Un concerto a memoria senza leggii o sedie tra folk, pop, rock, funk e minimal music: ecco il Vision String Quartet

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento
Il Vision String Quartet sarà protagonista del prossimo appuntamento della Stagione concertistica della Società Filarmonica di Trento. L'ensemble berlinese, tra i più innovativi del panorama internazionale, si esibirà venerdì 21 marzo alle 20 alla Sala Filarmonica di via Giuseppe Verdi 30, offrendo al pubblico un’esperienza musicale unica.
Fondato nel 2012 a Berlino, il quartetto ha rapidamente conquistato la scena musicale grazie alla sua capacità di spaziare tra il repertorio classico e composizioni originali che abbracciano generi come folk, pop, rock, funk e minimal music. I membri del quartetto, Florian Willeitner (violino), Daniel Stoll (violino), Sander Stuart (viola) e Leonard Disselhorst (violoncello), hanno studiato alla Universität der Künste di Berlino e successivamente con il Quartetto Artemis e Günter Pichler.
Il Vision String Quartet si distingue per l'approccio innovativo alle esibizioni, eseguendo i concerti interamente a memoria e senza l'uso di leggii o sedie. Questa scelta artistica consente una libertà interpretativa e scenica che rende ogni performance coinvolgente e dinamica. Il loro repertorio abbraccia con disinvoltura la musica classica e composizioni ispirate a pop e jazz, confermando la loro versatilità e capacità di dialogare con pubblici eterogenei.
L'energia e l'affiatamento del Vision String Quartet trasformano ogni concerto in un evento dinamico e imprevedibile, capace di attrarre sia gli appassionati di musica classica sia coloro che cercano un'esperienza concertistica nuova e originale. Tra le esecuzioni previste, spiccano brani di grandi compositori della tradizione cameristica, rivisitati con uno stile personale e distintivo che caratterizza il quartetto. La serata sarà un'opportunità per immergersi in un repertorio che fonde il passato con il presente, grazie alla particolare sensibilità musicale dei quattro interpreti.
Il prossimo appuntamento in cartellone vedrà protagonista il Brooklyn Rider String Quartet, formazione statunitense di fama internazionale, attesa per il concerto di venerdì 5 aprile. Il quartetto, noto per la sua apertura verso repertori trasversali e innovativi, proporrà un programma che spazierà dalla tradizione classica a brani contemporanei, con arrangiamenti originali che mettono in luce il loro stile eclettico. L’evento rappresenta un ulteriore tassello di una stagione concertistica all’insegna della qualità e della ricerca musicale.
I biglietti, con prezzi variabili tra 10 e 23 euro, sono disponibili alla Società Filarmonica di Trento e online (Qui per ulteriori informazioni).
Note al programma di Alessandro Arnoldo
Il Langsamer Satz di Anton Webern è una delle sue opere giovanili più intense ed espressive. Composto nel 1905, questa pagina per quartetto d’archi si ispira al linguaggio tardo-romantico di Brahms e Mahler, con linee melodiche ampie e una scrittura armonica ricca di cromatismi. Webern, noto per il suo stile essenziale e atonale sviluppato più tardi nella Seconda Scuola di Vienna, qui mostra invece un lato lirico e appassionato. Il brano è un’esplorazione delle emozioni umane, con un crescendo di tensione che culmina in momenti di grande intensità prima di dissolversi in un finale sereno e contemplativo.
Il Quartetto in Fa maggiore di Maurice Ravel, composto nel 1903, è una delle pietre miliari del repertorio cameristico. Nel primo movimento, il compositore adotta una scrittura melodica raffinata, con un intreccio di temi che si sviluppano con grazia e trasparenza timbrica. Il secondo movimento, caratterizzato da un ritmo incisivo e colori percussivi ottenuti con l’uso del pizzicato, introduce un’energia quasi danzante. Il Très lent offre un momento di profonda introspezione, con armonie sospese e una melodia che si snoda con estrema delicatezza. Il finale, Vif et agité, riprende i temi precedenti e li trasforma in un vortice sonoro, portando a conclusione il quartetto con un’esplosione di vitalità e dinamismo.
Con una selezione dall’ultimo album, Spectrum, il Vision String Quartet offre un assaggio del suo approccio innovativo alla musica per quartetto d’archi. Il loro stile fonde elementi classici con influenze jazz, folk e pop, esplorando nuove sonorità e possibilità espressive. Il gruppo si distingue per la capacità di alternare momenti lirici ed evocativi con episodi ritmicamente incalzanti, creando un’esperienza d’ascolto dinamica e coinvolgente. L’inclusione di questi brani nel programma dimostra come il quartetto d’archi possa attraversare epoche e generi senza perdere la propria forza espressiva.
Dalla sensibilità romantica di Webern alla raffinatezza impressionistica di Ravel, fino alle sperimentazioni contemporanee del Vision String Quartet, il concerto mette in luce la straordinaria versatilità di questa formazione, capace di reinventarsi costantemente e di offrire all’ascoltatore prospettive sempre nuove e inaspettate.












