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| 30 nov 2017 | 17:34

Dal Consiglio provinciale arriva il via libera al marchio "Maso agricolo"

Il testo proposto da Graziano Lozzer e Lorenzo Baratter del Patt prevede anche  l'impegno di valorizzare l'agricoltura di montagna favorendo l'interscambio e il reciproco arricchimento degli studenti e degli agricoltori trentini

Dal Consiglio provinciale arriva il via libera al marchio "Maso agricolo"
di Redazione

TRENTO. Un marchio per valorizzare l'agricoltura di montagna. E' arrivato questo pomeriggio il via libera con 23 voti a favore e 8 di astensione al testo unificato dei disegni di legge 169 e 165 proposti da Graziano Lozzer e Lorenzo Baratter del Patt che ha come obiettivo quello di valorizzare i masi agricoli e l'agricoltura di montagna.

 

Il provvedimento prevede di riservare la denominazione "maso agricolo" alle aziende di montagna che vogliono promuovere le attività di trasformazione o commercializzazione dei loro prodotti. La denominazione "maso agricolo" potrà essere esposta con un apposito logo, che sarà la Giunta provinciale a definire, esposto all'ingresso e all'interno delle aziende.

 

Il disegno di legge ha aperto all'opportunità di utilizzare il logo anche per le attività agrituristiche, purché possiedano i medesimi requisiti (una particolare ubicazione, caratteristiche storiche, architettoniche, culturali ed etnografiche e si impegnino a trasformare o commercializzare i loro prodotti).

 

Nel testo anche l'impegno di valorizzare l'agricoltura di montagna favorendo l'interscambio e il reciproco arricchimento degli studenti e degli agricoltori trentini. Per questo viene previsto l'impegno da parte della Provincia di promuovere percorsi di alternanza scuola-lavoro presso le aziende agricole e zootecniche trentine.

 

L'utilizzo abusivo della denominazione "maso agricolo" e del relativo logo per la pubblicità, comporterà per le aziende sanzioni comprese tra 200 e 1.200 euro.

 

Per il consigliere Lorenzo Baratter, “c'è la necessità di dare con questa legge un riconoscimento forte nei confronti di chi vive e lavora in montagna ogni giorno”. Il consigliere ha richiamato l’esigenza di promuovere anche iniziative di inclusione sociale riferite a questi territori.

 

Parare favorevole alla legge è stato espresso anche dal consigliere Giacomo Bezzi (FI) precisando che “non è aggrappandosi alla storia che riusciremo a trattenere i nostri giovani sulle montagne. Leggi come questa servono solo alla minoranza dei trentini che invecchia, mentre anche il Trentino sta cambiando”.

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