Contenuto sponsorizzato
| 21 giu 2023 | 17:42

Dal percorso didattico dedicato al lupo alla gestione dei boschi fino ai prodotti locali: ecco Malga Riondera, la 'bandiera verde' trentina 2023

Il circolo di Trento di Legambiente ripercorre le 'bandiere verdi' che l'associazione ambientalista ha recentemente assegnato a 19 “esempi virtuosi di adattamento creativo e innovativo di sostenibilità ambientale” sull'arco alpino. Tra queste anche la trentina Malaga Riondera, in Lessinia: ecco la storia dell'azienda agricola che ha messo al primo posto la sostenibilità ambientale

Dal percorso didattico dedicato al lupo alla gestione dei boschi fino ai prodotti locali

TRENTO. La tradizionale lista di 'bandiere verdi' e 'bandiere nere' di Legambiente (Qui Articolo) per quest'anno ha visto 19 realtà premiate come “esempi virtuosi di adattamento creativo e innovativo di sostenibilità ambientale” sull'arco alpino: tra queste c'è anche la trentina Malga Riondera di Ala e ora il circolo di Trento dell'associazione ambientalista ne ha riportato la storia, tra la particolare attenzione posta nel consumo dell'acqua e al risparmio energetico fino alla gestione della presenza dei lupi in Lessinia, un tema molto sentito in questi giorni dopo le recenti predazioni segnalate in zona (Qui Articolo). “Dalle Alpi arrivano sempre più storie di sostenibilità ambientale – dicono gli ambientalisti trentini – protagonisti sono associazioni e operatori locali, piccoli comuni, enti culturali, in prima linea nel ripensare l'azione territoriale”. Ed è proprio in questo contesto che Malga Riondera è stata premiata con la 'bandiera verde'. “Si tratta di un'azienda agricola e agrituristica sulle Prealpi – dice il circolo trentino di Legambiente – che da molti anni pone grande attenzione alla sostenibilità ambientale applicata a molteplici ambiti aziendali”.

Gli interventi vanno infatti “dal recupero degli edifici rispettando le caratteristiche architettoniche tipiche della Lessinia e adottando scelte di risparmio energetico, alla gestione dei processi produttivi aziendali compresi gli allevamenti di razze autoctone, alla gestione dei boschi secondo i principi della selvicoltura naturalistica, all'offerta di ospitalità nelle sue forme privilegiando l'offerta di prodotti locali, alle proposte di fattoria didattica per singoli, gruppi e famiglie”. Particolarmente efficace, continuano gli ambientalisti trentini: “Si è rivelato il sistema di gestione delle acque aziendali, realizzato con un sistema irriguo che prevede il recupero di tutte le sorgenti prossime alla malga e la predisposizione di accumuli e serbatoi, preziosi nei periodi di maggior consumo. Grazie al calcolo del bilancio idrico, si è potuto avere maggiore consapevolezza sui vari consumi programmando le azioni di risparmio o di riutilizzo della preziosa risorsa prima che questa vada ad alimentare un piccolo laghetto, interessate realtà ricca di biodiversità dove è presente anche il Tritone alpino”.

 

Come anticipo, anche Malga Riondera ha poi dovuto affrontare negli ultimi anni l'arrivo del lupo della zona: “Problema – scrive il circolo di Trento di Legambiente – affrontato con recinzioni elettrificate intorno ai pascoli e l'acquisto di coppie di cani maremmani”. Proprio negli scorsi giorni l'associazione Io non ho paura del lupo è intervenuta sul tema dopo alcune predazioni segnalate in Lessinia, all'interno di un recinto elettrificato, spiegando proprio che elementi come “la presenza dell'uomo” o dei “cani da guardiania” siano centrali nell'aumentare l'efficacia di reti e fili elettrificati, soluzione di per sé “non infallibile o immune da possibili problemi”. A Malga Riondera la presenza del lupo ha poi suggerito “di elaborare anche un percorso didattico che ha lo scopo di far conoscere, nel modo più obiettivo possibile, danni economici, difficoltà e preoccupazioni che incontrano gli allevatori con il lupo, eliminato nel passato dall'uomo perché problematico ma che, comunque, fa parte di un ecosistema naturale”.

 

“Nella consapevolezza che le realtà rurali di montagna – concludono gli ambientalisti – svolgono un ruolo insostituibile alla preservazione dell'ambiente montano, ruolo che non sempre viene adeguatamente riconosciuto, Malga Riondera ha anche calcolato il valore economico dei suoi servizi eco-sistemici che portano beneficio alla comunità. Prima ha calcolato l'impatto ambientale di tutte le attività aziendali misurata in Co2 immessa in atmosfera, poi la quantità che i suoi boschi possono assorbire, registrando un bilancio positivo. In seguito ha calcolato il valore della quantità di ossigeno prodotta dagli stessi e immessa in atmosfera, il valore del servizio di protezione dalle forme di erosione, il valore della preservazione del paesaggio alpino che tanto piace ai turisti, il valore della salvaguardia della biodiversità. A conclusione, il bilancio, assolutamente positivo, potrebbe anche fornire crediti di carbonio ad altre realtà produttive che necessitano di compensare i loro impatti ambientali. L'auspicio è che tutta questa esperienza, riconosciuta e premiata da Legambiente, non finisca in un cassetto chiuso ma possa essere replicata”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 21 agosto | 19:37
Strappati i libri di due bivacchi sulle Dolomiti, il duro sfogo della sezione Cadorina di Auronzo del Cai: "Un bivacco è un luogo [...]
Cronaca
| 21 agosto | 19:13
Negli ultimi giorni è scoppiata la polemica. Ecco la posizione ufficiale degli impianti: "L'acquisto con carta abbatte i costi di gestione. [...]
Cronaca
| 21 agosto | 17:40
Dopo i ripetuti danneggiamenti ai rubinetti e le conseguenti fuoriuscite d’acqua, l’amministrazione corre ai ripari. È in programma [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato