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Gesù entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere

Nella lettura di questa domenica, la liturgia cattolica unisce due brani del vangelo secondo Luca originariamente abbastanza distanti tra di loro. Ciò, tuttavia, non ne limita la comprensione, ma la spiegazione organica richiede un piccolo ampliamento della prospettiva
Dal blog di Alessandro Anderle - 26 gennaio 2019 - 19:53

Luca 1,1-4.4,14-21 Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi. Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”. Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».

 

Nella lettura di questa domenica, la liturgia cattolica unisce due brani del vangelo secondo Luca originariamente abbastanza distanti tra di loro. Ciò, tuttavia, non ne limita la comprensione, ma la spiegazione organica richiede un piccolo ampliamento della prospettiva.

 

Innanzitutto il primo paragrafo costituisce, effettivamente, l'incipit – prologo – del vangelo lucano. In esso l'autore si propone di mettere ordine al materiale multiforme in possesso della sua comunità, come egli stesso dichiara. Non è chiaro a quali fonti nello specifico si riferisca, se non che una è certamente costituita dal vangelo secondo Marco – di cui Luca segue lo schema per la narrazione biografica di Gesù. Come Matteo, poi, probabilmente attinge poi ad un'altra fonte, quella contenente i “detti del Signore”, andata perduta – o ancora non ritrovata. L'intento di Luca è quello di compiere una narrazione storica, ma evidentemente teologica, della Parola di Dio venuta nel mondo con Gesù, e proseguita per opera delle prime comunità cristiane – come riportano gli Atti degli Apostoli, compilati dallo stesso autore.

 

Dal prologo al secondo paragrafo, il vangelo lucano riporta molti altri eventi, concernenti la nascita di Giovanni il Battista e di Gesù, la presentazione al tempio di quest'ultimo, il suo battesimo, la carcerazione di Giovanni e l'inizio della predicazione gesuana. Prima del suo ritorno in Galilea – laddove inizia il nostro brano – Luca narra delle tentazioni di Gesù nel deserto.

 

Una volta compiuta quest'opera di discernimento solitario nel deserto, Gesù ritorna nei paesi della galilea per rendere pubblica la sua predicazione, e lo fa nei luoghi dedicati alla preghiera: le sinagoghe. A questo punto ritorna nel paese natio: Nazaret. E fa esattamente ciò che ogni giudeo del tempo era solito fare: si reca in sinagoga per la preghiera e viene invitato alla lettura – e al commento – del brano profetico legato alla Torah.

 

Il profeta Isaia parla proprio di vangelo: buona notizia. Quale? «Proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore». Le parole del profeta, le parole lette da Gesù, sono rivolte agli ultimi. Non si fa cenno di condanna per gli oppressori, di giudizio imminente per gli ingiusti. La prima vetta conquistata dalla Parola è l'amore sotto forma di liberazione, di libertà.

 

L'attenzione di tutti era rivolta a Gesù: «gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”». E con determinata semplicità e umile rivelazione, il Rabbì Gesù dice che quel Regno è venuto nel mondo, dice che il Regno di Dio, il luogo in cui gli oppressi vengono liberati dall'oppressione, si apre ad illuminare il mondo ogni qualvolta ci si lasci accarezzare dall'amore di Dio, dall'amore per l'altro.

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