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Trento Film Festival, ok la scelta è giusta: il Giappone ha incantato con la musica di Sakamoto

In "Coda" lui cammina tra gli alberi per sentire ritmi da modulare fra antiche armonie. Nella mente ""Furyo"" film di Nagisa Oshima con David Bowie, Takeshi Kitano e proprio Sakamoto grande compositore e attore
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 06 maggio 2018

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Scelta epocale. La lungimirante giuria del Trentofilmfestival ha assegnato il Gran Premio “Città di Trento”- Genziana d’Oro Miglior Film a “Senorita Marià, la falda della montana” del colombiano Ruben Mendoza, storia di un transessuale che vive alle falde della montagna. Efficace la scena iniziale che ci proietta nella storia e disorienta. Dai premi, ai riscontri più che entusiasmanti della rassegna cinematografica, curata da Sergio Fant, sul paese inviato il Giappone che non a caso viene riproposta a Roma dall’Istituto giapponese di cultura. 

 

Una scelta molto apprezzata, sempre sale di proiezione tutte esaurite, tra film, documentari, spazi con stampe, mostre, corsi e libri che mettono in evidenza molti aspetti della cultura giapponese. L’enogastronomia con il ramen e sake protagonisti, la musica con il grande compositore ed attore Ryuchi Sakamoto (al festival con Coda) convinto attivista ecologico nei confronti della tragedia dello tsunami. Si comprende come la cultura giapponese curi il dettaglio: nelle immagini, nel lavoro, nelle ripetizioni, poche note, il rito dell’assaggio del ramen per lo chef, sempre lo stesso, apparentemente. Sei mesi per fare il sake, un gruppo affiatato che controlla le fasi di lavorazione e che vive assieme, staccandosi dalla famiglia.

 

Il fascino del Giappone ha sempre coinvolto, fin dai tempi di Van Gogh che ridipingeva le stampe di Hiroshige. I ponti, la pioggia, l’onda di Hokusai, ci riportano ad un tempo passato, dove proprio nell’onda, si intuiva l’arrivo di uno tsunami. Ce n’eravamo dimenticati, noi occidentali della tragedia che l’esile ma solido Giappone ha dovuto affrontare. Un ricordo vicino così lontano, era il 2011, che rivive nei film proposti, forse in tutti, a volte nascosto, a volte come tema conduttore. Vediamo il venditore di semi che ancor oggi è alle prese con la ricostruzione. Un paese che è stato fatto evacuare, dove Fukushima ha fermato tutto.

 

Il dramma di una nazione che non vuole ripetere gli errori passati, la centrale nucleare ha causato danni non solo al Giappone. Nel film di Sakamoto le manifestazioni testimoniano il rifiuto del nucleare come fonte di energia. Anche il musicista si oppone fermamente per il bene dei giapponesi e del mondo. Lui che ha superato con tenacia un brutto male che lo aveva distolto per un anno dalla musica, la sua vita. Entriamo con discrezione nella sua casa, nella sua sala d’incisione, sobria e vissuta. Un pouf di plastica come sedile, tanta passione per mixare suoni antichi, Bach per esempio, con le note della natura, l’acqua che cade, gli uccelli che cantano, il bosco che annuncia le stagioni.

 

Lui cammina tra gli alberi per sentire ritmi da modulare fra antiche armonie. Nella mente Furyo film di Nagisa Oshima con David Bowie, Takeshi Kitano e proprio Sakamoto che oltre ad essere attore esegue la colonna sonora, il pezzo leggendario che instancabilmente si ascolta “ Merry Christmas Mr.Lawrence”. Sempre uguale ma sempre diverso. Come un buon vino, un buon festival, un’ottima annata. Per una nuova edizione con un altro paese lontano invitato, magari l'Iran.

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