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Più poteri ai dirigenti amministrativi? La Uil cambierà atteggiamento con la Giunta

Stanno arrivando al pettine il rinnovo del contratto del pubblico impiego, la legge di stabilità 2017 (fiscalità e spending review) ed altri provvedimenti che incideranno sul Welfare trentino. La linea del governo sembra essere quella di dare sempre più poteri di discrezionalità ai dirigenti. Loro tirano dritto? Noi non ci stiamo
DAL BLOG
Di Walter Alotti - 14 settembre 2016

Attuale segretario generale della Uil in Trentino è giornalista pubblicista dal 2014

La Giunta Provinciale ha scelto di “tirare diritto” senza consultare o condividere col Sindacato le modifiche alla disciplina dell’Icef. Non tenendo assolutamente conto delle parti sociali, ma solo «prendendo atto» del confronto non positivo e del parere contrario espresso dalle stesse riguardo al provvedimento che istituisce la figura del “funzionario esperto” nella pubblica amministrazione, dà un pessimo segnale in vista del prossimo autunno, già di per sé prevedibilmente caldo.

 

Arriveranno infatti al pettine il rinnovo del contratto del pubblico impiego, la legge di stabilità 2017 (fiscalità e spending review) ed altri provvedimenti che incideranno sul Welfare trentino, sia per quanto attiene la scuola, la sanità, i servizi sociali che per quanto concerne gli ulteriori interventi per le politiche del lavoro e il mai decollato piano di riassetto delle società partecipate pubbliche. Se l’atteggiamento - peraltro perfettamente legittimo dal punto di vista formale - del governo provinciale sarà lo stesso riscontrato in questi ultimi giorni, è ovviamente destinato a cambiare anche l’atteggiamento del sindacato, per lo meno quello della Uil del Trentino.

 

Nello specifico, in relazione alla istituzione della qualifica di “funzionario esperto” e alla genericità dei requisiti per acquisirla, la Uil ravvede il proseguimento di un’amministrazione del personale che, piuttosto di essere indirizzata alla tanto spesso enfatizzata “meritocrazia”, appare finalizzata all’ampiamento del “potere di discrezionalità” dell’alta dirigenza d’amministrazione - quella sì comunque e normativamente nominata, ai massimi livelli, col gradimento del governo provinciale.

 

Per la Uil tale tendenza si è già espressa nella recente riforma della scuola trentina con la parziale discrezionalità dei dirigenti scolastici nella gestione del personale docente e non vorremmo si affermasse, in modo persino maggiore, anche negli altri settori della pubblica amministrazione

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