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''Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo'', Gesù incontra Zaccheo

Nella lettura di questa domenica incontriamo una parabola che si trova solamente nel terzo vangelo, il vangelo secondo Luca. In questo racconto si vede Gesù entrare a Gerico, antica città situata sull'antica via carovaniera, passaggio obbligato verso Gerusalemme. Una città di frontiera, dove venivano pagati dazi doganali, dove il commercio e lo scambio erano fiorenti
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Di Alessandro Anderle - 02 novembre 2019

Laureato in Filosofia e in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Lc 19,1-10 [In quel tempo], Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

 

Nella lettura di questa domenica incontriamo una parabola che si trova solamente nel terzo vangelo, il vangelo secondo Luca. In questo racconto si vede Gesù entrare a Gerico, antica città situata sull'antica via carovaniera, passaggio obbligato verso Gerusalemme. Una città di frontiera, dove venivano pagati dazi doganali, dove il commercio e lo scambio erano fiorenti.

 

In questa città viveva Zaccheo: un ebreo che, come “lavoro”, aveva scelto di riscuotere per ordine e conto degli occupanti romani le tasse. Coloro che svolgevano questo compito al posto degli occupanti, i romani appunto, erano particolarmente invisi dagli altri ebrei – spesso le tasse che esigevano erano profondamente inique, dalle quali coloro che le riscuotevano si intascavano delle percentuali, facendosi sprezzo, forti della protezione romana, delle sofferenze, anche economiche, in cui versavano le persone del loro stesso popolo. Per tale motivo questi personaggi erano chiamati dagli altri ebreipubblicani”, cioè pubblici peccatori, ed erano ritenuti impuri come fossero pagani, non più giudei.

 

In questo quadro sociale uno dei capi dei pubblicani, Zaccheo, desidera incontrare Gesù – Luca non ci specifica il motivo, lo si capirà proseguendo nel racconto. Per raggiungere il suo scopo decide di salire in cima ad un albero, dal quale avrebbe potuto vedere Gesù senza essere visto a sua volta. Ma la sua presenza non sfugge al Rabbì, il quale pronuncia parole inaspettate: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Teniamo da parte quell' “oggi”.

 

Gesù viene subito accusato di entrare in casa di un peccatore, in una casa impura a causa del peccato, il quale – secondo la mentalità giudaica – avrebbe inevitabilmente contaminato anche il Maestro. La reazione di Zaccheo è però significativa: egli cerca di porre rimedio ai propri peccati, mostra, insomma, i segni di una vera conversione, di una vera rinascita esistenziale. Udite le parole di Zaccheo, Gesù ribadisce a coloro che lo stavano giudicando un concetto fondamentale per il cristianesimo: "Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

 

Come mostrano le parole e le azioni del Rabbì, egli è venuto per coloro che effettivamente erano disposti ad una conversione. Il peccatore da salvare per Gesù è colui che ha maturato coscienza del proprio peccato, a differenza dei peccatori che, ignorando il proprio ripiegamento esistenziale, sono e rimangono convinti di essere nel giusto – e spesso sono quelle persone che sulla base di questa convinzione giudicano il prossimo. Gesù è venuto per i peccatori che hanno maturato coscienza del proprio peccato, si diceva, e in questo quadro il Messia è colui che salva dal passato peccaminoso e apre un presente di rinascita spirituale nell'amore. Gesù è colui che sa e può dire: "oggi!". Il tempobuono” per la salvezza non è domani, nemmeno futuro indeterminato, ma l'evento della vera rinascita accade "oggi".

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