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| 12 nov 2025 | 17:26

''Altra tempesta geomagnetica in arrivo. Per il British Geological Survey la più forte degli ultimi 20 anni'', ecco cosa sta succedendo, le conseguenze e perché alzare gli occhi al cielo

L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia fa il punto su quanto sta succedendo negli ultimi giorni dopo che sul sole si sono verificati dei brillamenti molto potenti. ''Un’altra espulsione di massa coronale “full halo”, associata al brillamento solare di classe X5.1 dell’11 novembre, è in viaggio verso la Terra e dovrebbe raggiungerla nel corso del pomeriggio o della sera di oggi (12 novembre). Il suo arrivo potrebbe perturbare ulteriormente il campo magnetico terrestre, generando una nuova fase di intensa tempesta geomagnetica, potenzialmente di livello G4 o G5''

Foto di Mario de Marco dalle Dolomiti Agordine
di L.P.

TRENTO. Aurore polari molto spettacolari nel cuore della notte, tempeste geomagnetiche, espulsioni di massa coronale e brillamenti solari classe X. Novembre sta risultando segnato da una grande attività solare e le conseguenze si stanno registrando anche sulla terra. Nella notte appena trascorsa nei cieli delle Alpi è stato possibile assistere a dei veri e propri spettacoli con luci rossastre (archi aurorali stabili rossi) che hanno letteralmente colorato il firmamento. E con ogni probabilità l'evento dovrebbe ripetersi nelle prossime ore. Lo spiega l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che chiarisce cosa è successo, cosa sta succedendo e cosa succederà. 

 

''Durante la notte - comunicano dal dipartimento ambiente - si sono verificati due arrivi successivi di espulsioni di massa coronale (CME), emesse dal Sole il 9 e 10 novembre e associate a brillamenti solari di classe X. Queste espulsioni hanno raggiunto la Terra con un leggero anticipo, provocando un forte aumento dell’attività geomagnetica. L’indice globale ha raggiunto il livello G4 sulla scala NOAA delle tempeste geomagnetiche (che va da G1 a G5). Nel Regno Unito, l’attività locale ha toccato G5 (K=9): il livello più alto mai registrato dal British Geological Survey (BGS) da quando, nel 2012, sono iniziate le misurazioni dei campi geoelettrici''.

 

E ora cosa succederà? ''In queste ore - prosegue l'Ingv - aurore polari spettacolari sono state osservate in gran parte dell’emisfero settentrionale, fino a latitudini insolitamente basse, come la Florida, il Texas e l’Arizona, oltre che in Scozia, Irlanda del Nord e Nord Europa. Nel frattempo, un’altra espulsione di massa coronale “full halo”, associata al brillamento solare di classe X5.1 dell’11 novembre, è in viaggio verso la Terra e dovrebbe raggiungerla nel corso del pomeriggio o della sera di oggi (12 novembre). Il suo arrivo potrebbe perturbare ulteriormente il campo magnetico terrestre, generando una nuova fase di intensa tempesta geomagnetica, potenzialmente di livello G4 o G5, come quella di maggio 2024, che aveva portato all’osservazione di aurore fino all’Europa meridionale''.

 

Secondo le previsioni del British Geological Survey, ''questa nuova fase potrebbe costituire la tempesta geomagnetica più intensa degli ultimi vent’anni. Gli effetti della cosiddetta “tempesta cannibale” – così definita per la fusione di più espulsioni solari in un’unica nube di plasma – hanno già provocato disturbi alle comunicazioni radio e ai sistemi di posizionamento satellitare (GPS), oltre a un notevole aumento dei campi geoelettrici al suolo''.

 

Le tempeste geomagnetiche nascono dall’interazione tra l’attività solare e il campo magnetico terrestre e possono avere ripercussioni sulle tecnologie spaziali e terrestri, come:

- sistemi di comunicazione e navigazione,

- orbite satellitari,

- infrastrutture energetiche alle alte latitudini.

 

''Attenzione - conclude l'Ingv - Le luci rosse e rosate osservate a latitudini basse non sempre corrispondono ad aurore nel senso classico: possono trattarsi di archi aurorali stabili rossi (SAR), deboli emissioni generate a circa 400 km di quota dal riscaldamento dell’alta atmosfera (termosfera) causato dalla corrente ad anello magnetica (ring current). Questi archi sono indicatori della grande energia geomagnetica rilasciata durante tempeste di questa intensità.

In presenza di cieli sereni e buio, anche a latitudini medie è possibile catturare il bagliore aurorale con fotocamere o smartphone in modalità notturna''.

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