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| 05 nov 2025 | 10:10

Forti esplosioni sul sole (I VIDEO): ''Attività vivace. Radiazioni hanno disturbato i segnali e nelle prossime ore possibili tempeste geomagnetiche, aurore e fluttuazioni''

Alle 23:01 (ora italiana) del 4 novembre 2025, è stato registrato un nuovo brillamento solare di classe X1.1. L’evento rappresenta un’ulteriore manifestazione dell’elevata attività solare. Nel corso della giornata infatti era stato generato un brillamento di classe X1.8 alle 18:34 ora italiana. La doppia emissione (X1.8 prima, X1.1 dopo) indica che l’attività magnetica della regione è alta, e pertanto i centri internazionali di space weather continueranno a monitorate con attenzione la situazione

di Redazione

TRENTO. Il sole è quanto mai attivo e negli ultimi giorni si sta assistendo a una serie di brillamenti di grandi proporzioni e molto scenici. A darne notizia è l'Ingv Ambiente che racconta come ieri, 4 novembre, ne sono stati documentati due uno ''alle 17:34 UTC, la regione attiva AR 4274 ha generato un brillamento solare di classe X1.8, uno degli eventi più intensi osservati nelle ultime settimane. L’eruzione, associata probabilmente a una espulsione di massa coronale (CME), rappresenta un segnale della vivace attività che il Sole sta mostrando in questa fase del ciclo solare''.

 

 

 

 

L'altro ''alle ore 23:01 (ora italiana) del 4 novembre 2025, è stato registrato un nuovo brillamento solare di classe X1.1, come indicato dal bollettino del Solar Influences Data Analysis Center (SIDC). L’evento rappresenta un’ulteriore manifestazione dell’elevata attività solare''. 

 

 

 

 

Queste esplosioni possono causare delle conseguenze anche sulla Terra. ''Le radiazioni ultraviolette estreme e i raggi X prodotti dall’esplosione hanno temporaneamente disturbato le comunicazioni radio a onde corte (HF) sulla porzione di Terra esposta alla luce solare, in particolare sull’America meridionale e sulla costa orientale degli Stati Uniti. Tali brillamenti possono inoltre produrre variazioni momentanee nella ionosfera, lo strato dell’atmosfera che riflette le onde radio e svolge un ruolo chiave nelle comunicazioni globali''.

 

''Nelle prossime 24–48 ore - prosegue l'Ingv - le previsioni indicano una possibile transizione da condizioni geomagnetiche tranquille a moderatamente disturbate, qualora la CME associata all’eruzione interagisse con il vento solare e con il campo magnetico terrestre. Il gruppo di macchie responsabile del brillamento odierno era già attivo ieri, 3 novembre, quando la stessa regione, allora identificata come AR 4272, aveva prodotto un brillamento di classe M5.0 di lunga durata. Quell’evento aveva generato una CME visibile dai coronografi solari, ma la sua traiettoria non risultava diretta verso la Terra''.

 

''La rapida evoluzione magnetica osservata nelle ultime ore nella regione AR 4274 — con la successione di numerosi brillamenti di classe M e l’esplosione X di oggi — suggerisce che l’attività possa proseguire nei prossimi giorni. Se la CME di oggi dovesse risultare parzialmente diretta verso la Terra, si potrebbero osservare tempeste geomagnetiche di livello G1 o superiore, accompagnate da aurore visibili alle alte latitudini e da fluttuazioni ionosferiche. Al momento non si prevedono effetti significativi sulle infrastrutture terrestri, ma l’evoluzione resta sotto osservazione. Il Sole sta attraversando una fase di elevata attività, e le regioni AR 4272 e 4274 continueranno a essere monitorate con attenzione dai centri internazionali di space weather''.

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