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Si rinnova ogni anno il mais ibrido da foraggio, in Trentino se ne seminano di solito due tipologie

I prodotti in offerta, dice Roberta Franchi, tecnico della Fondazione Mach per la coltivazione del mais, sono indicati da due numeri: il primo corrisponde alla classifica data dalla Fao e quindi è per convenzione progressivo. Il secondo indica la durata in giorni del ciclo di coltivazione
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 08 marzo 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

I coltivatori di mais da foraggio che operano nelle Giudicarie esteriori e in Valsugana ricorrono ogni anno all’acquisto della semente da ditte specializzate.

 

Trattandosi di seme ibrido ottenuto dall’incrocio fra due linee pure, la risemina comporterebbe un calo di produzione, ciò a seguito della disgiunzione dei caratteri come previsto dalla seconda legge di Mendel.

 

I prodotti in offerta, dice Roberta Franchi, tecnico della Fondazione Mach per la coltivazione del mais, sono indicati da due numeri: il primo corrisponde alla classifica data dalla Fao ed è per convenzione progressivo.

 

Il secondo indica la durata in giorni del ciclo di coltivazione. In Trentino si seminano di solito due tipi di mais ibrido: la classe 400 che ha un ciclo di 90-95 giorni e la classe 700 che richiede invece 140 giorni di coltivazione in campo. Il costo va da 80 a 100 euro a dose.

 

Una dose corrisponde per convenzione internazionale a 25.000 semi. Per coprire 1 ettaro sono necessarie 3 dosi. In pratica servono 7,5 piante per metro quadrato. 

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