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Simchat Torah – la Festa della Torah, tanti auguri al popolo ebraico

In questi giorni è prescritto che ogni famiglia costruisca una capanna (vengono allestite “simbolicamente” anche sulle terrazze fuori casa) per ricordare la permanenza del popolo, sotto la guida di Mosè, nel deserto, che è avvenuta in seguito alla liberazione dalla schiavitù in Egitto.
DAL BLOG
Di Alessandro Anderle - 13 ottobre 2017

Laureato in Filosofia e laureando in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Per il popolo ebraico si va concludendo una delle festività più importanti dell'anno liturgico, Sukkot, nota anche come festa dei Tabernacoli o delle Capanne. I giorni in cui si svolge questa festa, in particolare la durata, cambia per gli ebrei che si trovano in Terra d'Israele oppure per coloro che si trovano in “diaspora”, cioè fuori dalla Terra Santa.

 

In questi giorni è prescritto che ogni famiglia costruisca una capanna (vengono allestite “simbolicamente” anche sulle terrazze fuori casa) per ricordare la permanenza del popolo, sotto la guida di Mosè, nel deserto, che è avvenuta in seguito alla liberazione dalla schiavitù in Egitto.

 

In questo periodo i famigliari si ritrovano nella capanna almeno per consumare i pasti della giornata (ma le tradizioni possono variare).

 

L'ultimo giorno di Sukkot è divenuto particolarmente importante nella tradizione giudaica, poiché in esso ricorre Simchat Torah, che in ebraico significa “gioia della Torah”. Come è noto, la liturgia sinagogale prevede, nei giorni di Shabbat-sabato, la lettura del Pentateuco-Torah: i primi cinque libri che compongono la Bibbia ebraica e l'Antico Testamento (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio).

 

La Torah, che secondo la tradizione ebraica contiene gli insegnamenti di Mosè, ricopre un ruolo centrale nella vita del pio ebreo, per questo motivo la sua lettura deve avvenire ininterrottamente. A Simchat Torah, infatti, si termina la lettura del libro del Deuteronomio, ma allo stesso tempo si riprende direttamente la lettura del libro di Genesi.

 

È usanza – anche se non particolarmente antica – che in questo giorno sia data la possibilità a tutti (gli uomini) di leggere in sinagoga gli ultimi versetti del Deuteronomio. Colui il quale viene indicato per leggere l'ultima parte (Dt 34,1-12), viene chiamato Hatan Torah (sposo della Torah); mentre colui al quale viene affidato il privilegio di ricominciare la lettura di Genesi, viene chiamato Hatan Bereshit (sposo della Genesi).

 

Il sabato successivo (domani), la lettura della Torah riprenderà dall'inizio della Genesi, ignorando i versetti già letti a Simchat Torah.

 

Anche in questo caso le usanze, per quanto riguarda i festeggiamenti, possono variare da comunità a comunità. Generalmente la sera di Simchat Torah, conclusa la lettura, i Sefarim – rotoli – vengono portati in processione, accompagnati dal canto di inni diversi per ogni rotolo.

 

Dal XV secolo, inoltre, molti rabbini permisero dei balli in sinagoga per la celebrazione della Festa della Torah.

 

Nuovamente auguri al popolo ebraico.

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