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In Val di Rabbi assieme alla Regina dei Boschi abbiamo fatto piovere

La prolungata siccità dei mesi scorsi, ha spinto gli agricoltori e gli albergatori a cercare la sedicente regina. E lei si è mostrata esaudendo le loro preghiere
DAL BLOG
Di Daniel Gregoni - 15 maggio 2017

E’ in cerca del suo grande scoop e, forse, l’ha trovato a Trento. Ha lavorato per piccole testate giornalistiche e ora è approdato a “il Dolomiti” per seguire in esclusiva la Strega di Trento nella sua quotidianità

Continuano le mie cronache per il Dolomiti alla scoperta del Trentino Magico.

 

“E’ avvenuto un miracolo!”. E’ questa la frase che rimbalza da vallata a vallata, di bocca in bocca. E forse è successo davvero. Questo inverno è stato uno dei più “aridi” degli ultimi decenni. Poca neve e poca pioggia hanno dato un colpo tremendo ai nostri ghiacciai e al lavoro dei nostri agricoltori ed albergatori. Vigneti assetati, laghi prosciugati hanno rigato i volti di coloro che campano sull’acqua. Fino a qualche settimana fa, era a rischio sia l’imminente stagione vacanziera sia la produzione di frutta e verdura. Poi è successo il miracolo. Anzi, il miracolo è stato chiamato a gran voce. Verso fine aprile, insieme a Leda la Strega, sono stato raggiunto da una gruppo rappresentativo dei contadini e degli albergatori trentini, nel nostro ufficio alla Birreria Forst.

 

Con grande dignità (e nascondendo la loro preoccupazione), hanno chiesto aiuto a Leda per contattate la “Regina dei Boschi”. Ora, non so voi, ma da Milanese adottivo, le parole “Regina” e “Boschi” normalmente non fanno parte del mio immaginario. Com’è fatta? Ha una corona di rami e bacche? Puzza di Muschio? E' bionda? E' single? Insomma, come sempre davanti a questi casi, nonostante abbia visto le cose più incredibili (seguite gli episodi del Fumetto), sono rimasto basito. Leda, con il suo sorriso sornione, ha accettato il caso. La mattina dopo, noi due più la rappresentativa dei contadini e degli albergatori, ci siamo recati in Val di Rabbi. Non saprei dirvi esattamente dove perché, all’altezza di Piazzola, Leda ha indicato all’autista del pulmino (di proprietà di uno dei gestori di alberghi) un sentiero.

 

Da li in poi, il viaggio è stato “onirico”. Gli alberi hanno abbracciato il veicolo, liquefacendosi al nostro passaggio. Era impossibile distinguere se fosse un’illusione o una magia. Intorno a noi, il suono di mille sussurri ha accompagnato il nostro viaggio (durato forse 5 minuti oppure 1 giorno intero, non saprei dirlo) fino ad una radura circondata da alberi maestosi e immense pietre conficcate nel suolo (avete mai visto Stonehenge?). Siamo scesi dal veicolo e, seguendo Leda, ci siamo avvicinati alle pietre (a prima vista molto antiche). La nostra streghetta, sfiorandone una, ha dato il via allo zampillio di una sorgente d’acqua al centro della radura. In pochi istanti, davanti ai nostri occhi, si è formato un piccolo stagno cristallino. E subito dopo, dal bosco circostante, si è palesata la più bella creatura che io abbia mai visto. Con passo regale, si è avvicinata a noi una donna cervo (la posso descrivere solo così, amici lettori).

 

 

Camminando su due esili ed eleganti zampe, indossando un abito dallo stile preraffaellita, ci ha raggiunto. Sul capo portava una corona formata da due meravigliosi palchi ramificati (volgarmente dette corna). Che io sappia, le femmine ne sono sprovviste, quindi ho supposto che fossero il dono di un cervo maschio (il compagno? quindi non è single? Peccato!) Leda ha fatto cenno ai nostri clienti di avvicinarsi alla Regina. Con passo lento e rispettoso, come per non far sparire quella visione quasi fosse una bolla di sapone, hanno raggiunto la donna cervo. Gli occhi della regina, grandi e "caldi" come un abbraccio, hanno scrutato i volti delle donne e degli uomini al suo cospetto.

 

Le sue orecchie, vibrando in maniera impercettibile, hanno ascoltato tutte le richieste e le preoccupazioni del gruppo. Detta l’ultima parola, la regina ha chiuso gli occhi per un minuto “eterno”. Poi, con la mano destra, (si, avete capito bene, aveva le mani!), ha raccolto un po’ d’acqua dallo stagno per poi lanciarla verso il cielo. Il liquido cristallino, invece di ricadere al suolo, ha iniziato a fluttuare in alto, sempre più in alto. Terminato il rito, la regina ha “accennato” un inchino a tutti noi. Ha accarezzato il voto di Leda come una madre farebbe con la propria figlia, per poi sparire nuovamente nel bosco con poche ed eleganti falcate.

 

Noi tutti siamo rimasti increduli e immobili per alcuni minuti, fino a quando una pioggia scrosciante è arrivata all’improvviso e ci ha destati. Cari lettori, il resto è storia. La pioggia che ci sta accompagnando in questi giorni, forse, sta portando rimedio anche se in qualche, troppe, occasioni s'è trasformata in ghiaccio e neve mettendo a rischio coltivazioni e prodotti. A conclusione di questa esperienza, mi porto a casa l’immagine delle lacrime di tutti noi, mischiate alle gocce di pioggia. Lacrime colme di emozione, per esser stati al cospetto dell’unica Regina dei boschi.

 

Attenzione! Racconto di pura Fantasia. Qui la prima puntata  e Qui la seconda puntata.

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