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Corre la maratona in meno di 2 ore, Eliud Kipchoge fa la storia ed ha un segreto che richiede, però, molto allenamento

Con una passo al chilometro di 2'50” e una velocità media di 21 km/h per 2 ore di seguito, si sono raggiunti i nuovi limiti delle prestazioni umane sulle prove di resistenza. In questi casi però i dettagli fanno la differenza e lo studio della Ulster e Swansea University conferma
DAL BLOG
Di Livio Zerbini - 13 ottobre 2019

Fsioterapista, preparatore atletico negli sport di squadra e consulente sport individuali (sci di fondo, ciclismo, atletica) sia per amatori che atleti professionisti.

Con 1h 59' 40” Eliud Kipchoge è entrato nella storia. Il campione keniano, già campione olimpico della maratona (Rio de Janeiro 2016) e campione mondiale dei 5000 metri (St Deny 2003) è diventato il primo uomo a correre la distanza della maratona (42km e 195 metri) in meno di 2 ore.

 

Con una passo al chilometro di 2'50” e una velocità media di 21 km/h per 2 ore di seguito, si sono raggiunti i nuovi limiti delle prestazioni umane sulle prove di resistenza. Il raggiungimento di un simile traguardo è il risultato di un mix di talento, tanto allenamento fatto bene, ottima alimentazione, condizioni di gara perfette e alcuni dettagli che possono sembrare poco importanti. Uno di questi è il sorriso.

 

Molti di voi avranno notato il viso sorridente ed estremamente rilassato di Kipchoge sia durante la prova, che negli ultimi 400 metri, fatti quasi sprintando. Posto che riuscire a sorridere mentre si corre ai 21 km/h per 2 ore è prerogativa solo di pochissimi, c'è una ragione fisiologica dietro questo aspetto. Sorridere mentre si corre aiuta a combattere la sensazione di fatica e riesce a rendere la corsa più efficiente.

 

I ricercatori della Ulster e Swansea University hanno studiato il costo energetico di un gruppo di atleti mentre correvano sorridendo oppure con il viso corrucciato, accigliato e teso, la tipica espressione di fatica e sforzo effettuato. Coloro che correvano sorridendo avevano un costo energetico del 2,8% inferiore a coloro che correvano con il viso teso. In termini di miglioramento della performance questa strategia è risultata in un miglioramento di 1 minuto per chi correva una 10 km in 55 minuti e fino a 4-5 min per chi correva una maratona in 4h e 30.

 

Un miglioramento incredibile se si pensa che sia dovuto solo al cambiamento dell'espressione facciale. Ma come è possibile tutto ciò? È dovuto al feedback facciale, quando noi adottiamo un'espressione del viso proviamo l'emozione associata a quell'espressione. Al sorriso associamo felicità e gioia, emozioni che determinano un maggior stato di rilassamento. Al contrario se adottiamo un'espressione del viso corrucciata tendiamo ad avere uno stato di maggior tensione. Quindi sorridendo si riesce a correre rilassando maggiormente i muscoli e consumando meno energia.

 

Ma c'è di più, oltre a migliorare l'economia di corsa gli studiosi dell'università di Bangor capitanati dal professor Samuele Marcora hanno dimostrato come a parità di sforzo, sorridere faccia percepire meno fatica rispetto a compiere la stessa attività col viso teso e corrucciato. Indubbiamente riuscire a sorridere ed essere rilassati mentre si sta compiendo un grosso sforzo richiede un po' di allenamento, ma perché non provarci già da oggi?

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