Contenuto sponsorizzato
| 24 mar 2025 | 12:58

Come ci si rapporta con gli sguardi degli altri? Come ci si rapporta ai sentimenti degli altri? Le intelligenze emotive in mostra alla galleria civica

DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 24 marzo 2025

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore

Le intelligenze emotive affiorano. Una mostra sperimentale “Intelligenze emotive. Storie di connessioni empatiche” in un programma di Officina Espositiva dell’Università di Trento, in Galleria Civica.

 

Studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in Storia dell’Arte e studi museale riflettono sul tema dell’emotività come forma di intelligenza sociale.

 

Come ci si rapporta con gli sguardi degli altri? I sentimenti affiorano? Come si partecipa al sentimento dell’altro? Senza usare le parole. Come ci si immedesima con gli altri se non capiamo noi stessi? L’intelligenza artificiale ci sta influenzando, l’intelligenza emotiva può alimentare le relazioni umane? Tante le ipotesi e i quesiti che emergono in una mostra con opere d’arte selezionate dalle collezioni del Mart e da interventi site-specific.

Una mostra laboratorio, promossa da Galleria Civica di Trento/ Mart, Comune di Trento, Dipartimento di Lettere e Filosofia e Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. Tre studenti, Lisa Maturo, Ginevra Perruggini e Giuseppe Scalia curatori nella selezione di opere d’arte dagli anni Novanta in poi.

 

Molti gli artisti in mostra: da Alex Katz, con “Libby”, una figura femminile con colori piatti, semplice, senza dettagli superflui, misteriosa, un’icona pop atemporale, ideale di bellezza che appiattisce l’emotività personale. Ad “Alessandria” di Marzia Migliora, dove oggetti come vasi di argilla bianca vengono legati con cinghie a recipienti di bronzo; contrasto tra duraturo ed effimero in un rapporto di protezione che può degenerare nell’immobilità, per trasmettere la fragilità sia fisica che emotiva.

Il giapponese Misaki Kawai con “Okawa”, presenta una scultura che è esemplare (hawaii) per la cultura giapponese; immagini tenere ricoperte da peluche soffici arancione. Le due “emoticon” sono il simbolo di un linguaggio visivo per ricordare il vissuto infantile, il gioco e contemporaneamente le emozioni sono cristallizzate in un campionario di espressioni umane.

 

Quadri, video, eventi outdoor per immergersi nel mondo emotivo dell’altro. Non facile in questo momento storico di forte individualismo ed interessi personali. Intuire dubbi, ansie, motivazioni, che guidano il nostro comportamento per riflettere sul bombardamento mediatico e sull’essere fedeli a noi stessi.

 

La supervisione scientifica è affidata a Denis Viva, professore di storia dell’arte contemporanea e Gabriele Lorenzoni, responsabile della Galleria Civica.

 

Organizzato da Officine espositive “Intelligenze emotive-Storie di connessioni empatiche” fino al 4 maggio in Galleria Civica- via Rodolfo Belenzani 44 - Trento.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 23 maggio | 17:01
L'incidente si è verificato nel primo pomeriggio di oggi - sabato 23 maggio - lungo la SP 612 della Val di Cembra, all'interno del territorio [...]
Cronaca
| 23 maggio | 16:01
Solamente per miracolo il terribile schianto di venerdì sera non si è trasformato in una tragedia: il 31enne che era alla guida dell'auto è [...]
Cronaca
| 23 maggio | 15:35
Arriva una puntuale e dettagliata nota della polizia locale per smentire un racconto diffuso sui social: il motociclista austriaco multato non [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato