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Le pubblicità più divertenti e innovative degli anni sessanta al Mart, gli 'ismi' di Testa a Rovereto

Il Mart dedica ad Armando Testa, nel centenario della nascita, una mostra immaginifica che esplora l’universo visivo di una delle menti più eclettiche e feconde del panorama creativo italiano. Inoltre a Rovereto anche la grande e attesa mostra dedicata a uno dei momenti più ricchi dell’arte italiana del Novecento
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 27 luglio 2017

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Chi è Armando Testa? Quali sono i suoi 'ismi'? Sono passati venticinque anni dalla sua morte, cosa ci ha lasciato?

 

Dopo cento anni dalla sua nascita, a Torino, il Mart di Rovereto vuole indagare sulla figura del pubblicitario e sulle innovazioni da lui create.

 

Per i sessantenni presenti nelle sale espositive sono esplosi i ricordi dei divertenti caroselli che servivano alle mamme per mandare, dopo, a nanna i figli. Testa è il creatore delle pubblicità più divertenti ed innovative degli anni sessanta e non solo (Qui info e mostra).

 

La televisione era ancora per pochi in Italia. Lui, attraente visionario, ha inventato un modo nuovo di comunicare. Con videoclip, si direbbe ora, era avanti anni luce. La critica all’arte moderna  dava l’opportunità a Testa di pubblicizzare il prodotto, in un modo familiare. Oliviero Toscani non sarebbe esistito se non ci fossero state le provocazioni di Testa. Lui nelle interviste ci mostra il suo mondo visionario, Mondrian gli appare in sogno. Infatti in mostra ci sono suoi quadri che lo omaggiano.

 

Come Mondrian anche Testa ama il jazz, in particolare John Cage. Ritmo e suono si trasformano in divertenti storie come nei Wafer Saiwa o nella pubblicità dei biscotti Ritz, con la Prinz, macchina datata, usata come sfondo. Lo slogan evoca il sapore del dolce e salato, “con Ritz non si è mai soli”. E poi l’ippopotamo blu, l’elefante con attorno lo pneumatico, il prosciutto  a forma di poltrona, ed il mitico caffè Paulista, con la contesa Carmencita. Nel filmato si scopre come Testa ha progettato Miguel e Carmencita. Con la carta arrotolata, i personaggi senza mani, il baffo che conquista.

 

Ma lui ci racconta che a volte il suo essere controcorrente gli ha fatto perdere clienti. Come quando aveva progettato un ristorante vuoto con un cameriere zoppo, oppure ad essere preveggente come con Punt e Mes, progetto che tenne nel cassetto per dieci anni.

 

La creatività e la curiosità  portano Testa a cimentarsi in più arti, dalla pittura che richiama Matisse, all’astrattismo geometrico di Mondrian, al surrealismo di Magritte; eccoli gli ismi. Filo conduttore: consumismo, un altro 'ismo'.

 

Una mostra presentata dal direttore Gianfranco Maraniello e da Gemma De Angelis Testa. Maraniello espone le motivazioni della mostra, il significante ed il significato che danno un senso alla complessità del lavoro di documentazione raccolto grazie alla collaborazione con Gemma Testa e puntualizza come la mostra sia stata sostenuta da Altemasi.

 

Il catalogo curato dallo staff del Mart, contiene un’interessante intervista di Denis Isaia a Gemma Testa che la de Angelis cita presentando il lavoro dell’esplosivo pubblicitario, il suo percorso creativo e la sua modernità.

 

La mostra sarà aperta dal 22 luglio al 15 ottobre è da proporre nelle scuole, per creare laboratori  e capire i meccanismi che regolano la pubblicità e la sua storia.

 

La scultura albero della vita, titolo: il tempo, ci mostra una mano che produce altre mani, più piccole, che tendono lontano. Immagini che evocano nuovi mondi, nuove forme di comunicazione.

 

Un momento favorevole per il Mart che propone anche 'Un’eterna bellezza. Il canone classico nell’arte italiana del primo novecento'. Una carrellata nell’arte dopo il Primo conflitto mondiale, oltre cento opere di artisti come de Chirico, de Pisis, Savinio,Severini, Sironi, Morandi, Cagnaccio, Carrà, Bucci, Donghi, Dudreville, Funi, Malerba, Martini, Marussig, Oppi, Wildt. Un’esposizione solare tra nature morte, ritratti e paesaggi. Dal 2 luglio al 5 novembre (Qui info e mostra).


Due mostre lontane dalle opere di arte contemporanea difficili da comprendere. Due mostre  che potrebbero attrarre, nelle sale del Mart, gente di ogni genere. Come catturare un pubblico internazionale e locale?

Come creare il ponte con il mondo esterno davanti ad  una piazza trascurata, un bar-ristorante chiuso, un ingresso poco attrattivo.

 

Un museo deve essere un luogo per colti o anche per chi vuole imparare magari divertendosi?

 

 Armando Testa insegna: scavare nel vissuto per far sorridere e conquistare. Chissà cosa avrebbe detto se avesse visto Antonio Banderas alle prese con una gallina.

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