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| 29 set 2025 | 10:53

Milano Fashion Week / La collezione di Francesca Liberatore: il passo è lento e comodo, esalta la naturalità di chi rallenta, comprende e vuole nonostante i tempi vivere in pace

DAL BLOG
Di Marco Consoli - 29 settembre 2025

Figura poliedrica , tra le tante cose è produttore discografico e di eventi, attore, fotomodello, influencer

Alètheia, verità in greco, indica qualcosa che non è più nascosto, che non è stato dimenticato, quindi ciò che si manifesta, che non rimane oscuro. La verità è la ricerca stessa della verità, un processo lento e a volte doloroso anche in ambito moda. Immaginazione, Possibilità, Pensare sono i tre titoli che compaiono all’inizio sfilata su tre copricapi, a suggerire le loro possibili interazioni con l’animo umano.

 

Liberatore si confronta con la precarietà dei nostri tempi, le contraddizioni degli imperi della moda e la guerra. Una condizione difficile per la sensibilità di un creativo devoto al capo e alla sua narrazione. La consapevolezza presente di chi osserva un contesto così violento induce a fermarsi davanti alle priorità e all’estraniarsi in un ambiente che ci accolga, sereno.

 

“Questa stagione siamo tutti stati coinvolti, sconvolti, travolti, da molti accadimenti più grandi di quanto una sensibilità creativa possa trattenere", dichiara Liberatore. "Ho confidato nella persistenza, nel credere e nel saper fare il mio lavoro ma con la coscienza delle priorità” .

 

Le cuffie di Sony che indossano le modelle fungono da isolanti e ricettori di quella calma così cercata. Una collaborazione che utilizza altissima tecnologia per favorire l’umano e la sua sopravvivenza. Nelle parole di Stéphane Labrousse, Country Head di Sony in Italia, “Le WH-1000XM6 si fondono con gli outfit come segno distintivo di raffinatezza e modernità, elevando il suono a dichiarazione di stile e, grazie al noise cancelling, trasformano il silenzio in un lusso da indossare".

 

La collezione è un racconto di verità in un mondo in cui questa è diventata inutile. Tessuti recuperati da letti del passato, quando qualità e bellezza erano un valore, diventano giacche e soprabiti scivolati in classici avorio. Una ricerca di ciò che abbiamo accantonato e dimenticato ma che per sua natura ha conservato il pregio di un tempo. Molto Jersey taglio a vivo, voile di cotone e poi jacquard e stampe di pizzi e fiori, che volutamente perdono la loro natura, per giacche e camicioni over size a ruota e intarsiati.

 

Le gonne si compongono di metà intercambiabili, le schiene si allacciano come cinte e queste diventano tracolle, shopping bag, tote bag pratiche e accessoriate di patch logati anch’essi come porta cuffie. La palette arricchisce i neutri e gli avorio con vampate di aragosta e di blu fino a toni brumosi e profondi. Il passo è lento e comodo, esalta la naturalità di chi rallenta, comprende e vuole nonostante i tempi vivere in pace.

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