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| 04 set 2025 | 11:38

Kathryn Bigelow e Kaouther Ben Hania in concorso a Venezia82 accendono le coscienze

DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 04 settembre 2025

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore

Dov’è l’umanità? Due registe in concorso all’82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, spronano ad una maggior consapevolezza.

 

Sono la californiana Kathryn Bigelow con “A house of dynamite” e la tunisina Kaouther Ben Hania con il suo “The Voice of Hind Rajab”.

 

Tra realtà e finzione in “A house of Dynamite” due alti funzionari della Casa Bianca, Rebecca Ferguson e Idris Elba, devono affrontare una situazione che potrebbe portare alla distruzione totale del mondo. Un missile atomico (non si saprà la provenienza) viene lanciato contro gli Stati Uniti, puntando su Chicago.

 

Con un montaggio ed una colonna sonora che non lasciano spazio all’immaginazione, il thriller politico è adrenalinico, come lo stile della regista richiede.

 

Si ricostruiscono le stanze della Casa Bianca, il Pentagono, laStratCom, centro che controlla tutto l’arsenale nucleare americano.

 

Sono nove i Paesi che posseggono armi di distruzioni di massa. Ma distruggere il mondo è un metodo di difesa?

 

Se lo chiede la Bigelow con il suo incredibile team tecnico, per trasmettere il desiderio di essere sempre più informati su quello che accade, se vogliamo sopravvivere.

 

Kathryn Bigelow, sette premi Oscar conThe Hurt Locker”, torna alla regia dopo otto anni (“Detroit”).

 

E fa una dichiarazione esplosiva: “… viviamo davvero in una casa di dinamite”.

 

La politica ha fallito? Un film riesce a svegliare gli animi?

 

Nell’intorpidimento collettivo si possono fare scelte consapevoli? La fragilità del nostro mondo porta ad essere più responsabili?

 

Ci esorta la filmmaker: “Dobbiamo avviare discussioni sulla proliferazione delle armi nucleari: se vogliamo sopravvivere, questa è la mia speranza, il mio messaggio”.

 

Un messaggio per l’umanità come Kaouther Ben Hania che ricostruisce l’agonia di una bimba palestinese di cinque anni intrappolata in un’auto con i suoi sei familiari. Tutti uccisi dalle forze israeliane, come i due paramedici andati a soccorrere la bambina.

 

La bimba è in contatto telefonico con lo zio e con i volontari della Mezzaluna Rossa.

 

Le registrazioni delle voci sono vere. Standing ovation di venti minuti dopo la proiezione del film, che accende le coscienze.

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