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| 14 luglio | 19:14

La Repubblica Gardesana delle Supercar: "Vieni per il lago (se lo trovi ancora), ma rimani qui per le manovre di burnout e le sgommate"

"Per fortuna qualcuno ha finalmente capito quale fosse il destino naturale del Garda: diventare un enorme circuito automobilistico senza la scomodità di dover costruire un circuito". Tra il serio e il faceto, uno sguardo sul "caso" dell'invasione delle supercar sul Lago di Garda
DAL BLOG
Di Federico Oselini - 14 luglio 2026

Per anni abbiamo inseguito il turismo lento. I sentieri, i tramonti sui lungolago, le limonaie, i borghi storici, il silenzio del Monte Baldo. Una noia mortale.

 

Per fortuna qualcuno ha finalmente capito quale fosse il destino naturale del Garda: diventare un enorme circuito automobilistico senza la scomodità di dover costruire un circuito.

 

Le strade provinciali hanno già tutte le caratteristiche necessarie: curve, guardrail, ciclisti, famiglie, motociclisti, camper e qualche residente che ingenuamente continua a pensare di vivere lì. Elementi che rendono ogni sorpasso molto più emozionante rispetto alle piste vere, dove manca completamente l'effetto sorpresa.

 

Del resto, cosa sarebbe un weekend estivo senza il sottofondo melodioso di scarichi aperti che riecheggiano fino alle due di notte? Gli usignoli sono ormai un concetto superato. Oggi la biodiversità si misura in decibel.

 

E per chi pensa che il solo rumore dei motori possa stancare, l'innovazione non manca: quest'anno il pacchetto premium comprende anche qualche colpo di pistola sparato in aria. Perché l'intrattenimento, si sa, va continuamente rinnovato.

 

Anche i parcheggi stanno finalmente trovando una funzione più moderna. Per anni sono stati occupati da automobili parcheggiate. Che spreco. Oggi diventano showroom, paddock, salotti a cielo aperto dove contemplare cofano, cerchi lucidati e spoiler.

 

Qualcuno poi parla di sicurezza. Esagerati.

 

Le famiglie dovrebbero semplicemente imparare a calcolare una traiettoria di drifting prima di attraversare la strada. I ciclisti potrebbero essere dotati di bandierine fluorescenti, mentre gli escursionisti potrebbero scaricare un'app che segnali in tempo reale l'arrivo di una Lamborghini a 170 all'ora.

 

La tecnologia serve a questo.

 

Persino quelli che controllano il territorio potrebbero aggiornarsi. Invece di ostinarsi a inseguire le auto, potrebbero limitarsi ad alzare un cartello con scritto "Bella derapata". Molto meno stress per tutti.

 

Anche l'acqua, si dice, viene sprecata per lavare continuamente le supercar. Ma è una visione antiquata. Non è acqua sprecata: è skincare automobilistica.

 

Mentre i cittadini risparmiano facendo docce più brevi e gli agricoltori guardano il cielo sperando nella pioggia, le carrozzerie possono continuare il loro percorso di benessere idrico. Del resto una Maserati con un granello di polvere sarebbe chiaramente un danno paesaggistico.

 

Qualcuno ha persino proposto l'intervento dell'esercito. Francamente sproporzionato. Molto meglio adattarsi.

 

Sostituiamo i cartelli "Benvenuti sul Lago di Garda" con "Autodromo diffuso: attenzione ai residenti". Ridipingiamo la segnaletica orizzontale con le griglie di partenza. Trasformiamo le rotonde in curve paraboliche. Ai semafori, invece del verde, facciamo comparire il conto alla rovescia.

 

Tre.

Due.

Uno.

Via.

 

E già che ci siamo, eliminiamo anche quell'antiquata distinzione tra strada pubblica e pista privata. È un concetto del Novecento.

 

In fondo è il turismo che evolve.

 

C'è chi viene per il panorama. Chi per il vino. Chi per la vela.

 

E chi perché ha scoperto che sul Garda si può trasformare una strada provinciale in un videogioco, gratis.

 

A questo punto manca solo un ultimo passo. Candidare il fenomeno a patrimonio immateriale. Le limonaie possono aspettare. I castelli anche. L'ecosistema ci penseremo.

 

Il vero prodotto tipico del Garda è chiaro che è il rombo delle supercar, altro che coregoni.

 

Le brochure andrebbero aggiornate. "Scopri i nostri tramonti", "Natale tra gli Ulivi", cose ormai vecchie.

 

Molto più onesto: "Vieni per il lago. Resta bloccato perché qualcuno sta facendo burnout davanti alla rotonda".

 

E se proprio vogliamo dirla tutta, una proposta: il prossimo anno niente lamentele dei sindaci.

 

Direttamente il Gran Premio. Chissà chi lo vince.

 

 

*Quello che avete letto non è un editoriale, né un commento giornalistico sul fenomeno dell'invasione delle supercar sul Lago di Garda lo scorso Weekend. È piuttosto un breve esercizio di immaginazione, un flusso di coscienza goliardico e volutamente surreale che prende spunto dalla cronaca per allontanarsene. Non intende giustificare o prendere posizione sul tema. È un piccolo divertissement distopico che prova a osservare la realtà da un'angolazione inattesa, nella speranza di strappare una riflessione, o più semplicemente un sorriso.

 

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