"Dall'Alaska alle Dolomiti, canto le storie del mio popolo indigeno". Il viaggio di Quinn Christopherson: "Mia nonna accoglieva tutti, vorrei che la mia musica facesse lo stesso"
Figlio delle comunità indigene Athabascan e Iñupiaq, il cantautore dell'Alaska racconta a il Dolomiti come la musica sia diventata il modo per dare voce alle storie della sua gente. Il 4 settembre sarà protagonista a I Suoni delle Dolomiti: "Tra queste montagne ritrovo lo spirito della mia terra"

TRENTO. C'è una musica che nasce nei luoghi sconfinati e che, quando viaggia, sembra riconoscere altri paesaggi capaci di ascoltarla. Succederà il 4 settembre a Malga Canvere, dove le montagne del Lagorai accoglieranno Quinn Christopherson, cantautore di Anchorage in Alaska protagonista de I Suoni delle Dolomiti 2026 (QUI INFO).
Nato in una famiglia dalle radici Athabascan e Iñupiaq, Christopherson scrive canzoni che assomigliano ai racconti tramandati attorno a un tavolo: parlano di famiglia, di comunità e di quei piccoli dettagli quotidiani che finiscono per raccontare una vita intera.
E se fin da bambino ha raccontato storie in poesia, al compimento dei 20 anni ha scoperto la musica, grazie a una chitarra regalata dal padre dando il La ad un importante percorso artistico.
Nell'intervista concessa a il Dolomiti racconta il legame con la propria terra e anticipa un concerto che promette autenticità, ritmo e la naturalezza di un incontro tra persone, prima ancora che tra artista e pubblico. "Suonare sulle Dolomiti - spiega - sarà speciale: unire natura, musica e comunità è qualcosa che sento profondamente legato allo spirito dell'Alaska".
Le sue radici sono ad Anchorage, in Alaska, in una famiglia con origini Athabascan e Iñupiaq. Che cosa significa oggi, per lei, appartenere a queste comunità? Quanto la loro cultura continua a influenzare il suo modo di vivere e di fare musica?
Il racconto di storie è ciò che dà forma alla mia musica: essere una persona indigena significa comunità, famiglia, cibo fatto in casa e indipendenza. La mia musica è indigena perché io sono indigeno: è plasmata dalla mia vita e dalla mia esperienza come persona nativa.
Ha raccontato che è stata soprattutto sua nonna a trasmetterle l'amore per il racconto. Quanto il suo modo di raccontare storie continua ancora oggi a influenzare le sue canzoni?
Le storie di mia nonna Mary continuano a ispirarmi, ma porto con me soprattutto il modo in cui si prendeva cura delle persone: faceva sentire chiunque accolto, ed è quello che spero possano fare anche le mie canzoni.
Ha iniziato a scrivere canzoni relativamente tardi, a vent'anni, dopo che suo padre le regalò una chitarra. Quando ha capito che la musica sarebbe diventata il linguaggio giusto per raccontare la sua storia?
Mi sembrava più facile condividere quello che avevo dentro in questo modo, e anche più facile entrare in contatto con gli altri. Insomma, ho scelto di cantare quelle cose che non riuscivo a dire ad alta voce.
Le sue canzoni raccontano spesso persone comuni, attraverso piccoli dettagli della vita quotidiana. Perché sono proprio questi momenti apparentemente ordinari a rivelare chi siamo davvero?
Mi piace quando le cose più piccole riescono a far sentire una persona davvero importante. È questo il senso di "Celine", canzone molto apprezzata e dedicata a mia madre: tornando a casa dopo una serata di karaoke, lei si sentiva benissimo. Era raggiante grazie all'affetto di un piccolo gruppo di persone del posto, in un bar di periferia: ho capito e racconto che a volte basta davvero questo per stare bene. E credo che sia una cosa importante.
Si esibirà a I Suoni delle Dolomiti, dove la natura diventa parte dell'esperienza musicale. Che cosa significa per lei suonare in un luogo come questo?
Significa molto. Avere l'opportunità di unire natura, musica e comunità è qualcosa che sento profondamente legato allo spirito dell'Alaska.
Che concerto si deve aspettare il pubblico di Malga Canvere?
Sarò accompagnato dai miei due compagni di band e suoneremo brani vecchi e nuovi, insomma ripercorrerò il mio cammino artistico. Quello che posso dire è che sarà un live all'insegna di ritmo, autenticità e gioia.
Guardando al futuro, quali storie sente di non aver ancora raccontato?
Ho appena registrato il mio nuovo album: parla di dove io e la mia famiglia ci troviamo oggi, in questo momento della nostra vita. E non vedo l'ora di condividere con i miei ascoltatori queste nuove canzoni.


















