Record di domande per i “nonni vigili”, copriranno 54 punti critici della città. L'assessora: “Sono un esempio per tutti, lo fanno per amore verso i bambini”
Si tratta di figure caratteristiche dei rioni di Trieste, in grado di assolvere a funzioni fondamentali anche per la coesione sociale attorno alle quali negli anni si è creata grande affezione

TRIESTE. Nella mattina di oggi, martedì 8 settembre, il comune di Trieste ha presentato il nuovo servizio di vigilanza nelle strade per l'inizio del periodo scolastico, rappresentato perlopiù da pensionati che svolgono un ruolo importante aiutando le famiglie e i ragazzi nell'attraversamento pedonale in prossimità delle scuole.
Non chiamateli semplici “nonni paletta”, perché i “nonni vigili”, come sono stati ribattezzati, sono figure ormai radicate fortemente nella tradizione cittadina, e rappresentano un elemento fortemente riconoscibile per la città di Trieste e nei suoi rioni sin dal 1980, anno della loro introduzione, come ha dichiarato per Il Dolomiti Caterina De Gavardo, assessora comunale alla sicurezza, a seguito della conferenza stampa odierna.
“Abbiamo avuto 60 domande accolte – esordisce De Gavardo -, che sono tantissime, un record da quando sono assessore. Sono molto contenta perché è un servizio importante ed estremamente sentito dalla città, dalle scuole e dalle famiglie. Anche perché la polizia locale che coordina questi 'nonni vigili' ha individuato 54 punti critici per quanto riguarda l'attraversamento pedonale, vuoi per mancanza di semafori o per una viabilità più sostenuta, ed ecco che riusciamo così a coprirli tutti mantenendo anche una riserva in caso di necessità”.
I “nonni vigili” sono infatti un elemento che a Trieste ha assunto negli anni una grande valenza sociale, un punto di riferimento e di incontro anche per altre categorie della popolazione che non sono strettamente collegate alle scuole, come ad esempio gli anziani o i disabili, assolvendo anche a funzioni di aggregazione sociali fondamentali, in grado di rappresentare un fattore di affezione e calore umano per le strade della città.
“La gente si affeziona ai nonni vigili – ha aggiunto l'assessora -, ed è per questo che cerchiamo di garantire la continuità sul loro posizionamento, il che li rende un elemento riconoscibile in un dato rione o in una via, e creare una stabilità e una presenza costante sul territorio. E poi soprattutto sono un esempio positivo per tutti, per persone di qualunque categoria per via del loro impegno sociale, tanto per i bambini che vedono in loro una figura istruttiva, ma anche per gli adulti, che vi ritrovano un presidio di gentilezza e altruismo. Il tutto per amore per le nuove generazioni, che si traduce in una grande utilità sociale”.
Il comparto dei “nonni vigili” di Trieste si costituisce di operatori dai 50 anni agli 82, nel caso del membro più anziano, parte di essi saranno operativi quando avranno terminato il corso di formazione e anche quest'anno la componente maschile si rivela maggiore, con 49 uomini e 8 donne. Durante la presentazione, l'assessora ha inoltre ringraziato la compagnia Trieste Trasporti, che gestisce il trasporto pubblico cittadino, per aver offerto il trasporto gratuito a questi “nonni”, nonché l'associazione degli autobus storici “In Bus Club”. Presenti alla conferenza stampa anche l'assessore alle politiche dell'educazione e della famiglia Maurizio De Blasio, il comandante della polizia locale Walter Milocchi e il consigliere comunale Marcelo Medau.














