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Chiusura anticipata alla Scaletta, l'Unione degli Universitari: "Lasciateci godere delle nostre serate", l'assessore Stanchina: "Incontrerò i gestori"

Malcontento e rabbia degli studenti per l'ordinanza arrivata dal Comune e che ha colpito uno dei principali luoghi di ritrovo serali: "Ci sono persone che spacciano a 20 metri dal centro ma il Comune si preoccupa di chiudere la Scaletta"

Di gf - 03 dicembre 2017 - 20:54

TRENTO. “Era uno dei pochi luoghi dove alla sera ci trovavamo con gli amici in città per bere qualcosa assieme fino a tardi. Pure questo non va bene a Trento. Ormai non sappiamo più come fare”. Gli studenti trentini hanno deciso questa volta di esprimere la propria rabbia e la propria delusione nei social e nelle varie chat di Facebook, Telegram, Jodel e tante altre. L'ordinanza dell'Amministrazione comunale attraverso la quale si impone la chiusura della Scaletta, in via Santa Maria Maddalena, alle ore 23, è arrivata per molti come un fulmine a ciel sereno.

 

“Siamo sempre stati attenti – ci spiega il gestore Stefano Dorigatti mostrandoci l'ordinanza – e abbiamo anche il buttafuori ogni sera. Non so per quale motivo il Comune abbia deciso di farci questo”. L'ordinanza prevede di cessare l'attività di somministrazione entro e non oltre le 22.30, provvedere alla chiusura e allo sgombero del locale alle 23 e non riaprire l'esercizio al pubblico prima delle ore 7. Limitazioni non di poco conto che si protrarranno fino al 6 di gennaio. L'inottemperanza dell'ordinanza potrà portare anche ad una multa di oltre 500 euro per il locale e, infine, anche alla sospensione dell'attività.

Ad esprimere la propria solidarietà ai titolari della Scaletta e a criticare la decisione del Comune è stata l'Udu, l'Unione degli Universitari di Trento. “Ci risiamo, di nuovo – spiegano gli universitari dalla pagina Facebook - prima all’Hakkademia, poi al Picaro, al Cafè de la Paix e la lista potrebbe andare avanti in un ciclo infinito. Appena nel mortorio di Trento un locale funziona e viene frequentato da studenti, appena riesce a creare uno spazio di socialità all’interno della città, lo limitano, lo bloccano, lo ostacolano. Il Comune di Trento è fatto così, vuole la botte piena e la moglie ubriaca, gli studenti paganti e la tranquillità serale, le vie sicure ma non frequentate”.

 

Non siamo solo studenti - spiegano - siamo anche dei giovani. Abbiamo tutta la vita davanti per andare a letto presto, per avere paura di uscire per strada dopo le 21, per colpevolizzare il divertimento. Ora però lasciateci godere delle nostre serate, lasciateci conoscere, lasciateci vivere questa città”. Il malcontento degli studenti si è moltiplicato nelle ultime ore nei gruppi di Facebook, Whatsapp e Telegram. “Abbiamo persone che spacciano a 20 metri dal centro ma il Comune si preoccupa di chiudere la Scaletta” spiega uno studente, mentre un'altra giovane afferma: “Possono limitare quello che vogliono ma noi non ci muoveremo da lì davanti”.

Chiamato in causa, l'assessore comunale Roberto Stanchina assicura che questa settimana incontrerà i titolari della Scaletta. “Si sa benissimo quanto io faccia fatica su queste situazioni – spiega Stanchina - perché sono una persona che vuole cambiare questa città per farla vivere di più. In questo momento, però, c'è anche una situazione che va oltre le regole di buon vicinato e convivenza. Non vogliamo minare la movida, noi cerchiamo di incentivare i luoghi di ritrovo e di avere un rapporto con l'Università positivo”.

 

L'assessore spiega che le problematiche legate alla Scaletta sono state documentate con video e foto oltre ai controlli effettuati dalla polizia locale. Si tratta di schiamazzi a notte fonda e rifiuti abbandonati lungo alla via.

“La situazione si è protratta nel tempo – afferma Stanchina – e la maleducazione di una minoranza di persone è ben altra cosa rispetto la movida. Questi atti sono da condannare. Sappiamo benissimo che il gestore ha fatto il possible ma purtroppo fino ad oggi non è riuscito ad arginare i problemi”.

 

Il ragionamento del Comune, quindi, è quello che da qualche parte bisogna partire. “L'unica arma che abbiamo è quella adottata – ha chiarito Stanchina – e vedremo cosa succede. Non è un castigo alla Scaletta o al suo gestore, ma un segnale che si vuole dare alla città e soprattutto a chi non rispetta le regole”.

 

L'assessore Roberto Stanchina, assieme all'assessore Italo Gilmozzi, nelle prossime sere si recheranno alla Scaletta per parlare con i proprietari. “ Parleremo con il gestore – ha concluso l'assessore – e proveremo a ripartire il 6 gennaio in maniera diversa”. 

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