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| 09 feb 2023 | 18:04

"Stoccaggio in gallerie sotterranee e 'boom' del solare", Melinda punta sulla sostenibilità energetica: "Vogliamo essere d'esempio per tutti"

Tra le iniziative adottate da Melinda spicca il ricorso alle celle ipogee: ben 15 chilometri di gallerie sotterranee, che sorgono a circa 300 metri di profondità, pronte a ospitare le mele in celle asciutte e controllate. Sul fronte energetico, poi, Melinda è attualmente impegnata nel piano di espansione della sua autoproduzione. Il Consorzio si basa da tempo su una fornitura 100% rinnovabile grazie all’energia idroelettrica e quella fotovoltaica

"Stoccaggio in gallerie sotterranee e 'boom' del solare", Melinda punta sulla sostenibilità energetica

TRENTO. Il 2023 sarà per il Consorzio "Melinda" un anno all'insegna del risparmio e del contrasto al caro energia, con tanto di implementazione dell'autoproduzione energetica. Un contrasto che avverrà anche grazie a magazzini davvero speciali per conservare la frutta.

 

Tra le iniziative adottate vi è il ricorso alle celle ipogee, strutture create per la frigo-conservazione naturale. Ben 15 chilometri di gallerie sotterranee, situate all’interno della miniera di dolomia Rio Maggiore. 'Stanze' che sorgono a circa 300 metri di profondità e protette dalla roccia, pronte a ospitare le mele in celle asciutte e controllate.

 

"Le mele si vendono tutto l’anno. Per conservarle occorre mantenere intatte alcune condizioni - spiega non a caso Franco Paoli, direttore del Reparto Produzione di Melinda -. La temperatura si stabilizza a 1°C e la presenza di ossigeno si ferma all’1%: in questo modo è possibile rallentare la respirazione dei frutti conservandoli più a lungo".

 

Le condizioni favorevoli dell'ambiente, partendo dalla bassa temperatura e arrivando all’impermeabilità della roccia, consentono di impiegare un quantitativo ridotto di energia: circa il 30% in meno dell’ammontare richiesto dalla tradizionale conservazione nei magazzini di superficie. Una soluzione più che mai 'green', con un impatto positivo, fra taglio dei costi e riduzione dell'impatto sull'ambiente, destinato a crescere: "Oggi le celle ipogee ospitano circa 30mila tonnellate di mele - si è aggiunto Fabrizio Conforti, ingegnere del Consorzio - ma entro la fine dell’anno si arriverà a 40mila".

 

Oltre alla riduzione della spesa, infatti, il ricorso a questo sistema di conservazione determina anche un calo delle emissioni di CO2 in atmosfera, un importante risparmio idrico nel raffreddamento dei compressori e l’eliminazione dei pannelli coibentanti, tipicamente complessi da smaltire. La possibilità di conservare le mele in profondità, inoltre, libera spazio in superficie a beneficio del paesaggio e dell’estensione delle coltivazioni.

 

Sul fronte energetico Melinda è ora impegnata anche in un piano di espansione relativo all'autoproduzione. Il Consorzio si affida da tempo ad una fornitura 100% rinnovabile grazie all’energia idroelettrica e fotovoltaica prodotta da pannelli, con un investimento di oltre 10 milioni di euro. Il nuovo piano in fase di elaborazione consentirà di garantire all'azienda una produzione aggiuntiva di 4,84 milioni di Kwh contro i 4,82 attuali: in pratica, l’ammontare totale raddoppierà.

 

"Il progetto di espansione dei pannelli solari rappresenta perfettamente la nostra visione per lo sviluppo delle attività del Consorzio - conclude Ernesto Seppi, presidente Melinda -. Sul fronte dei magazzini, inoltre, l’atteso aumento della capienza delle celle ipogee consentirà di ottenere ulteriori risparmi riducendo l’impiego totale di energia. Due esempi di come una realtà importante cerca di ragionare in maniera lungimirante, per essere d'esempio all’intera filiera agroalimentare italiana".

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