Contenuto sponsorizzato
| 22 luglio | 16:43

Christopher Nolan e le donne. "Odissea'. La storia delle storie

DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 22 luglio 2026

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

I personaggi femminili circondano il nostro eroe da ogni sfaccettatura. Il regista ha saputo mettere in luce nella sua pellicola, tanto controversa, un’attenzione che è particolare, spesso non così accentuata nei confronti dei personaggi femminili. Matt Damon, un Ulisse alias Odysseus degno del suo nome, carismatico e potente buca lo schermo con la sua intensità...ma non sarebbe la stessa cosa senza di loro. Una gamma preziosa di attrici superlative...che avviluppano la vicenda suadenti e sensuali..ognuna per la sua storia, ognuna per la sua profondità. Anne Hathaway, Zendaya, Samantha Morton,  Lupita Nyong’o e  Charlize Theron creano dei veri capolavori interpretativi su Penelope, Atena , Circe, Elena e Calypso.

 

Figure femminili inserite in un contesto che le rende fattive, concrete, in un universo multisfaccettato della fantasia che comunque sa tanto di reale, proprio per i loro sentimenti. Le loro azioni sono importanti, guidano con sottile maestria le sorti della vicenda. Penelope, decisa e forte, lei non vuole un uomo...vuole Ulisse.. Non aspetta soltanto. Governa, resiste, protegge. E' astuta ed attenta, sprona al punto giusto il figlio Telemaco e tiene a bada i suoi pretendenti con grande abilità, rendendosi conto perfettamente, in assoluto segreto di come siano le persone che la circondano, e agisce di conseguenza. La sua attesa è il potere stesso. Una donna dei tempi moderni, insomma.

 

Atena dagli occhi tristi.. guida, è attenta, anticipa . È la compagna delle visioni di Ulisse, lo accompagna nel suo cammino, e lo rende consapevole di tante cose. Chi è veramente? Nel mondo greco gli dei possono assumere qualsiasi aspetto. E non aggiungerò altro, perché solo guardando il film si può comprendere questa domanda. Circe, terribile e crudele, ma con un fondo di tristezza e malinconia, una strega dal piglio deciso e forte, che però nasconde lati insospettabili. Decisamente meglio non finire nelle sue mani. Decisamente.. Elena, che dire. La sua bellezza è leggendaria. E le sue vicende note. Questa di Nolan è un Elena molto particolare, intensa, triste, arrabbiata per certi versi.

 

Quello che dice però è molto importante, in una scena con Ulisse si rivela. O meglio svela la sua natura. Esiste una palese distanza fra la sua rappresentazione cinematografica e la descrizione di Omero, indubbiamente. Il regista ha riscritto la storia, ma nel contesto a parer mio Elena spicca per la sua figura intensa, qualsiasi sia la critica ad essa ascrivibile, che spesso è scaturita da varie fonti. E non importa che non sia bionda ed efebica, emana comunque un fascino indiscusso. Sfatiamo per una volta i canoni estetici dell'universo.

 

E veniamo a Calypso emblema del fatto che anche il paradiso più meraviglioso può diventare una prigione, se manca la libertà. Lei ama. Con tutta se stessa e il proprio ardore. E incatena a sé con il suo amore l'oggetto dei suoi desideri .

Ed il suo sguardo intenso ed impetuoso soggioga davvero chi lo subisce. Non per niente ho dato il suo nome alla mia gatta siberiana, che parla con lo sguardo. E non potevano assolutamente mancare e chiudere il cerchio della fantasia le Sirene, emblema secolare di seduzione, che torturano i viandanti con le loro lusinghe. Il mito ci racconta come attirassero i marinai non per la loro avvenenza, ma con la promessa di rivelare loro quello che desideravano conoscere, e la scena di Nolan è particolarmente potente. Racconta il dolore. La nostalgia. L'amore perduto.

 

Un film unico. Travolgente. Controverso. Emblema dell'originalità e della passione e soprattutto degno del suo mentore e creatore. Euriloco: Com'era il canto delle sirene? Odisseo: Tutte le cose che avresti voluto essere e poi tutte le cose che avresti voluto non aver mai desiderato. Era un prurito delizioso che vorresti grattarti ma lo trovi sotto la pelle e non riesci a raggiungerlo. Quindi il delizioso prurito diventa insopportabile. Ti ha detto che ciò che desideri di più è ciò che più non puoi avere e che il massimo che non puoi avere è ciò che già avevi e perso. Era una canzone con tutte le promesse che non sono riuscito a mantenere. E mi ha detto che non voglio davvero tornare a casa.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 22 luglio | 16:09
Colonna d'acqua alta decine di metri si alza improvvisamente dal cantiere. Passanti spaventati e stupefatti dall'impressionante scena
Montagna
| 22 luglio | 15:33
Mentre per alcuni il bivacco rappresenta la meta, per altri costituisce punto d'appoggio per riposare in previsione di escursioni più impegnative. [...]
Cronaca
| 22 luglio | 16:38
L'escursionista è caduta dal sentiero Friedrich August ruzzolando per circa 5 metri. La 60enne trasportata in elicottero all'ospedale
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato