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| 30 giugno | 11:45

Sinner, quello scivolone e la scarpa sanguinante: che paura, ma il numero 1 è ancora in piedi

DAL BLOG
Di Franco Bragagna - 30 giugno 2026

Contratto, oltremodo. Ricomincia da qui, Jànnik Sinner, trentadue giorni dopo il black-out contro Juan Manuel Cerundolo, al secondo turno degli Internazionali di Francia a Parigi, al Roland Garros. Improvviso, allora, il black-out, beh come lo sono tutti, i black-out. Qualche scoria mentale e fisica gliela deve aver lasciata: il ragazzo diventato uomo fra le spiegazioni che s'era e ci aveva dato aveva comunicato che non è un robot! Allora rimase senza benzina, fisica non mentale, s'era bloccato a un metro dal traguardo e poi esami, visite, accertamenti per dare e darsi risposte al perché di quel serbatoio vuoto.

 

Insomma: rieccolo, a più di un mese dal fatto e, appunto, "contratto". Proprio perché - parole sue "non sono un robot!". All'esordio da detentore del titolo, Wimbledon riserva a tutti un surplus di emozioni: ecco qua, tutto per te - vincitore, ma anche vincitrice del torneo precedente - l'onore e soprattutto l'onere, dal punto di vista mentale, del campo centrale contro chi ti ha riservato il sorteggio, chiunque egli o ella sia...Quell'egli è il numero due di Serbia, Miomir Kecmanović, un concreto numero 58 che ha saputo essere numero 27, in carriera.

 

Primo set di Jànnik fatto di tanti piccoli errori col rovescio che non sembra il suo e dall'altra parte della rete un tennista che a tratti è parso eccellente... L'attesa di oltre un mese al tennista altoatesino dev'essere sembrata infinita, quasi sfibrante... Da quel secondo turno a Parigi finito, assieme alla benzina, in modo clamoroso a più di un mese senza un ... 'quindici'! Sì, gli allenamenti, non solo campo anche palestra, sì un'esibizione sul 'verde' che non è però l'erba con punteggio del tabellone di Wimbledon. Insomma, anche qui: lo scorrere dei 'quindici' veri, uno dopo l'altro, è altra cosa: "contratto", il ragazzo di Sesto. Dall'altra parte della rete c'è Kecmanović che a tratti si esalta. Ha ventisei anni il serbo, quasi tre più del numero uno del mondo. Ha vinto un paio di tornei, ma proprio niente a che vedere con quelli vinti dal rosso della val Pusteria. Epperò: "contratto"! Fino a perdere il primo set, sei-quattro.

 

I palleggi di riscaldamento eran cominciati verso le due e mezzo (l'una e mezzo di Londra): chi lo conosce già da lì aveva scorto quel suo essere diverso, dal solito. Soprattutto per quel campo centrale, ma ancor di più per i trentadue giorni senza un 'quindici' ed il serbatoio vuoto all'improvviso di Parigi: cose che lasciano il segno anche a un robot come Jànnik che, appunto, nella capitale francese ci aveva raccontato il contrario di se stesso: "NON sono un robot!". Intanto, in mezzo a tanti piccoli errori il primo set è scivolato via. Miomir Kecmanović gioca alla grande che sembra un 'robot', appunto.

 

Si scompone un po', Sinner, nemmeno troppo e nel secondo set ritrova il se stesso non robot: vince con una certa sicurezza 6-3, ma ancora non è lui, quello solito! Ma sembra trovare confidenza col miglior se stesso, con lo Jànnik dell'anno scorso, quello che Wimbledon lo vinse, finale contro Carlos Alcaraz, ancora fermo al palo per infortunio lo spagnolo. Allora furono tutti 6-4, quattro set il primo vinto dal tennista di Murcia che stavolta non potrà fargli compagnia in finale, da numero due della classifica e del tabellone.

 

Però, tornando indietro di dodici mesi, prima del trionfo non fu tutto rose e fiori per Sinner: agli ottavi di finale trovò avversario tostissimo e bravo, a tratti quasi impossibile Grigor Dimitrov che in qualche momento sembrò sovrastarlo. Venne fermato dal ritiro per infortunio il tennista bulgaro. Son pensieri lontani, quelli, dalla testa del tennista altoatesino: adesso c'è da ritrovare confidenza col se stesso sull'erba, col rovescio che non entra, con ... tutto l'insieme. Sembra crescere, ma - sono le 4.11 del pomeriggio (3.11 di Londra) e si è nel terzo set, sul due a due e trenta a quindici per Jànnik - il rosso scivola sull'erba, caduta controllata solo in parte e a fatica. Gli si divaricano le ginocchia in modo innaturale mentre finisce, appunto, involontariamente in ginocchio. A vista si teme il peggio, ma Jànnik rimbalza su che sembra "Ercolino-semprinpiedi": attimi di paura, sembra essersi fatto niente, sospiro di sollievo. Si riparte con Jànnik che sembra poter togliere il servizio al serbo che in qualche maniera e con grande forza mentale riesce invece a tenerselo, il servizio. Al 'tie-break' Sinner parte bene e sono scambi stranamente lunghi per l'erba, superficie sbrigativa. Scambi ad altissima intensità: spettacolo vero.

 

Jànnik ha il set-point sul sei a cinque ma arriva uno scambio-super che si aggiudica il serbo: sei a sei il punteggio del game-spareggio e, al cambio di campo scena bellissima, coi due tennisti che s'incrociano e si danno il buffetto mano contro mano, facendosi indirettamente i complimenti per lo spettacolo regalato al pubblico (c'è il pienone), palco reale compreso col calciatore (anche ex Milan) David Beckam spesso inquadrato. Ma in tutto ciò il set lo rivince il serbo che va due set a uno e allora Jànnik deve completare la ricerca di quel se stesso che tutti ricordano. Inquieta un po' vedere una macchia rossa sulla sua scarpa destra, è sangue. Dirà a fine-partita Sinner "un'innocua unghia rotta" che ha fatto però sanguinare il piede e, a domanda specifica del dopo-match - ci scherza su ... su Wimbledon che 'impone' abbigliamento candido per tutti salvo - dice Sinner - quella scarpa "rosso-sangue"...

 

Intanto sul centrale il quarto set e l'impressione è che Jànnik stia crescendo e Miomir calando: finisce con la vittoria dell'altoatesino al quinto set, i due son rimasti in campo più di tre ore e mezzo. Ultimi due set per Sinner, 6-2 e 6-3. Conforta la condizione fisica e qualche apprensione c'era, conforta il crescendo finale, figlio della confidenza ritrovata, conforta il suo servizio che l'ha abbandonato quasi mai: grande percentuale di prime palle, attorno al settanta per cento e numero-record di servizi vincenti (ace), trentuno, mai accaduto prima, aveva un primato di ventisei!

 

 

Avanti: la lunga attesa è finita e il momento emozionalmente più intenso dell'esordio quello dello spavento, probabilmente anche suo, per la caduta del terzo set. Occorrerà, probabilmente già fatto, un rapido controllo alle condizioni delle articolazioni degli arti inferiori.. Adesso il secondo turno, a Sinner tocca il promettente portoghese Nuno Borges: è il numero 48 della classifica. A Jànnik basterà ritrovare parte della confidenza e sicurezza in se stesso, quella da ... numero uno!

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