Contenuto sponsorizzato
Trento
11 settembre | 20:36

Lotta biologica alle specie aliene, 80 esperti internazionali in convegno alla Fondazione Mach: "Un confronto sugli insetti 'nemici' di quelli invasivi"

In Trentino e in Italia ci sono alcune sperimentazioni per contrastare e arginare quegli insetti che preoccupano e danneggiano l'agricoltura. Un convegno internazionale a Trento per parlare e approfondire la lotta biologica

Lotta biologica alle specie aliene, 80 esperti internazionali in convegno alla Fondazione Mach

TRENTO. Si punta sull'utilizzo dei nemici naturali degli insetti dannosi per proteggere le colture e ridurre così il ricorso ai prodotti fitosanitari, senza introdurre nuovi rischi per gli ecosistemi. Un indirizzo che viene approfondito in quattro giornate di confronto scientifico in Trentino. Un approfondimento sulle competenze e le esperienze internazionali, a cominciare da quelle sviluppate dalla Fondazione Mach, per affrontare una delle sfide più delicate della moderna protezione delle piante.

 

Un argomento strettamente legato anche alle sperimentazioni e alle attività di ricerca di Fem, l'ente è impegnata infatti da anni nello studio e nell'applicazione della lotta biologica classica contro alcune specie invasive che interessano l'agricoltura trentina. Sono in corso programmi che prevedono l'individuazione, l'allevamento, il rilascio e il monitoraggi degli insetti antagonisti a determinate specie che preoccupano e che danneggiano il settore agricolo (Qui articolo).

 

Qualche esempio? La cimice asiatica. La Fem partecipa a un programma nazionale di lotta biologica attraverso l'allevamento e il rilascio della vespa samurai. C'è inoltre un monitoraggio del suo insediamento e della sua attività sul territorio.

Nel corso di questa sperimentazione i ricercatori hanno seguito la capacità del parassitoide di insediarsi e contribuire al contenimento della cimice, insieme alle possibili interazioni con specie autoctone e altri organismi non bersaglio.

 

Un altro programma riguarda il controllo del moscerino asiatico dei piccoli frutti (Drosophila suzukii), attraverso il parassitoide esotico Ganaspis kimorum, con attività di allevamento, rilascio e monitoraggio nel territorio.

La ricerca su questi organismi offre quindi un esempio concreto di come la lotta biologica classica richieda un approccio che non si limiti all'individuazione di un "nemico naturale" efficace, ma comprenda valutazione del rischio, sperimentazione, monitoraggio e conoscenza delle dinamiche ecologiche.

Il congresso scientifico Brebca della Iobc, l'Organizzazione internazionale per il controllo biologico e integrato, coinvolge un’ottantina di ricercatori e di esperti provenienti da diversi Paesi. Un appuntamento, da lunedì 14 a giovedì 17 settembre a San Michele all'Adige, che segue quelli di Engelberg in Svizzera (2009), Hluboká nella Repubblica Ceca (2011), Bornholm in Danimarca (2015), Ponta Delgada nelle Azzorre (2018) e Aveiro in Portogallo (2023).

 

Tra i temi di Brebca 2026 rientrano la valutazione dei benefici e dei rischi e la governance degli agenti di controllo biologico esotici, le strategie per intervenire rapidamente ma responsabilmente in presenza di nuove emergenze, le interazioni con le specie autoctone e gli effetti dei cambiamenti climatici e dell'uso del suolo.

 

Il programma approfondisce inoltre l'impiego di nuovi strumenti, dalla genomica all'intelligenza artificiale e alla modellistica ecologica, per migliorare la selettività, la sicurezza e la capacità predittiva degli interventi. Particolare attenzione viene dedicata al monitoraggio nel lungo periodo e all'integrazione del controllo biologico nelle strategie di gestione integrata degli organismi nocivi.

 

"Il controllo biologico non significa semplicemente individuare un nemico naturale efficace e introdurlo nell’ambiente", spiega Marco Valerio Rossi Stacconi, ricercatore della Fondazione Edmund Mach, referente organizzativo per Fem del meeting. "Occorre capire quanto sia specifico, quali interazioni possa avere con le specie già presenti e cosa accada dopo il rilascio, anche nel lungo periodo. Cosa che è stata fatta in Trentino e in Italia, per contrastare per esempio la cimice asiatica e la Drosophila suzukii. Il congresso intende mettere a confronto benefici e possibili rischi, facendo dialogare ricerca, valutazione del rischio e applicazione sul campo".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 settembre | 17:19
E' successo lungo la strada provinciale 90 a Nogaredo. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso gli accertamenti. L'uomo è stato [...]
Sport
| 15 settembre | 16:39
Dopo il ritiro dal biathlon, Dorothea Wierer non smette con lo sport ad alto livello e cambia "specialità": prenderà parte [...]
Cronaca
| 15 settembre | 12:17
A comunicarlo sono le autorità della Provincia di Bolzano, dopo la seconda operazione congiunta portata avanti dal Corpo forestale provinciale e [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato