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Dal primo gennaio 2018 via libera agli insetti a tavola. In Trentino il primo allevamento di grilli

A Garniga Terme in un maso Vittorio Friz da due anni alleva grilli, in accordo con la Libera università di Bolzano. Coldiretti: "Ma gli italiani sono contrari a questi nuovi tipi di alimenti"

Pubblicato il - 22 ottobre 2017 - 18:40

GARNIGA TERME. Si chiamano "novel food" (nuovi alimenti) e dal primo gennaio (in applicazione del regolamento Ue) potranno essere prodotti e venduti anche in Italia a scopo alimentare. Stiamo parlando di grilli, larve, vermi: in una parola di insetti. E chi è all'avanguardia, in questo senso, è proprio il Trentino che grazie alla start-up "Insecta" può contare già su un allevamento di 4.000 grilli. Partito due anni fa per iniziativa di Vittorio Friz, ex manager del settore alimentare, l'allevamento è nato grazie a una collaborazione con la Libera università di Bolzano (Lub) che ha ricevuto un finanziamento per l’innovazione dalla Provincia di Bolzano, anche se la struttura si trova a Garniga Terme, ai piedi del Bondone, in un maso con 1.500 metri quadri di terreno.

 

I grilli sono alimentati con cereali e si riproducono molto velocemente (il loro ciclo vitale è di otto settimane) ed hanno un altissimo valore proteico (addirittura quattro volte superiore a quello della carne ed hanno un'altissima digeribilità). Per "trasformarli" in "farina" si congelano, si seccano in un essiccatore e poi si sbriciolano

 

Negli Stati uniti gli alimenti a base di farina di grilli sono già molto diffusi e usati soprattutto per produrre barrette energetiche e patatine. In Europa da gennaio scatterà il via libera. Un via libera che per Coldiretti non entusiasma gli italiani. Al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione l'associazione ha citato i dati Ixé che vedono contrari il 54% degli italiani a questa novità, che considerano estranea alla cultura alimentare nazionale. Il 24%, invece, si è detto indifferente mentre i favorevoli sono il 16% e il 6% non risponde.

 

Ma evidentemente è solo un problema di cultura. Ciò che non si conosce spaventa sempre. Spaventa meno l'idea di mangiare alimenti preparati con le farine (come quella dei grilli) mentre pochissimi si sono detti disposti a mangiare insetti interi, secondo quanto emerso da una ricerca dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) che ha effettuato dei test di degustazione coinvolgendo dei volontari. Coldiretti, poi, ha mostrato quali saranno i potenziali alimenti che da gennaio potremo trovare sulle nostre tavole: pasta all'uovo ai grilli, millepiedi cinesi arrostiti al forno e poi affumicati, tarantole del Laos arrostite, vermi giganti della farina dalla Thailandia

 

Ma al di là del folclore "Insecta", intanto è pronta. In questi anni ha sviluppato il know-how necessario ed ora attende una legge nazionale che recepisca quella europea per diventare una delle prime aziende attrezzate in materia.

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