Il paese del miele punta sulla biodiversità: arriva la Green Valley: "Un progetto per costruire il futuro del nostro territorio"
Dopo il progetto “Green Camp” con il quale si è puntato alla formazione nelle scuole sui temi della biodiversità, il Comune di Limana si fa capofila della Green Valley. Molteplici gli obiettivi: dagli alveari tecnologici alla mappatura dei sentieri, dalle azioni sugli ecosistemi locali al turismo sostenibile

LIMANA. Un progetto dietro l’altro all’insegna del green: il Comune di Limana continua a puntare sulla tutela degli ecosistemi, la sostenibilità e la partecipazione. "Se con Green Camp abbiamo seminato consapevolezza nelle scuole, con Green Valley costruiamo l'infrastruttura per il futuro del territorio" dichiarano i promotori di due progetti innovativi che vanno “dalla semina alle radici”.
Si è chiuso infatti con successo “Green Camp”, l’iniziativa con la quale si è voluto “seminare” occupandosi di educazione alimentare ecosostenibile e biodiversità. Diverse le azioni messe in atto: interventi di piantagione negli asili limanesi, laboratori alimentari e del riciclo, laboratori didattici e giochi di ruolo con il coinvolgimento dei bambini. Inoltre, tra i protagonisti c’è stata anche la tradizionale Festa del miele, che lo scorso anno ha beneficiato di un’inversione di tendenza nella produzione della Valbelluna (qui l’intervista).

Sono state poi coinvolte le malghe del territorio, la Latteria di Valmorel e le aziende agricole locali, con l’obiettivo di riconnettere i giovani con il patrimonio montano. Hanno collaborato la Fondazione Fantastiche Dolomiti, Apidolomiti, la Fondazione Elserino Piol e il Comitato frazionale di Valmorel per la sensibilizzazione sul ruolo degli impollinatori.
Ora si è aperta una nuova fase, che guarda alle “radici” con la "Green Valley". Dopo il recente lancio dell’iniziativa Sinistra Piave Alpina (qui il dettaglio), il Comune di Limana si fa infatti capofila di un altro progetto, inserito nel bando Format di Fondazione Cariverona (budget totale di 59.100 euro, dei quali 47.300 euro da Cariverona e i restanti di co-finanziamento). Si tratta di un intervento biennale, che terminerà a settembre 2027, e che amplia l’azione all'intera Unione montana Val Belluna, coinvolgendo i comuni di Borgo Valbelluna, Sedico e Sospirolo.
Qui assume un ruolo centrale la tutela degli habitat, con azioni mirate su boschi, praterie e torbiere (in particolare per la tutela delle praterie alpine dall’invasione della vegetazione). Si proseguirà poi con l’ecosistema digitale attraverso laboratori, mappatura della rete sentieristica e creazione di percorsi didattici, nonché formazione specifica sul miele locale.
Sul fronte turistico, invece, saranno sviluppate strategie di valorizzazione del patrimonio agro-silvo pastorale per incentivare un approccio lento e sostenibile. Non mancherà infine la tecnologia: si vogliono infatti incentivare gli alveari tecnologici per il monitoraggio in tempo reale della produzione di miele, creare una piattaforma cloud per l’analisi dei dati e fare formazione agli apicoltori sui nuovi strumenti disponibili.
Tutto ciò con l’ulteriore obiettivo di rendere il modello replicabile in altri contesti di montagna. "Svilupperemo filiere locali legate al pascolo e promuoveremo la gestione delle risorse naturali e il turismo sostenibile. Tutto ciò permetterà di creare benefici duraturi per l’ambiente, ma anche per la comunità: dai residenti, grazie a maggiore coesione sociale e opportunità economiche, a turisti, studenti e apicoltori”, concludono.












