Dal pane fatto con il siero fermentato alle piante coltivate per ottenere tinture naturali: ecco gli Oscar Green di Coldiretti
Ogni anno attraverso il premio Oscar Green vengono segnalate idee innovative nate dall’estro di giovani che hanno scelto di investire il proprio futuro e talento in agricoltura. Realtà diverse tra loro ma accomunate dall’idea di voler realizzare un modello di agricoltura sostenibile in tutte le sue accezioni: economica, sociale e ambientale

CALDONAZZO. Sono ormai 17 le edizioni del premio Oscar Green, il concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Ogni anno attraverso il premio Oscar Green vengono segnalate idee innovative nate dall’estro di giovani che hanno scelto di investire il proprio futuro e talento in agricoltura. Realtà diverse tra loro ma accomunate dall’idea di voler realizzare un modello di agricoltura sostenibile in tutte le sue accezioni: economica, sociale e ambientale. Quest’ultima edizione è andata in scena a Baita Seghetta, nel comune di Caldonazzo, dove si sono riuniti oltre un centinaio di giovani agricoltori.
In totale sono stati consegnati 5 premi. Nella categoria “Fare filiera” il riconoscimento è andato all’Azienda Agricola Misonet di Oscar Cherotti. Nata dall'idea di tre giovani, l'abbinamento dei prodotti caseari, nati dalla lavorazione del latte e della valorizzazione del territorio, porta alla creazione di un bar pasticceria che allo stesso tempo è punto vendita del caseificio e gelateria artigianale, un tutt'uno dove agricoltura, vendita diretta, artigianato e ristorazione confluiscono all'interno di un'unica realtà.
“Energie per il futuro e Sostenibilità” è la categoria che ha visto premiare l’Azienda Agricola Malgon Vallelaghi di Ernesto Benfari. Realizzare un pane che al posto dell'acqua venga fatto con il siero fermentato scaturito dalla caseificazione della robiola di capra. Questa è l'idea realizzata, sfruttando un prodotto, studiato, che risulta essere decisamente stabile visto il ph che dopo essere calato nel corso della fermentazione, a un certo punto rimane estremamente fermo, e questo dà valore aggiunto. Sostituendo il siero all'acqua infatti si permette anche a farine note per essere deboli e quindi assolutamente non adatte, se utilizzate in grande percentuale, alla lievitazione, di riuscire a crescere e far sì che il lievito possa svolgere il proprio compito, portando allo sviluppo di un pane soffice, digeribile e assolutamente non pesante.
“Terra Vitae” è il progetto di Lorenz Schiner che ha trionfato nella categoria “Custodi d’Italia”. Partendo da zero, dal nulla se non da una forte passione ed una ricerca attenta su ciò che era l'agricoltura locale di un secolo fa, andare a riscoprire colture principalmente cerealicole tipiche del territorio, oggi particolarmente ricercate, che sembrano una totale novità per il territorio ma che erano la normalità della scorsa prima metà del secolo.
Alessandro Tamanini ha conquistato la categoria “Coltiviamo Solidarietà” con il progetto “Diamo una casa alla civetta”. Si tratta della facilitazione di insediarsi e di riprodursi della civetta (Athene noctua), rapace notturno che frequenta il fondovalle Trentino. Si tratta di un’opportunità sposata inizialmente da Alessandro e pochi contadini che al pragmatismo hanno coniugato una sensibilità per il territorio in cui vivono e lavorano, seguiti poi da numerose realtà contadine. Nel corso del progetto sono state realizzate più di cento casette nido per civetta utilizzando legname di larice proveniente dalle foreste di Vaia. Casette che sono state distribuite e installate nella valle dell’Adige tra San Michele all’Adige e Rovereto. Il progetto ha avuto origine da un’idea di un appassionato di ornitologia ed è stato fatto proprio da un’associazione, la De Gaspari, che opera da più di 30 anni a fianco della omonima scuola Primaria di Trento.
Ultimo ma ovviamente non meno importante nella categoria “Campagna Amica” il primo posto è andato a “Piantastica” di Elizaveta Vynogradova. “Ho cominciato a coltivare le piante tintorie per passione e ora è diventato il mio lavoro. Sul mio terreno coltivo diverse piante che storicamente venivano usate dall'uomo per tingere i tessuti di fibre naturali”, racconta l’imprenditrice. Per il rosso si coltiva la radice di Rubia Tinctorum, per il blu l’Isatis Tinctoria, e per il giallo la Resede Luteola.
Queste piante erano importantissime nell’economia di molti paesi e poi stono state sempre più trascurate dopo l'invenzione dei colori sintetici. “Oggi, con il mio progetto sto riportando i colori organici in vita – spiega Vynogradova – tingo tessuti naturali con pigmenti botanici, recupero tessuti e capi vintage ai quali dono una nuova possibilità tingendoli e aggiustandoli con la mia macchina da cucire. E confeziono inchiostri naturali per scrivere oppure acquarelli per disegnare dagli scarti di produzione di alcune aziende agricole presenti sul territorio”.
Durante la premiazione il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi si è complimentato con i ragazzi ricordando loro che “è fondamentale puntare sulla formazione personale, anche in prospettiva futura. Voi oggi siete premiati per la vostra creatività, ma ricordatevi che rappresentate anche la prossima classe dirigente di Coldiretti. Vi auguro di trovare soddisfazione nelle vostre attività, e vi invito a non aver paura di osare, perché a volte anche ciò che sembra impossibile può essere realizzabile. Per cambiare le cose è necessario rendersi parte attiva e partecipare in prima persona al cambiamento: siate voi il cambiamento”.


















