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Un concerto speciale con due giovani pianisti italiani pronti a sorprendere il pubblico: Luca Buratto e Alessandro Deljavan protagonisti in via Verdi

Entrambi diplomati al Conservatorio di Milano, hanno già suonato per il pubblico di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’Europa a Singapore in recital o insieme alle grandi orchestra sinfoniche
DAL BLOG

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento

Un concerto speciale della società Filarmonica Trento che vede sul palco due tra i più osservati giovani pianisti italiani: Luca Buratto e Alessandro Deljavan. Appuntamento alle 18 e alle 20 di martedì 8 giugno. 

 

Entrambi diplomati al Conservatorio di Milano, hanno già suonato per il pubblico di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’Europa a Singapore in recital o insieme alle grandi orchestra sinfoniche.

 

Per molto tempo il pianoforte fu il veicolo privilegiato per la diffusione capillare della musica: le sinfonie, le serenate, i melodrammi entravano nelle dita di pianisti (più o meno improvvisati) e le facevano correre e saltellare sui tasti. Tutti i grandi compositori di musica per pianoforte solo composero anche per pianoforte a quattro mani, creando una serie considerevole di opere di grande valore che da un certo momento in poi uscì dalla sua dimensione privata, facendo conoscere al concertismo il fenomeno dei duo pianistici professionali con attività concertistica sia a quattro mani che con due pianoforti.

 

Un concerto preparato con pagine scelte raramente da un duo pianistico, qui accostate con gusto e sagacia: l’8 giugno coinciderà infatti con il compleanno di Robert Schumann. Un confronto fra due scuole pianistiche fondamentali nell’Europa fra Otto e Novecento, Francia e Russia: dai Sei studi in forma di canone, op. 56 di Schumann, scritti per il singolare piano con pedaliera (piano-pédalier) alla Suite n. 2 op. 17 di Rachmaninov, opera imponente, audace e decisa fin dall'inizio, per concludere con Debussy e il suo En blanc et noir, capace di attingere alle vaste potenzialità del pianoforte con una naturalezza musicale “in bianco e nero”.

 

Due artisti ormai maturi che non mancheranno di sorprendere il pubblico della Sala Filarmonica di Trento.

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