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Basta con le vittime sul lavoro. Serve il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Non basta il cordoglio per le morti sul lavoro, serve un maggior impegno dell’amministrazione pubblica, del sindacato e delle aziende nella attuazione di una vera sorveglianza sanitaria dei lavoratori, nella prevenzione degli infortuni e nella formazione sulla sicurezza del lavoro
DAL BLOG
Di Walter Alotti - 20 settembre 2016

Attuale segretario generale della Uil in Trentino è giornalista pubblicista dal 2014

Alla preoccupazione e sgomento che la Uil del Trentino esprime, assieme al cordoglio ai familiari della vittima, per la drammatica morte in un cantiere di Lavis, legata evidentemente ad un infortunio o allo sforzo prestato da questa persona, come dalle altre 13 vittime in Trentino del 2015, si associa un  forte appello, una richiesta non più eludibile, al mondo produttivo, sindacale e politico di fermarsi e concentrarsi, seriamente, per provare a cambiare od aggiungere qualcosa, non norme, ma azioni concrete, alle prassi e procedure previste a salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Riteniamo necessario un maggior impegno dell’amministrazione pubblica, del sindacato e delle aziende nella attuazione di una vera sorveglianza sanitaria dei lavoratori, nella prevenzione degli infortuni e nella formazione sulla sicurezza del lavoro.
Una delle cose che colpiscono di più, riguardo agli ultimi tragici episodi, in Italia ed in Trentino, è infatti che queste persone spesso si siano sentite male od abbiano avuto dei malori, palesando anche un evidente deficit di salute, che probabilmente le dure condizioni e sforzo di lavoro hanno portato poi alle estreme conseguenze. E poi che non erano dipendenti solo di piccole aziende, ma anche occupati in servizi, società o ambiti in cui sembrerebbe più agevole, per tutta una serie di garanzie e controlli interni previsti, effettuare sia la sorveglianza sanitaria che la prevenzione.

Questo ci dà l’idea dello scarto culturale, della lacuna ancora difficile da colmare in tutto il mondo del lavoro e nell’intera società attuale. La Uil e le altre organizzazioni sindacali avevano chiesto all’amministrazione provinciale nella discussione sul nuovo Piano della Salute un rafforzamento delle azioni di prevenzione riguardo alla salute e sicurezza sul lavoro e si era assicurato maggior impegno e risorse adeguate in tal senso. Per parte nostra vedremo di sensibilizzare, rafforzare la presenza e la vigilanza di tutte le strutture sindacali territoriali ed aziendali, oltre che ad avviare, sollecitare al più presto, anche in sinergia con gli enti bilaterali e formativi di emanazione sindacale, una campagna di formazione ed informazione degli Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza).

Essi infatti, spesso, una volta effettuata la formazione obbligatoria ed assunte grandi responsabilità nei confronti dei colleghi, rischiano di rimanere un po’ isolati sui posti di lavoro, e di abbassare, se non la guardia, certo l’attenzione su aspetti meno impattanti, la sorveglianza sanitaria ad esempio o le condizioni per lo sviluppo di malattie invalidanti, rispetto all’uso dei Dpi (dispositivi protezione individuali) o alla più evidente e magari palese mancanza di minime condizioni di sicurezza fisica sul lavoro.

Crediamo inoltre possa essere utile, importante, rafforzare e diffondere in tutti i settori la figura "territoriale", più tecnica, professionalizzata, del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, già in essere nell'artigianato, da estendere sicuramente al terziario, all'agricoltura, in tutti i settori dove sono predominanti le piccole, piccolissime imprese. Un gran lavoro per tutti quindi. Ma nessuno può esimersi dal lavorare per la vita e per evitare che qualcuno quella vita la perda sul lavoro.

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