facile incontrarli in natura, non è facile nemmeno qui da noi ma ci sono più possibilità di avvistamenti"

SPORMAGGIORE. "In questi giorni abbiamo ricevuto tante mail e telefonate per chiedere rassicurazioni". Queste le parole di Andrea Marcolla, presidente del Parco faunistico di Spormaggiore. "Dopo la tragedia di Caldes le richieste di informazioni sono aumentate e siamo contattati anche da potenziali visitatori dall'estero".
Il Parco faunistico di Spormaggiore sulla Paganella è un’area boscosa di oltre cinque ettari che offre la possibilità di osservare da vicino alcune specie di animali autoctoni delle Alpi, difficili da osservare in natura o in via d’estinzione. La creazione di questa zona nasce nel 1991 dall'idea dell'associazione Pro Loco locale. Una proposta che ha avuto un notevole riscontro e negli anni l'offerta si è strutturata sempre di più per far fronte alle varie esigenze.
"Collaboriamo con le università e i centri di ricerca per studi e approfondimenti relativi alla fauna - aggiunge Marcolla - orsi e lupi in primis. Un lavoro a 360 gradi per sviluppare competenze e conoscenze. L'attenzione in questo momento, anche per la rilevanza mediatica, ha aumentato la richiesta di chiarimenti sulla sicurezza durante le visite. Il compito dei nostri operatori è anche quello di educare e informare il pubblico, attività fondamentali e oggi ancora più strategiche".

Molti anche i trentini che scoprono il parco faunistico di Spormaggiore alla ricerca degli animali che abitano il bosco. "Questo è un momento molto delicato ma tante persone della provincia raggiungono l'area per informarsi sugli orsi e sui lupi, temi molto sentiti dalla popolazione", prosegue Marcolla. "Inoltre i plantigradi sono animali molto schivi e non è facile incontrarli in natura, non è facile nemmeno qui da noi ma ci sono più possibilità di avvistamenti".

Sono due gli esemplari di orso presenti all'interno del parco faunistico e c'è anche un branco di 10 lupi. "Praticamente ogni giorno organizziamo talk e iniziative per aumentare la consapevolezza verso questi animali", continua il presidente del Parco faunistico di Spormaggiore. "Non ospitiamo un elevato numero di specie come in altri Alpenzoo ma siamo soddisfatti dei risultati raggiunti fino a oggi con grande impegno e serietà".

Il flusso di visitatori ha avuto una forte impennata negli ultimi 10 anni, un trend avviato con l'attuale presidente. Le visite sono passate dalle 25 mila del 2012 al record dei 60 mila accessi prima dell'emergenza Covid. Una proposta forte proprio per la presenza degli orsi, animale richiamato anche nel marchio del Parco.

"L'anno scorso - evidenzia Marcolla - abbiamo chiuso a oltre 50 mila visitatori. Nel week end di pasqua abbiamo accolto più di 1.600 persone, mentre in questi giorni abbiamo un trend di 500 frequentatori quotidianamente. Sono buonissimi numeri e l'interesse verso la fauna è molto alta".
Circa un 30% dei visitatori annuali è trentino. "Nei periodi primaverili e autunnali abbiamo tantissime scolaresche: un'attività importante perché attraverso laboratori e varie iniziative si possono educare le giovani generazioni a vivere la montagna attraverso i corretti comportamenti da mantenere nel bosco e per rispettare verso la fauna. Poi la stagione estiva c'è un ottimo flusso di turisti con il picco che viene raggiunto nel mese di agosto", conclude Marcolla.














