Contenuto sponsorizzato
Trento
18 ottobre | 10:12

Scarabei giapponesi, rilevata la presenza anche in Trentino. Le larve sono dannose per prati e pascoli, gli adulti sono defogliatori voraci

L’area infestata corrisponde, ai sensi della normativa europea, a una superficie circolare del diametro di un chilometro dal punto del ritrovamento e si trova nel territorio del comune amministrativo di Villa Lagarina. La cosiddetta "area cuscinetto" comprende nell'Alto Garda i territori di Arco, Cavedine e Drena. Gli altri comuni interessati sono quelli di Aldeno, Besenello, Calliano, Cimone, Isera, Mori, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Ronzo-Chienis, Rovereto, Trambileno, Vallarsa e Volano, oltre ovviamente a Villa Lagarina

Scarabei giapponesi, rilevata la presenza anche in Trentino

TRENTO. Lombardia e Piemonte sono ormai "infestate", in Veneto la situazione è preoccupante: la Popillia japonica, o per l'appunto scarabeo giapponese, è arrivato anche in Trentino dove l'attenzione è altissima.

 

Il coleottero, di origine giapponese, in passato è stato inavvertitamente introdotto in diverse parti del mondo. In Europa la specie è stata rinvenuta per la prima volta nel 2014, in Italia vicino a Milano.

 

La Popillia japonica attacca oltre 300 specie di piante, sia spontanee sia coltivate: le larve si alimentano di radici e risultano particolarmente dannose per prati e pascoli, mentre gli adulti sono defogliatori voraci, ma possono danneggiare anche fiori e frutti.

 

L’insetto non è pericoloso per l'uomo, ma l'impatto socio-economico ed ambientale può essere rilevante.

 

A seguito dell'attività ufficiale di indagine fitosanitaria sul territorio provinciale, la presenza di Popillia japonica è stata confermata dal laboratorio di Diagnostica fitopatologica della Fondazione Edmund Mach e ufficialmente attestata dal rapporto di prova trasmesso al Servizio fitosanitario provinciale dell'agosto 2026.

 

L’area infestata corrisponde, ai sensi della normativa europea, a una superficie circolare del diametro di un chilometro dal punto del ritrovamento e si trova nel territorio del comune amministrativo di Villa Lagarina. La cosiddetta "area cuscinetto", corrispondente a una superficie circolare del diametro di cinque chilometri, comprende nell'Alto Garda i territori di Arco, Cavedine e Drena.

 

Gli altri comuni interessati sono quelli di Aldeno, Besenello, Calliano, Cimone, Isera, Mori, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Ronzo-Chienis, Rovereto, Trambileno, Vallarsa e Volano, oltre ovviamente a Villa Lagarina.

 

​Per riconoscerla occorre considerare che gli adulti sono lunghi tra 10 e 12 millimetri, con elitre color rame e testa e torace color verde metallico, facilmente identificabili dalla presenza sul corpo di 12 ciuffi di peli bianchi (5 a ogni lato dell’addome e due all’estremità posteriore). Durante gli altri stadi (uova, larve e pupe) vivono nel suolo e sono ben più difficili da individuare.

 

La raccomandazione è di prestare attenzione e, in caso di avvistamento, si chiede contattare tempestivamente il Servizio fitosanitario provinciale, telefonando al numero 0461 495660 o inviando una mail all'indirizzo serv.agricoltura@provincia.tn.it.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 ottobre | 09:16
Una storia iniziata negli anni Sessanta, poi due fallimenti e la volontà di non arrendersi con una cooperativa con il sostegno delle [...]
Cronaca
| 18 ottobre | 09:53
L'uomo ha messo in vendita della strumentazione musicale su una nota piattaforma dedicata e concluso la trattativa con l'acquirente: a quel punto i [...]
Cronaca
| 18 ottobre | 08:21
La turista statunitense, residente in Florida, si trovava in vacanza in Trentino con la famiglia: ha lasciato il sentiero per raggiungere uno dei [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato