Legambiente, bandiere verdi in Regione per Malga Riondera ad Ala e per i frutteti tradizionali altoatesini: “Il coraggio della sostenibilità”
Premiate da Legambiente anche due progettualità sviluppate nel Bellunese, a Fonzaso (Dolomiti Hub) e Comelico Superiore (Cooperativa Lassù): ecco i progetti virtuosi per gli esperti dell'associazione

TRENTO. “Il coraggio della sostenibilità, avanguardie di modernità nella montagna”: sono queste le parole utilizzate dagli esperti di Legambiente per identificare i progetti virtuosi ai quali la Carovana delle Alpi ha assegnato le sue bandiere verdi. Al contrario di quelle nere (Qui e Qui Articolo), le bandiere verdi vengono assegnate in sostanza a iniziative o progettualità con un impatto positivo sull'ambiente. Per quanto riguarda il Trentino, l'associazione ha premiato l'azienda agricola a agrituristica Malga Riondera, nel territorio di Ala, per la sua “grande attenzione alla sostenibilità ambientale, sia nelle scelte di risparmio energetico adottate, sia nel calcolo del bilancio idrico aziendale”. Da molti anni infatti, si legge nel dossier: “L'azienda ha preso decisioni ed iniziative volte alla sostenibilità in tutti gli ambiti aziendali: dal recupero architettonico degli edifici, alla gestione dei processi produttivi aziendali, alla gestione dei boschi, all’offerta di ospitalità nelle sue forme, alle proposte di fattoria didattica”.
Fra i dati più rilevanti ci sono le strategie per l'uso dell'acqua: “L'acqua è recuperata da alcune sorgenti che sgorgano nei dintorni della malga, preziosissime fonti in un ambiente calcareo e carsico dove l’acqua in superficie è veramente una presenza rara. Viene utilizzata con un complesso sistema di prelievi e di distribuzioni in condutture. Si è calcolato che dal primo prelievo dalla sorgente più lontana a quando la medesima acqua va ad alimentare un piccolo laghetto naturale si susseguono ben 28 utilizzi diversi. Pur puntando alla sostenibilità in tutti gli ambiti (tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici, scelte negli acquisti che limitano la produzione di rifiuti non riutilizzabili, molta offerta agrituristica a km0) un certo impatto ambientale delle attività è inevitabile. Questo viene misurato in modo da poterlo compensare con progetti di riforestazione e calcolando il valore del servizio ecosistemico svolto dall’azienda”.
“L’azienda - si legge nel dossier – ha dovuto affrontare negli ultimi anni l’arrivo del lupo nella zona, problema affrontato con recinzioni in larice elettrificate intorno ai pascoli e l’acquisto di due coppie di cani maremmani. La presenza del lupo ha suggerito di elaborare anche un percorso didattico che ha lo scopo di far conoscere, nel modo più obiettivo possibile i danni economici, le difficoltà e le preoccupazioni che incontrano gli allevatori e anche il punto di vista del lupo”. In Alto Adige invece sono stati premiati i promotori dell'iniziativa Baumgart a Bolzano “per il recupero dei frutteti tradizionali nelle aree urbane: importante elemento culturale tradizionale e moderno strumento di pianificazione”. I frutteti tradizionali infatti, dicono gli esperti, sono sempre stati presenti in tutte le zone della Provincia di Bolzano, modellando il paesaggio, creando identità e preservando la diversità del territorio.
“Essendo hotspot di biodiversità – scrivono gli esperti – creano e mantengono habitat per innumerevoli specie animali e vegetali. Soprattutto per quanto riguarda gli uccelli il team del Monitoraggio della Biodiversità Alto Adige ha trovato qui più specie che in qualsiasi altro habitat studiato. Sono state trovate persino alcune specie a rischio, come lo Zigolo giallo o la Cutrettola. Inoltre offrono uno svago nella vita di tutti i giorni e, non da ultimo, ci forniscono cibo di alta qualità. Tuttavia dove un tempo i frutteti tradizionali erano il segno distintivo di ogni azienda agricola nelle valli bolzanine, oggi hanno preso il posto gli insediamenti o le forme di coltivazione più intensive. Per contrastare questa tendenza e impedire che i frutteti tradizionali vengano ulteriormente allontanati, nel 2021 otto istituzioni – Eurac Research, Roter Hahn, Bioland, Sortengarten, Heimatpflegeverband, Obstbaumuseum, Amt für Natur e Dachverband für Natur- und Umweltschutz – hanno fondato l’Iniziativa Baumgart. L’iniziativa ha in programma una serie di attività per evidenziare il valore dei frutteti tradizionali, tra questi il campionato dei frutteti dove si premiano i valorosi frutteti della provincia”.
“Come sostengono gli esponenti dell’Iniziativa Baumgart, insieme agli Architetti del Paesaggio Alto Adige (LAS) e alla Fondazione Architettura Alto Adige – conclude il dossier – l’elemento culturale dei frutteti tradizionali è un elemento di pianificazione interessante e che può essere ben integrato come spazio verde pubblico nelle aree di insediamento nel quadro del programma di sviluppo della comunità. I frutteti tradizionali si inseriscono in un contesto di sviluppo urbano e di villaggio orientato al futuro e che possono essere utilizzati per progettare giardini per case di riposo, complessi alberghieri, campi da golf e altro ancora”. Uscendo dal territorio regionale, in Veneto Legambiente ha assegnato la bandiera verde anche a Dolomiti Hub, a Fonzaso nel Bellunese, per “i progetti culturali e sociali sviluppati, frutto di un processo di rigenerazione di un opificio e aventi come obiettivo il contrasto dello spopolamento in corso e la dispersione dei giovani dalle vallate e dalle montagne feltrine e bellunesi”.
Dolomiti Hub infatti è una realtà culturale nata nel 2020, gestita da un'impresa sociale che propone inoltre servizi di co-progettazione, comunicazione e promozione culturale: “E' una rete di persone – precisa Legambiente – un laboratorio dinamico di innovazione sociale, un luogo dove creare nuove opportunità e relazioni per le persone e le aree montane. Uno spazio culturale creato in un ex-capannone industriale. Il binomio tra cultura e impresa è elemento fondante, la sfida per creare valore e innovazione nel territorio. Aperto alla partecipazione e al contributo di persone, associazioni, aziende, enti pubblici, Dolomiti Hub si presenta come un laboratorio dinamico, dove trovare e proporre opportunità di crescita personale e sociale, culturale ed economica per la comunità locale. Ha sede in un ex-opificio interamente riqualificato, riorganizzato e rigenerato, nella zona industriale di Fonzaso, area interna alle porte delle Dolomiti bellunesi, un territorio montano, con bassa densità abitativa e uno spopolamento costante. Ma anche un luogo dove le Dolomiti sono patrimonio UNESCO e vicino a Cortina d’Ampezzo, comune che ospiterà una parte delle Olimpiadi 2026”.
“Al suo interno – precisano – è possibile trovare spazi coworking, uffici privati, una sala eventi, aule formative e un bar bistrot. In tre anni di attività Dolomiti Hub ha proposto oltre cinquanta progetti in dialogo con enti locali pubblici e privati, coinvolgendo al bisogno gli hubber con le loro specifiche competenze e operando in diversi ambiti territoriali che vanno dal feltrino al trevigiano, fino al Cadore e in zona Primiero. L’obiettivo di fondo è dare un futuro migliore alla comunità locale, per un territorio che diventi più vivibile ed attrattivo”. A Comelico Superiore invece è stata premiata la cooperativa Lassù “per l’attività di sensibilizzazione della comunità locale sul tema ambientale, per le proposte di riattivazione di forme di economia sostenibile legate alla risorsa bosco insieme alla realizzazione di una piattaforma fisica di conoscenza del territorio oltre che di proposta di sviluppo e tutela”.
“Lassù - Luoghi Alpini della Salute, della Sostenibilità e delle Unicità – è un collettivo di professionisti che opera in una valle del Comelico come soggetto ideatore e attivatore di progetti per uno sviluppo responsabile e innovativo della montagna nei settori territoriale, sociale, culturale e imprenditoriale – sottolineano nel dossier –. Dopo la devastazione della tempesta Vaia, la cooperativa ha voluto ripensare al bosco come: polmone verde, spazio ricreativo, luogo in un cui natura e uomo si possono rigenerare e dove l’albero strappato viene riutilizzato per tracciare un nuovo percorso di lettura, uso e cura. Un modello nutriente e non estrattivo dei beni comuni, che mette a tema insieme agli strumenti di governance locale (le Regole) nuovi approcci allo sviluppo locale con l’attivazione di filiere corte. Il progetto RI-ambientiamoci ha iniziato il proprio sviluppo in Valgrande nel Comune di Comelico Superiore, area di proprietà della Regola di Dosoledo, dove a settembre del 2019 si è svolta VIZART, una settimana di eventi “artistici” che ha generato un percorso permanente per arricchire in forma innovativa e contemporanea l’offerta culturale locale come sezione outdoor del museo etnografico Algudnei”.
“RI-ambientiamoci ha scelto il linguaggio artistico e culturale per interpretare e rispondere alla devastazione – continuano – creando due percorsi in due zone diverse del Comelico per far toccare con mano la possibilità di utilizzare la risorsa bosco nei suoi molteplici servizi all’uomo: fonte di materiale da costruzione, luogo di studio e dibattito, ambiente di espressione artistica, catalizzatore e promotore di nuove attività di lavoro, cassa di risonanza della vita e della musica delle comunità che in mezzo ad esso e grazie ad esso hanno vissuto e vivono. RI-ambientiamoci ha poi proseguito il suo sviluppo con CASARMONICA in Val Visdende, utilizzando parte delle piante abbattute da VAIA su terreni della Regola di Casada per ideare un edificio in legno dalle molteplici funzioni: luogo di cultura del legno e della musica, di conoscenza dell’abete rosso e di produzione musicale dove troverà spazio uno studio di registrazione, in particolare dedicato agli strumenti antichi, memoria di quanto accaduto e principio di rigenerazione del bosco. Nel 2021 la realizzazione del palco di Vaia è stato il primo grande passo di APERTURA CULTURALE di Piè della Costa. Un palco che nasce come specchio di un panorama naturale, in parte ferito e in parte salvato, che gli sta alle spalle”.



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