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L’albero della Forza è pronto a dare i suoi frutti agli abitanti di Trento

Ogni due anni, l’albero di piazza Lodron diventa una fonte magica in grado di infondere una forza sovrumana a chi ne toccherà il tronco. Iniziano a formarsi file di umani ed essere fatati pronti a riceverne il dono
DAL BLOG
Di Daniel Gregoni - 13 marzo 2017

E’ in cerca del suo grande scoop e, forse, l’ha trovato a Trento. Ha lavorato per piccole testate giornalistiche e ora è approdato a “il Dolomiti” per seguire in esclusiva la Strega di Trento nella sua quotidianità

Continuano le mie cronache per il Dolomiti alla scoperta della Trento Magica. Oggi voglio parlarvi di un albero. All’apparenza sembrerebbe uno qualsiasi (non chiedetemi se si tratti di un faggio o di una quercia…il fatto che abbia le foglie per ma basta ed avanza!). In realtà nasconde una straordinaria peculiarità. Al nostro tavolo alla Birreria Forst (l’ufficio di Leda la Strega) si è presentato uno gnomo. Il suo nome è Baldar. Ci ha invitati alla cerimonia de “l’albero della forza”. Ovviamente ero l’unico a non conoscere la suddetta festività.

 

Leda, con malcelata irriverenza, mi ha raccontato i dettagli di questa tradizione: ogni due anni, l’albero di piazza Lodron (quello che protegge lo scivolo per i bambini), emana dal tronco un'aurea che dona forza straordinaria a coloro che ne toccheranno la corteccia. Il fenomeno dura 30 giorni e, in questo periodo, file di umani ed essere fatati si raccolgono intorno alla pianta per accoglierne il dono. In verità, l’invito di Baldar è propedeutico al fatto che Leda faccia da “vigile” per regolare il flusso di avventori. Lo gnomo è il custode ufficiale dell’albero e vive tra i suoi rami, camuffato grazie alla magia. Voi avete presente come sia fatto uno gnomo? Si tratta di esseri grandi non più di 30 cm, pieni di rughe e con nasoni molto importanti. Gli occhi, però, sono il loro elemento distintivo. Sono di una lucentezza estrema… sinceri direi… Dalle mie ricerche pare che non siano in grado di dire bugie… vedrò di verificare nelle mie prossime indagini.

 

 

Tornando a noi, il caso di oggi è la gestione del flusso di avventori intorno all’albero. Arrivati in piazza, abbiamo respirato un’aria mistica. Ho contato più di cento presenze. Leda, già avvezza alla faccenda, ha iniziato subito a creare 5 file intorno all’albero. Con calma, ho visto troll, orchi, umani, elfi (e chi ne ha più ne metta!) sfilare vicino al tronco della pianta e sfiorarne la corteccia con estrema delicatezza. In cima all’albero, Baldar accarezza i rami con una tale cura, con un tale amore da spezzarmi il cuore. Da come l’ho capita io, l’albero della forza compie uno sforzo straordinario per creare la sua magia. Osservare lo gnomo intento a prendersi cura della pianta, mi ha fatto pensare ad un marito concentrato ad accudire la moglie partoriente. Leda, intanto, compatta i ranghi e spende due parole con tutti. Sente le loro richieste ma, soprattutto, riceve i loro sorrisi e pacche sulle spalle…probabilmente non ho ancora chiaro cosa significhi Leda per questa città.

 

Le creature e gli umani, una volta toccato il tronco, escono dalla piazza e tornano alla loro quotidianità. Nessuno che si straccia i vestiti come Hulk e sollevi una macchina con una mano. Nessuno che faccia balzi in cielo di centinaia di metri… All’inizio non ho capito…poi, ripensando alle cure di Baldar, ho compreso. L’albero della forza infonde energia nei cuori delle persone e non nei loro muscoli. Infonde la forza necessaria per superare le sfide della vita e non per menare a destra a e manca. Qui si celebra la forza dello spirito. Straordinario…

 

Verso fine giornata, davanti ad una piazza vuota, Baldar ci saluta, bacia l’albero e, magicamente, si mimetizza tra i suoi rami colmi di gemme. Leda mi scuote la spalla, distogliendomi dalla malinconia che mi ha preso gambe e ginocchia (mi fa quest’effetto). E’ tempo di tornare alla Forst. Ci attendono Davie Cuozzo ed Antoni Cirilli per fare quattro chiacchiere su tutto quello che è successo in città. Per concludere l’articolo, vi do un consiglio: fate un salto in piazza Lodron. Tutti noi, a volte, abbiamo bisogno di una ricarica. E, a volte, ci basta soltanto una carezza per affrontare la vita. Ci vediamo in giro per le strade di Trento.

 

P.s. credo che aspetterò la fine di marzo per toccare l’albero della vita. Mi sembra ancora di non meritarlo :)

 

Attenzione! Racconto di pura Fantasia. Qui la prima puntata.

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