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Erode uccide Giovanni Battista e Gesù si ritira nel deserto ma la folla lo segue e moltiplica i pani e i pesci

L'episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci è certamente una delle narrazioni più conosciute del nuovo testamento, Gesù muove i primi passi verso il suo impegno spirituale di carattere pubblico. Il racconto di questa tipologia di miracolo era già presente nella tradizione giudaica
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Di Alessandro Anderle - 02 agosto 2020

Laureato in Filosofia e laureando in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Mt 14,13-21 [In quel tempo], avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

 

L'episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci è certamente una delle narrazioni più conosciute del nuovo testamento, lo si ritrova in tutti e quattro i vangeli, ed in questo caso possiamo apprezzare la versione di Matteo. Ciò che muove inizialmente la scelta di Gesù di ritirarsi nel deserto è una notizia per lui certamente rilevante: l'uccisione di Giovanni il Battista da parte di Erode. Con Giovanni, Gesù muove i primi passi verso il suo impegno spirituale di carattere pubblico: dallo stesso Giovanni riceve il battesimo, pratica che verrà perpetrata, portata avanti, da Gesù stesso.

 

Il bisogno di solitudine del Rabbì, il suo spingersi nel deserto, non gli impedirà di accogliere coloro che, assetati e affamati della sua parola, lo seguiranno. Gesù si allontana in barca, verso un luogo deserto, lontano dalla terra che ha appena inghiottito il sangue di Giovanni. Solamente nel vedere “le folle” che lo seguivano, che avevano bisogno di lui, che anelavano alla fiducia nel Padre e nel Regno, Gesù decide di ritornare “con i piedi per terra”. I riferimenti alla cultura del tempo sono molteplici, ed uno in particolare “tradisce” un chiaro riferimento cultuale-liturgico: la narrazione si conclude con: «erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini», che era lo stesso modo con cui veniva effettuato il computo dei partecipanti al culto sinagogale.

 

Il racconto di questa tipologia di miracolo era già presente nella tradizione giudaica, in particolare ci si può riferire all'episodio del profeta Eliseo, discepolo del profeta Elia: «Giunse poi un uomo da Baal-Salisa, che portò all'uomo di Dio del pane delle primizie: venti pani d'orzo, e del grano nuovo nella sua bisaccia. Eliseo disse al suo servo: «Danne alla gente perché mangi». Quegli rispose: “Come faccio a mettere questo davanti a cento persone?”. Ma Eliseo disse: “Danne alla gente perché mangi; infatti così dice il Signore: Mangeranno, e ne avanzerà”. Così egli mise quelle provviste davanti alla gente, che mangiò e ne lasciò d'avanzo, secondo la parola del Signore» (2Re 4,42-44).

 

Il riferimento più rilevante, però, forse è un altro. Si tratta  del “dono della manna” nel deserto (Es 16,4-35): come Mosè, Gesù si prende cura del suo popolo (gli umili, gli infermi, gli oppressi, i peccatori,...), che si trova in un luogo deserto, sprovvisto di cibo. Gesù come prosecutore dell'opera del Profeta, Mosè, il quale condusse il popolo verso una vita libera, nella terra promessa. Il Rabbì, invece, portò “le folle” dal deserto della propria esistenza, alla libera fecondità dell'Amore.

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