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| 06 feb 2025 | 17:54

Patatine fritte contro mandorle, quando le calorie non sono tutto

Patatine fritte contro mandorle, quando le calorie non sono tutto
DAL BLOG
Di Wellbelab - 06 febbraio 2025

di Paolo Lupo - Biologo Nutrizionista

 

Nel mondo ideale delle diete conta-calorie, il nostro organismo viene semplificato a mero sistema termodinamico: mangio più di quanto brucio e ingrasso, faccio viceversa e dimagrisco. In quest’ottica, allora, mangiare ad esempio ogni giorno una porzione di patatine fritte invece che delle mandorle, a parità di calorie, potrebbe sembrare equivalente, senza che ne derivino conseguenze negative dalla selezione di un’opzione o dell’altra.

 

Senonché – afferma il dottor Walter Willett, professore di epidemiologia e nutrizione alla Harvard T.H. Chan School of Public Health – fare uno spuntino con fettine di patate fritte al posto delle mandorle, ricche di proteine, potrà anche non influenzare la bilancia a breve termine, ma non la rende comunque una decisione sana. Le mandorle offrono benefici per la salute, incluso il miglioramento dei livelli di colesterolo "cattivo" LDL. A lungo termine, sono un'opzione molto migliore per prevenire le malattie croniche — incluso il diabete — o ritardarne le complicazioni.

 

"Abbiamo imparato che molti studi di breve durata sulla perdita di peso tendono a dare risultati fuorvianti. Ad esempio, studi di sei mesi o meno mostrano che le diete a basso contenuto di grassi riducono il peso corporeo, ma studi della durata di un anno o più mostrano il contrario". Per tornare alle nostre patatine e mandorle, in uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition i ricercatori hanno suddiviso casualmente un gruppo di 165 adulti (età media 30 anni; 68% donne), assegnando loro di mangiare una porzione giornaliera da 300 calorie di mandorle, tostate e salate (circa 1/3 di tazza), oppure patatine fritte semplici o speziate (una porzione media).

 

È stata misurata la quantità di grasso corporeo dei partecipanti, insieme al peso totale, i livelli di zucchero nel sangue, insulina ed emoglobina glicata (un riflesso a lungo termine dei livelli di zucchero nel sangue) sia all'inizio che alla fine del mese. Dopo 30 giorni, i cambiamenti nella quantità di grasso corporeo e nel peso totale erano simili tra i gruppi delle patatine fritte e delle mandorle. Tuttavia, è emersa una differenza importante: i partecipanti del sottogruppo delle patatine fritte avevano livelli più alti di glucosio e insulina subito dopo aver mangiato le patatine rispetto a quelli che mangiavano le mandorle.

 

"Un risultato chiaro è stato che il consumo di patatine fritte ha aumentato molto di più i livelli di glucosio nel sangue e la secrezione di insulina rispetto alle mandorle" afferma il dottor Willett. "Questo è coerente con studi a lungo termine che mostrano inequivocabilmente che il consumo di patate è associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2”. Le calorie, quindi, non sono tutto. Per promuovere anche a tavola una salute sul lungo periodo è necessaria una consapevolezza più profonda di come il nostro corpo reagisce ai differenti alimenti.

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