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''Musicista con una combinazione di qualità artistiche rare'', il pianista Filippo Gorini suona ''Au revoir''

L'appuntamento è per le 19.30 di martedì 12 ottobre. La società Filarmonica di Trento ospiterà il pianista Filippo Gorini, uno dei più interessanti talenti della sua generazione (classe 1995), “artista in residenza” in via Verdi dal 2019
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Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento

La società di via Verdi ospiterà il pianista Filippo Gorini, uno dei più interessanti talenti della sua generazione (classe 1995), “artista in residenza” alla Filarmonica dal 2019. L'appuntamento è per le 19.30 di martedì 12 ottobre. Per accedere ai concerti è richiesto il Green pass (Qui per informazioni sui biglietti e il programma).

 

Artista in continua crescita, fresco vincitore (nel 2020) del Borletti-Buitoni Trust Award e nel 2015 del Concorso “Telekom-Beethoven” di Bonn, ha già raccolto il consenso da parte di ascoltatori esigenti come quelli della London Wigmore Hall, Louis Vuitton Foundation Paris, Konzerthaus a Berlino, Gewandhaus di Lipsia, Tonhalle di Zurigo o Concertgebouw di Amsterdam.

 

Il suo primo cd con le Variazioni Diabelli di Beethoven, uscito nell’agosto 2017 per l’etichetta francese Alpha Classics, ha ricevuto i più alti riconoscimenti dalla stampa internazionale (Diapason d’Or Award). Segue attivamente il mondo della composizione contemporanea e solo nella passata stagione ha suonato opere di compositori come Stockhausen, Kurtág, Lachenmann, Gervasoni, Lanza.

 

Anche per questo concerto eseguirà, insieme a brani di Schumann e Beethoven, una prima assoluta del compositore Marco Uvietta su commissione della Filarmonica di Trento. Au revoir…, è un ciclo di pezzi brevi. Come suggerisce il titolo, ciascun pezzo auspica un “arrivederci” con una persona che ha avuto un ruolo importante nella formazione e nell’identità esistenziale e artistica dell’autore.

 

Nella convinzione che oggi ci sia più spazio per la ricerca in ambito formale che in quello dei linguaggi, l’autore ha pianificato un progetto formale che indaga vari modi di interrelazione tra i diversi frammenti musicali, alcuni dei quali ispirati a strategie di montaggio cinematografico (il flashback, l’anticipazione, l’interruzione sospensiva, la continuazione nel “pezzo/episodio” successivo), ma anche a soluzioni formali della tradizione musicale, perlopiù ereditate dalla concezione schumanniana del ciclo pianistico (Marco Uvietta).

 

È stato definito da Andrei Gavrilovmusicista con una combinazione di qualità artistiche rare: intelletto, temperamento, ottima memoria, immaginazione vivida e grande controllo”. La Stagione dei Concerti, sotto la direzione artistica del dott. Antonio Carlini, proseguirà il 22 ottobre, con la canadese Angela Hewitt, oggi tra le pianiste più apprezzate a livello mondiale, punto di riferimento assoluto per l’interpretazione delle musiche di Johann Sebastian Bach.

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