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Cambio ai vertici di Apac e Agenzia del lavoro con una ricerca esterna all'amministrazione provinciale? Non ci può essere improvvisazione

Stupisce inoltre che sugli appalti si inneggi alla velocità dei bandi anziché alla loro correttezza, e che le lungaggini sugli affidamenti dei lavori pubblici non siano considerati anche come un doveroso rispetto delle norme e delle procedure, ma piuttosto come il frutto della burocrazia
DAL BLOG
Di Walter Alotti - 08 gennaio 2020

Attuale segretario generale della Uil in Trentino è giornalista pubblicista dal 2014

La notizia annunciata dal presidente Maurizio Fugatti di una ricerca esterna all’amministrazione provinciale per la copertura dei vertici di Apac e Agenzia del lavoro non può essere una soluzione condivisibile. 

 

Due strutture così delicate come queste, che devono tutelare il lavoro in Trentino, nel caso di Agenzia, e la correttezza degli appalti pubblici, nel caso di Apac, non possono essere oggetto d’improvvisazione. Stupisce inoltre che sugli appalti si inneggi alla velocità dei bandi anziché alla loro correttezza, e che le lungaggini sugli affidamenti dei lavori pubblici non siano considerati anche come un doveroso rispetto delle norme e delle procedure, ma piuttosto come il frutto della burocrazia.

 

Troppe volte abbiamo visto su questa materia errori, anche grossolani come nel caso del Not, che hanno impedito il corretto affidamento dei servizi e dei lavori degli enti con risvolti negativi sul personale che negli appalti lavora e su quello che gli appalti li elabora, con conseguenze disastrose sull’economia trentina.

 

Stupisce inoltre che alcuni imprenditori trentini, anziché pretendere appalti precisi e corretti a tutela delle aziende e dei lavoratori, vedano in chi viene da fuori provincia un “loro salvatore”, contro la burocrazia e per una maggiore velocità delle procedure. Dopo anni di lavoro sulle norme provinciali, sostitutive di quelle nazionali, sul tavolo degli appalti (in cui sono presenti tutti i soggetti economici del Trentino) e un continuo confronto tra Provincia, imprenditori e organizzazioni sindacali, si ricerca ora altrove una professionalità che solo in Trentino può essersi formata.

 

Questo vale anche per Agenzia del lavoro. Grande esempio di bilateralità e collaborazione tra imprenditoria e organizzazioni sindacali, unica nel suo genere, che tanto si è distinta, anche a livello nazionale, rispetto al mondo del lavoro trentino. Già presieduta da sempre da un Presidente esterno, la direzione è sempre stata affidata a un dirigente dipendente dell’amministrazione provinciale come collegamento tra la struttura amministrativa/operativa, la Giunta provinciale e i soggetti rappresentati all’interno del proprio Cda.

 

Fondamentale un dirigente conoscitore del passato del mondo del lavoro trentino e delle sue specificità, assurdo pensare che un esterno, che nulla conosce della nostra storia, possa implementare la già ricca esperienza di Agenzia. Il sospetto è che la Giunta provinciale voglia modificare l’assetto di Agenzia del lavoro, tentando di estromettere le organizzazioni sindacali dalle decisioni strategiche della struttura, e dettare una nuova linea di solo rigore e contenimento dei costi e delle politiche, attive e passive, del lavoro trentino.

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